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Ligabue, cento anni di impresa e di cultura nel segno di Venezia

di Maurizio Cerruti*

Non è facile arrivare al traguardo del centenario per le persone, figuriamoci per le aziende. Nell’epoca della globalizzazione la selezione naturale dell’economia, con i suoi alti e bassi e le sue continue trasformazioni, consente solo ad una piccola minoranza di durare così a lungo.

E’ vero che ci sono marchi più o meno famosi che vantano origini antiche, ma spesso sono come stemmi nobiliari sopra realtà completamente svuotate e cambiate all’interno: assetti proprietari organizzazione, attività.
TRE GENERAZIONI. Anche per questo i cent’anni della Ligabue, storica impresa veneziana di catering che è la più antica al mondo nel settore dell’appalto e della provvederia navale, assumono un significato particolare. Tre generazioni di imprenditori (la quarta è in arrivo con Silvia Ligabue nata appena cinque mesi fa) hanno assicurato dal 1919 la continuità dell’impresa di famiglia e un costante trend di crescita malgrado gli scossoni a volte drammatici che hanno dovuto affrontare, come la crisi del ’29, la 2. guerra mondiale, lo shock petrolifero anni 70 e di recente la crisi globale del 2007-2008. Oltre ad una concorrenza senza frontiere sempre più agguerrita su scala internazionale.

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STILE E CULTURA. Cent’anni per celebrare un’azienda, ma non solo: anche uno stile, un modo di essere, un impegno rivolto non al puro profitto ma anche al sociale e in particolare alla cultura, prima attraverso il Centro Studi e Ricerche e dal 2016 con la Fondazione Ligabue. A Ca’ Erizzo sul Canal Grande, che è sede della Fondazione e palazzo di famiglia, l’erede del nonno Anacleto, il fondatore, e del padre Giancarlo, imprenditore e antropologo, il 38enne Inti Ligabue attuale presidente della società, presenta alla stampa un programma di una dozzina di iniziative culturali per celebrare il centenario, da settembre a novembre 2019.
LA MOSTRA. Il fulcro delle iniziative sarà la mostra allestita nella Scuola Grande della Misericordia a Cannaregio: mille metri quadri di percorso espositivo attraverso isole tematiche, con apparati multimediali, maxischermi e installazioni interattive per spiegare la Ligabue e i suoi protagonisti attraverso foto, documenti, film e altri materiali tratti dall’archivio Ligabue, dalla Camera di Commercio e dalle teche Rai.
CORTO ANIMATO. Un cortometraggio di animazione del pluripremiato disegnatore e animatore Simone Bassi racconterà “La Grande Impresa” Ligabue con la voce narrante di Stefano Accorsi: una suggestiva sequenza animata di disegni fatti tutti a mano con pastelli a olio graffiati a puntasecca.
LA MONOGRAFIA. L’azienda e la famiglia Ligabue nel contesto storico e sociale del secolo trascorso sono al centro della monografia curata da Alessandro Marzo Magno, storico e giornalista, direttore di Ligabue Magazine: esperienze, curiosità, personaggi in un intreccio di storie a Venezia e nel mondo.
IL DOCUFILM. Il 30 ottobre ci sarà la proiezione del docu-film su Giancarlo Ligabue realizzato dal giornalista Adriano Favaro, amico e compagno di tante spedizioni etno e paleologiche dell’imprenditore-esploratore, con memorie, aneddoti e interviste a scienziati, collaboratori, amici.

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GLI INCONTRI. Una serie di conferenze, tavole rotonde e spettacoli con personalità dell’arte, della cultura, dell’economia e dello sport aperte al pubblico sono in allestimento tra settembre e novembre in un’arena allestita alla Scuola Grande Misericordia, l’ex palestra della Reyer, società di basket di cui Giancarlo Ligabue per anni era stato il presidente. Tra i relatori: l’economista Carlo Cottarelli, gli storici Luca Massimo Barbero e Massimo Montanari, il glaciologo Carlo Barbante, l’ex cestista Tonino Zorzi, il velista Andrea Stella.
L’ASTRONAUTA. L’evento conclusivo nella tradizione dei “Dialoghi della Fondazione”, dedicato al ricordo di Giancarlo Ligabue, sarà l’incontro pubblico con Samantha Cristofoletti al Teatro Goldoni il 15 novembre. Oggetto: l’esplorazione della nuova frontiera, lo spazio. L’astronauta italiana parlerà del progetto Nasa “Neemo 23”, di cui è capo missione: quattro acquanauti immersi in una stazione sottomarina per simulare le future condizioni di vita sulla Luna e su Marte.

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STORIA D’IMPRESA. Alcune cifre danno un’idea della Ligabue oggi: rifornisce seimila navi all’anno e gestisce gli approvvigionamenti per 150 tra campi d’estrazione, cantieri e piattaforme off shore in 14 Paesi. In navi, traghetti e aeroporti ha la gestione di 170 bar, pizza point, ristoranti, self services e 24 negozi. Dà lavoro a oltre 7700 persone di 42 nazionalità e fattura (dati 2017) oltre 320 milioni di euro all’anno.
IL FONDATORE. Tutto è nato dallo spirito d’iniziativa di Anacleto Ligabue (1894-1971) emiliano, giovanissimo ex cameriere sui treni, ex volontario negli arditi ferito nella prima guerra mondiale che convalescente a Venezia riesce ad arrivare alla gestione della mensa locale della Marina militare e poi ad aprire due negozi alimentari. Cinque anni dopo (1924) rifornisce le prime navi nel porto di Venezia. Di lì a pochi anni, con una brillante intuizione, crea l’appalto navale: non più semplici forniture di derrate ordinate dai clienti, ma un servizio “chiavi in mano” che libera gli armatori da oneri e preoccupazioni. Economie di scala, attenzione alla qualità, eliminazione degli sprechi: così la Ligabue cresce diventando sempre più competitiva, sopravvive al disastro della 2. guerra mondiale e con il boom economico postbellico recupera e incrementa il portafoglio clienti, fra cui spicca il colosso Eni-Agip con i suoi impianti italiani ed esteri.
APERTURA AL MONDO. Quando Giancarlo (Venezia 1931-2015) nel 1971 subentra al padre nella guida dell’azienda, la svolta generazionale coincide con l’internazionalizzazione. Guidato da un’abilità eccezionale nelle relazioni personali, Giancarlo – parlamentare europeo dal 1994 al ’99 – riesce a fare l’imprenditore senza rinunciare alla sua grande passione-vocazione: l’esploratore d’avventura, il cercatore di archeo-tesori, lo studioso di popoli in via di sparizione nei luoghi più remoti del pianeta. Organizza grandi spedizioni, raccoglie una collezione straordinaria di reperti fra cui fossili di dinosauro compreso un intero scheletro, esposti al museo di Storia Naturale di Venezia, pubblica una quantità incredibile di libri con i contributi delle più prestigiose firme scientifiche. Il suo Centro Studi e Ricerche diventa un punto di riferimento per la promozione culturale e la divulgazione scientifica.

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IL NUOVO MILLENNIO. Inti (nome inca del dio del sole) è figlio di Giancarlo e della seconda moglie Sylvia Granier, boliviana. Affianca il padre fin dal 2004, dall’età di 23 anni. Nel secondo decennio del nuovo millennio la crescita aziendale si fa tumultuosa: +80% del fatturato dal 2009 al 2018, raddoppio della forza lavoro, acquisizioni di aziende estere e apertura di nuovi mercati. Le attività scientifico-divulgative e lo straordinario patrimonio culturale raccolto dal padre trovano una nuova cornice nel 2016 con la nascita della Fondazione Ligabue.
VALORI UMANI. Il senso generale delle celebrazioni del centenario dell’impresa di famiglia si può trovare in queste parole di Inti: “Quando l’economia aumenta velocità come adesso è fondamentale guardare indietro, recuperare i valori culturali umani e individuali, cogliere nella nostra storia ed identità le ragioni e i valori del futuro”.


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