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La crisi sotto la lente. I perdenti al Governo?

Sorpreso del continuo proliferare di dotte citazioni in rete (dopo Elsa Morante, si tira in ballo ora nientemeno che Winston Churchill…) e tentato a provare a usare un po’ della nostra materia grigia, emotività o voglia di ragionare, mi pongo una domanda : i perdenti al governo?
Conosco discretamente il Diritto Costituzionale e il timing e relative scelte delle Istituzioni preposte, ma esiste anche una Costituzione materiale che sorregge e puntella la nostra Carta ed è il rispetto della Politica che significa volontà popolare e cioè, Democrazia.

Si parla già di ipotesi di Governi di due perdenti alle elezioni degli ultimi lunghi mesi (PD e 5 Stelle) più qualche squallido transfuga e piccole schegge: se avranno i numeri in Parlamento, nulla quaestio, ma se i numeri si sorreggono su una effettiva “finzione” (disparità tra politica rappresentativa e quella reale : oggi i 5 Stelle sono saldamente ormai sotto il 50% della loro forza nelle due Camere e il PD non sa più chi sia), io valuterei molto bene incarichi con questa maggioranza aritmetica.
Abbiamo già visto come una maggioranza “contrattuale” e non politica si sia dissolta in un anno e con troppi problemi (e forse anche guai) sul tappeto.
Insomma, la agognata e indispensabile stabilità necessita di governabilità e non tattiche intese per paura (letteralmente, meglio, terrore) di perdere i seggi e potere.

Chi scrive non è un leghista e ormai lontano da uno schema di centro che non esiste ne’ sui fatti ne’ in prospettiva: io continuo a mirare al Polo laico e riformista ,ne ho già scritto, che possa essere serio pungolo o magari forza trainante a l’uno o altro schieramento, ma rispettando il voto popolare e non sulla funzione.
Ad maiora!


Gianlorenzo Martini

Responsabile della Sede Regione Veneto a Bruxelles

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