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Nutraceutica. Cosa di buono si nasconde in tutto quello che mangiamo. Tra falsi miti e verità

di Stefano Chiaramonte*

“Carneade, chi era costui…?” Si chiedeva Don Abbondio.  Qualcosa del genere è successo anche a me di fronte ad una parola nuova, Nutraceutica, che ricorre in pubblicità, vetrine, espositori di Farmacie, Parafarmacie, Erboristerie.  “Nutraceutica, che cos’è…?” Mi sono chiesto. Non ricordavo di essermi imbattuto in questo termine durante i miei anni di onorato studio. Non rientrava nei piani di formazione della Laurea in Medicina o della Scuola di Specialità.

Ho cercato risposta su Internet consultando Wikipedia: “Nutraceutica è un neologismo sincratico da “nutrizione” e “farmaceutica” coniato da Stephen de Felice nel 1989. I nutraceutici sono quei principi nutrienti contenuti negli alimenti che hanno effetti benefici sulla salute… Le sostanze nutraceutiche sono normalmente derivate dalle piante, dagli alimenti e da fonti microbiche.  Esempi di nutraceutici sono i probiotici, gli antiossidanti, gli acidi grassi polinsaturi (omega-3omega-6), le vitamine.….”

Ecco dunque spiegato la comparsa nel firmamento scientifico della “nutraceutica”, ad  indicare come gli alimenti possano essere utilizzati anche per prevenire o curare determinate patologie ed ecco spiegato perchè fioriscono le raccomandazioni più disparate camuffate da indicazioni scientifiche. L’olio extravergine d’oliva ha proprietà antiossidanti, avena ed orzo riducono il colesterolo e il glucosio, il grano riduce il gonfiore, aringhe, manzo, maiale e salmone migliorano le prestazioni fisiche, pomodori e kiwi migliorano la produzione di collagene, il metabolismo, il sistema nervoso e quello immunitario mentre il pesce azzurro migliora la funzione cerebrale, la vista e la funzione cardiaca. Uva, zenzero, e mandorle aiutano il sonno, limoni e arance riducono stanchezza e affaticamento ed accrescono l’assorbimento del ferro, uova, caviale e soia migliorano la funzione epatica e accelerano il metabolismo dei grassi.  Carne e limone combattono l’anemia, tre noci al giorno o un bicchiere di vino rosso fanno bene al cuore. Ce n’è per tutti i gusti e per tutte le patologie.

Accidenti, ma questa è la scoperta dell’acqua calda! I nostri vecchi, nella loro semplicità, c’erano già arrivati da soli e numerosi proverbi, retaggio della saggezza popolare, ne sono testimonianza. Per citarne qualcuno:

Una mela al giorno toglie il Medico di torno.

Se vuoi mandare i malanni al diavolo ricorda le virtù del cavolo.

Le modeste erbe dell’orto a più mali dan conforto.

Tartufo e cardo fan l’uomo vegliardo.

E’ noto a tutti che frutta e verdura sono una fonte ricchissima di Vitamine e Sali minerali, elementi indispensabili per la vita perché l’organismo non è in grado di produrli. Le vitamine guidano le reazioni chimiche, metaboliche ed immunologiche delle cellule alla base delle funzioni vitali di tutti i tessuti, concorrono alla produzione di energia, hanno azione protettiva antiossidante nei confronti dei radicali liberi. I Sali minerali entrano nella composizione dei tessuti, partecipano alla produzione di energia, regolano l’equilibrio chimico nei liquidi biologici ed all’interno delle cellule, attivano vari enzimi. Il contenuto delle varie componenti può variare dall’uno all’altro anche se generalmente entro limiti poco significativi per cui non si sbaglia mai quando si afferma che tutti questi regali della natura hanno effetti positivi, anzi, terapeutici sulla salute. Si sbaglia quando si forza il concetto affermando che un cibo fa bene al fegato, un altro al rene, un altro alla pelle, ecc. Soprattutto sbaglia chi ci crede. Diciamo che un bel minestrone di verdura o una bella macedonia di frutta fresca sono il miglior multivitaminico che ci sia.

Vi sono poi alcuni cibi che, in maniera peculiare, sono ricchi di una particolare sostanza. Un esempio fra tutti è quello dell’aglio che contiene una sostanza l’Allicina, disolfuro di allile, descritta come dotata di proprietà antiipertensive in quanto inibisce l’enzima di conversione dell’angiotensina, analogamente agli antiipertensivi della classe Ace-inibitori. Attenzione a non confondere la presenza di una sostanza dotata di un’azione farmacologica con il raggiungimento di un effetto finale clinicamente rilevante. Il risultato è che tante persone fanno largo uso di aglio (con i ben noti effetti su alito e sudore) pensando di prevenire o curare l’ipertensione. Il risultato non è proprio garantito. Molto meglio preoccuparsi di misurarla e poi rivolgersi al Medico per una prescrizione seria.

Purtroppo, sulla scorta di notizie diffuse dai mezzi di informazione, da internet e dalla pubblicità, si diffondono tendenze alimentari e comportamentali che non hanno nulla di scientifico. Bisogna ribadire che alcuni modelli alimentari, in particolare la dieta mediterranea, sono correlati ad effetti positivi sullo stato di salute e che più che l’azione di un singolo elemento, è l’interazione tra tutte le sostanze ad essere responsabile degli effetti positivi. Il modello della dieta mediterranea continua ad essere il migliore da seguire dal momento che contiene tutti gli elementi necessari a soddisfare le nostre esigenze nutrizionali. Buon appetito!


IMG_7430* Nefrologo –  Coordinatore del Programma di Prevenzione del Rischio Cardiovascolare – Casa di Cura Villa Berica – Vicenza

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