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Orecchie fuori controllo? Otoplastica e tornano in riga

Nell’immaginario collettivo sono le “orecchie a sventola” e per molti rappresentano un problema davvero serio, non certo funzionale, ma senza dubbio di autostima. Nella storia di “belli” con le orecchie a sventola ce ne  sono stati parecchi.

Chi non ricorda il fascinoso Clark Gable in “Via col vento”, di certo dotato di padiglioni possenti, le bellissime Katie Holmes e Kristen Steward non hanno certo orecchie perfette anche se fanno sognare l’universo maschile. Lo stesso vale per la  bionda esplosiva Kate Hudson o la deliziosa Jennifer Garner. Ma non tutti è così. E se l’estetica diventa un problema, la chirurgia viene in soccorso.

Quante ragazze coprono i loro padiglioni auricolari con i capelli o con fasce per non mostrare la loro esuberanza. Per i maschietti il “camuffamento” risulta un po’ più complesso, complici i capelli spesso corti.

Chi ha deciso di non convivere con questo “peccato veniale” della natura può comunque fare ricorso alla chirurgia estetica: l’otoplastica, pur essendo un intervento chirurgico a tutti gli effetti, non è particolarmente impegnativo e consente di riposizionare le orecchie indisciplinate.

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“La correzione delle deformazioni delle orecchie – spiega la dottoressa Paola Gasparetto, medico estetico a Padova – è indicata solitamente  a partire dagli 8 anni. Solo a questa età, infatti il padiglione auricolare ha raggiunto il completo e definitivo sviluppo. L’intervento viene svolto generalmente in anestesia locale, anche se può essere opportuno associare una sedazione per mettere il paziente maggiormente a proprio agio”.

Le modalità di intervento dipendono dal tipo di gravità dei difetti da correggere. A volte è infatti sufficiente “avvicinare” i padiglioni al capo, altre invece è necessario rimodellare le strutture cartilaginee. Come tutti gli interventi chirurgici è necessario porre particolare attenzione al decorso ost operatorio.

“Il dolore post operatorio non è forte e può essere avvertito nel corso delle prime 24 ore – spiega Gasparetto – Per alcuni giorni il paziente dovrà comunque mantenere la medicazione che ha lo scopo non solo di proteggere i padiglioni operati, ma anche di limitare il loro gonfiore e la situazione di disagio. La rimozione dei punti avviene di solità tra i 7 e i 14 giorni dopo l’intervento”. Il risultato comunque è permanente.

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