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Romanzo impopolare: la vera storia della scomparsa di una Banca

Il titolo dice già tutto. Due parole per descrivere quella che per migliaia di persone è stata una tragedia finanziaria: la scomparsa di una banca. Una ferita così profonda che il territorio vicentino e non solo è ancora profondamente provato.

Il “romanzo”, quasi in thriller finanziario, è stato scritto da due penne eccellenti: Ario Gervasutti, già caporedattore de Il Giornale, direttore del Giornale di Vicenza e ora nel gruppo di vertice del Gazzettino e Cristiano Gatti, attualmente in forze al Corriere della Sera e un trascorso come inviato e opinionista de Il Giornale.

La loro è stata una ricostruzione certosina. “Il nostro problema non era di trovare un colpevole, ma attribuire i ruoli e capire cosa sia realmente accaduto nel crollo delle banche – spiega Ario Gervasutti nel corso della presentazione del libro a Gallio (Altopiano di Asiago) – Abbiamo ricomposto un mosaico complesso senza volerci sostituire a quella che sarà l’indagine della magistratura”.

Due milioni di pagine giudiziarie lette e una domanda di fondo alla quale si cerca di dare una risposta: come è possibile che 4 o 5 persone abbiamo potuto demolire due banche? “I dubbi sono leciti – aggiunge Gervasutti – e questo è uno dei motivi per cui abbiamo scritto il libro. Abbiamo cercato tutti gli elementi che dalle cronache non erano mai emersi. Abbiamo cercato di porre l’accento su molte altre persone che hanno avuto un ruolo importante nella vicenda: la Banca centrale europea, Banca Italia, l’Europa, i giornali….”.

Cattura1.PNG Cristiano Gatti

Come sottolinea Gatti “non si tratta di un processo, ma di un libro che stuzzica la curiosità perchè abbiamo messo tutti i ruoli. Mette a nudo disinvolture e megalomanie di persone inadeguate a ricoprire quei ruoli. E’ una storia di mala gestione e di omissioni di controlli, chi doveva farlo si è girato da un’altra parte e chi doveva verificare  come venivano gestiti i propri soldi non l’ha mai fatto”.

329 pagine che, come ha precisato il giornalista Antonio Di Lorenzo che ha presentato il libro “sono avvincenti come il migliore dei libri gialli”. Ma che purtroppo hanno il sapore di una amara e devastante verità: 120mila azionisti “cancellati”, come ben traccia la dedica: a Toni che capendoci sempre poco è rimasto senza niente. 

Indispensabile per chi ha perso tutto e per chi vuole mantenere al sicuro il proprio gruzzolo. Utile per chi è per dna investitore  e per quelli della “domenica”. Scritto con il rigore giornalistico e la penna frizzante degli scrittori. La certosina ricostruzione di una (brutta) storia che ha attraversato e ferito la comunità veneta operosa e risparmiatrice. (db)

Nella foto in alto Ario Gervasutti


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Romanzo Impopolare – Cristiano Gatti – Ario Gervasutti 

Aviani & Aviani editori, 18 euro

 

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