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Addio a Nereo Laroni, figura di spicco del PSI regionale e nazionale e uomo di cultura

di Lucio Leonardelli*

La morte del suo amico Gianni avvenuta l’11 maggio scorso lo aveva particolarmente segnato anche perchè con lui aveva condiviso molte battaglie politiche e amministrative. Oggi, a due mesi di distanza, dalla scomparsa di De Michelis se n’è andato anche Nereo Laroni, morto all’età di 76 anni.

Sindaco di Venezia per un biennio, dal 1985 al 1987, esponente di spicco del PSI sia regionale che nazionale, è stato anche assessore comunale alla cultura nella giunta Casellati, nonché europarlamentare dal 1989 al 1994, e successivamente consigliere regionale per il Nuovo PSI nel 2005 con la presidenza Galan e rieletto nel 2010 con la presidenza Zaia. Scrittore, editore e direttore di riviste di politica internazionale, Laroni ha rappresentato per Venezia e per il Veneto un punto di riferimento politico importante, di grande intelligenza, ricoprendo numerosi altri incarichi all’interno di organismi culturali come il Teatro La Fenice, di cui fu Presidente, o in altre realtà quali il Porto di Venezia o la Save, portando sempre il suo contributo e il suo bagaglio di conoscenze con arguzia e grande amore per la città lagunare. “Una persona che ha sempre testimoniato l’impegno e la passione a servizio della nostra comunità”: così lo ha ricordato il Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro. Da parte sua Luca Zaia ha scritto che “il Veneto saluta una figura che ha lasciato un segno tangibile nella sua storia, come politico appassionato, come Sindaco di Venezia ma anche come scrittore e grande uomo di cultura.”

“Laroni è stato consigliere di maggioranza in regione dal 2010 al 2015 – ha aggiunto il Governatore del Veneto – ed è stato una figura di politico che si è distinta per passione e il suo contributo, fondato sulla sua vasta esperienza istituzionale. In lui infatti si fondevano i suoi precedenti di primo cittadino di una città tra le capitali del mondo, di parlamentare europeo insieme alla lunga esperienza nelle istituzioni locali. Il Veneto perde un protagonista intelligente della sua storia recente”.

Renato Brunetta, Laura Fincato e Giuliano Segre, tre protagonisti del mondo socialista veneziano, hanno voluto ricordare Nereo Laroni attraverso una nota congiunta, scrivendo che “la Venezia che esce dalla grande emozione della “Aqua Granda”, la drammatica alluvione del novembre 1966, non sarebbe mai più stata come prima. E i suoi interpreti pure. Il richiamo al rischio di perderla fu per la città un punto fermo: la difesa dal mare, dall’inquinamento, dalla fuga degli abitanti, dalla semplice visione alla Ruskin, che voleva città chiudersi e morire con il disfacimento dei suoi monumenti, divenne il punto di congiunzione delle forze politiche locali, sotto l’impulso di pensiero dei Socialisti, in un accordo mai proclamato, ma di fatto operante fino all’inizio del secondo millennio. Ne fummo interpreti allora, trovando in Nereo Laroni capacità e presenza, da vero decisore pubblico, nel sostenere la modernità della città, della intera città dell’acqua e della terraferma. Sindaco dal 1985 al 1987, poi Parlamentare europeo, poi Consigliere regionale, ebbe un ruolo ben chiaro: portare all’evidenza che la modernità di una città significa avere e attuare meccanismi nuovi nella gestione e nella progettazione, cioè semplicemente aggiornare la politica e non farne un freno, voltata all’indietro verso un passato ormai chiuso. Certo con il rimpianto di un figlio di un addetto di Porto Marghera, cresciuto all’estremo della Malcontenta e poi domiciliato nella meteora urbana di Favaro e ancora al confine con Mogliano e poi ancora nella terraferma che andava rappresentando la nuova urbanità della laguna. E trasferendo questa sensazione alla sua politica e ai suoi interventi. Questo è il Nereo che noi amici da sempre abbiamo conosciuto, apprezzato e sostenuto nei momenti bui della vita, senza ritegni dalle scelte di ciascuno, ma nel convincimento di aver visto giusto allora. Laroni ha apposto un marchio a Venezia: deve continuare ad essere mondiale per poter resistere sui pochi chilometri quadrati emersi dalla laguna”.

“In questo momento triste mi preme evidenziare che fu tra gli animatori di una stagione politica straordinaria di Venezia – ha sottolineato invece il parlamentare Pd Nicola Pellicani – quando assieme a mio padre Gianni, a Giobatta Gianquinto, Mario Rigo, Gianni e Cesare De Michelis, e molti altri, diede vita alla giunta rossa del 1975, un’amministrazione comunale di grande lungimiranza politica e di grande efficienza.

“Fu l’amministrazione che più di tutte seppe rispondere ai bisogni dei veneziani in termini di risanamento, servizi e riqualificazione urbana – rileva Pellicani – . Se n’è andato proprio nel trentennale del concerto dei Pink Floyd, che lo vide tra i più convinti sostenitori di un evento che divise i veneziani e sconvolse la città, chiudendo definitivamente il capitolo Expo”.

Alla famiglia le espressioni di cordoglio anche da parte di chi scrive che di Nereo Laroni ha avuto l’onore di essere amico e di apprezzare le sue doti umane oltre che politiche e culturali.


IMG-20180515-WA0026-1*Giornalista

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