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Arte in Veneto: primizie d’autunno e l’ultimo atto di Tintoretto 500

Sono in arrivo le primizie autunnali nel campo delle mostre d’arte. In tutto il Veneto si aprono esposizioni su temi innnovativi o nel solco della migliore tradizione –  Rovigo, Este, Conegliano,Treviso, Belluno, Padova, Verona – mentre a Venezia il biennio 2018-19 dedicato ai 500 anni dalla nascita del Tintoretto si chiude con un grande convegno promosso dall’Istituto Veneto di Scienze Lettere Arti e dalla Scuola Grande di S. Rocco. “Tintoretto 2019”  mette a confronto alcuni dei maggiori specialisti internazionali del pittore del Rinascimento veneziano: apertura il 30 settembre nella Scuola Grande di San Rocco scrigno da quasi mezzo millennio dell’incomparabile ciclo di una sessantina di tele che  pittore realizzò nell’arco di vent’anni; prosecuzione e conclusione l’1 e il 2 ottobre a Palazzo Cavalli Franchetti in Campo S. Stefano. Come hanno ricordato, nel presentare l’iniziativa, il presidente dell’Istituto Veneto prof. Gherardo Ortalli, l’arch. Franco Posocco Guardian Grande della Confraternita di San Rocco  e la storica dell’arte M. Agnese Chiari Moretto Wiel, questi tre giorni sono l’occasione per un approccio multidisciplinare alla figura di Tintoretto e del suo tempo, alla ricerca di elementi di novità sul pittore, la sua arte e il periodo storico, sotto gli aspetti artistici, iconografici, storici e religiosi (l’epoca della Controriforma), scientifici legati al restauro e alle indagini sulle opere, nonché musicali ed archivistici. Un convegno, dunque, fatto da specialisti e aperto a tutti. Lo straordinario successo mediatico e di pubblico delle recenti mostre su Tintoretto a Parigi, Colonia, Washington e Venezia, ha proiettato su scala globale l’immagine del pittore veneziano per eccellenza, interprete della transizione dal Rinascimento al Barocco. INFO: www.scuolagrandesanrocco.org ; www.istitutoveneto.it
VELENI E POZIONI A ESTE. Un’archeologa e una storica della farmacopea hanno unito conoscenze ed esperienze per andare alla radice di leggende e tradizioni legate alle storie e alle leggende sui veleni e le pozioni magiche: ad esempio, la principessa che bacia il rospo e “vede” il bufonide come un bel cavaliere (narco-allucinazioni?). L’originale mostra “Veleni e magiche pozioni. Grandi storie di cure e delitti” (a cura del polo museale del Veneto, del Museo nazionale atestino, dell’Università di Ferrara e della Città di Este) terrà banco dal 19 ottobre 2019 al 2 febbraio 2020 nel Museo nazionale atestino. I visitatori scopriranno che nel Paleolitico, l’antica età della pietra, vennero provate, scoperte e tramandate le sostanze che conosciamo come medicamenti e/o veleni: dal propoli contro il mal di denti all’oppio quale anestetico e allucinogeno. Fu allora che si cominciò a usare l’ocra per contenere il cibo, intuendone le proprietà antisettiche. Ma solo nei primi anni del ‘500,  il padre della farmacopea moderna Paracelso intuì che è il dosaggio a fare spesso la differenza tra medicina e veleno. Altra curiosità della mostra: le possessioni demoniache, dalle “streghe “medievali in poi, erano forse frutto di intossicazioni con graminacee infestate da segale cornuta, fungo ricco di alcaloidi allucinogeni? Orari: lunedì-sabato 9-13 e 14.30-19.30, domenica 14,30-19,30.
VENTO NIPPONICO. “Il giapponismo in Europa, venti d’Oriente nell’Arte europea dal 1860  al 1915” è il tema della mostra a Palazzo Roverella (Rovigo) dal 28 settembre 2019 al 26 gennaio 2020, che ripercorre la stagione tra il 19mo e il 20mo Secolo che vide in Europa la scoperta delle arti decorative giapponesi. Il curatore Francesco Parisi esplora questa effervescente pagina della storia dell’arte europea e mondiale, che come un uragano scosse il panorama artistico in Germania, Olanda, Belgio, Francia, Austria, Boemia e naturalmente l’Italia.
IMPRESSIONISTI A CONEGLIANO. «Dagli Impressionisti a Picasso. Capolavori della Johannesburg Art Gallery»: Palazzo Sarcinelli a Conegliano ospiterà dall’11 ottobre 2019 al 2 febbraio 2020 sessanta opere dei due secoli passati (XIX e XX) provenienti dall’altro emisfero, dalla Johannesburg Art Gallery, il più importante museo d’arte del Sud Africa e forse del continente africano. Le opere sono il frutto di lasciti di collezionisti come lady Florence Phillips che si privò del mitico diamante azzurro pur di incrementare la propria collezione d’arte, Saranno in mostra opere di Corot, Courbet, Boudin, Degas, Monet, Sisley, Cézanne, Van Gogh, Bonnard, Vuillard. Oltre a lavori di Turner, Alma-Tadema, Picasso, Matisse, Bacon, Moore, Lichtenstein, Warhol e Kentridge .
LA NATURA A TREVISO. E’ dedicato alla Natura nell’Arte la mostra che dal 30 novembre prossimo al 31 maggio 2020 sarà aperta presso il Museo di Santa Caterina a Treviso. “Natura in posa” è il tema scelto per presentare 50 antiche nature morte del Kunsthistorisches Museum di Vienna: dipinti di Francesco Bassano, Jan Brueghel, Pieter Claesz, Jan Weenix, Gerard Dou, Evaristo Baschenis, Gasparo Lopez dei Fiori, Elisabetta Marchioni e altri artisti. A confronto le produzioni fiaminghe e italiane di questo genere di pittura antichissimo ma diventato un ramo artistico autonomo nel 16mo e 17mo Secolo, con grande sviluppo dei sottogeneri: mazzi di fiori, frutti, tavole imbandite, scene di caccia e nature morte religiose. La mostra  è completata da un’esposizione di fotografi contemporanei (www.trevisoinfo.it).

La natura in posa al Museo di S. Caterina di Treviso

ABBRACCI A PADOVA. Nel Palazzo del Monte di Pietà a Padova, dal 16 novembre prossimo al 12 gennaio 2020, la mostra “Incontri e abbracci” presenta 120 sculture del Novecento sul tema appunto del gesto tipicamente umano che esprime una molteplicità di sentimenti legati a temi come l’incontro, la relazione, l’attesa, la lontananza, la compassione. Opere di artisti come Auguste Rodin, Igor Mitoraj, Arturo  Martini, Luciano Minguzzi, Marcel Duchamp, Salvador Dalì, Virgilio Guidi, Lorenzo Quinn, Vincenzo Gemito.
VERONA, RESTAURO OPEN. Fino al 4 ottobre al Museo di Castelvecchio a Verona, due dipinti barocchi a soggetto mitologico e amoroso del pittore napoletano Luca Giordano (Diana ed Endimione, Bacco e Arianna) sono sottoposti a restauro aperto al pubblico negli orari del museo. Successivamente le due tele sono trasferite a Parigi per la mostra al Petit Palais sulla pittura barocca napoletana.
BASSOTTO DAY. Il 5 ottobre, tra le 10 e le 13,30, performance della scultrice tedesca di Amburgo, che ha studiato all’Accademia di Brera (Milano) e lavora in Svizzera, Manuela Mollwitz intitolata “BassOTTO Day”, dalle colonne di Piazza San Marco ai giardinetti di Riva dei 7 Martiri a Venezia, nell’ambito di “Personal Structures Identities” dell’European Cultural Center. L’evento aperto a tutti  (previa prenotazione entro 1 ottobre: [email protected]) è dedicato ad Otto, il bassotto dell’artista, suo compagno di vita e fonte di ispirazione. Sarà un incontro per appassionati d’arte e amanti degli animali.
V-A-C FOUNDATION. “This is not (a) cinema” è la manifestazione artistico-musicale-filmica della coppia Broomberg & Chanarin con il multistrumentista dal vivo Peter Broderick organizzata dal 27 al 29 settembre presso la Fondazione V-A-C di Venezia (Zattere) in collaborazione con Whitechapel Gallery di Londra. Nell’occasione, con varie altre iniziative, presentato il leggendario film “Anniversario della Rivoluzione” di Dziga Vertov, il primo film di propaganda sovietica sulla Rivoluzione d’Ottobre del 1918, andato perduto per un secolo e ora riscoperto e restaurato.
RICCI, PAN E SIRINGA. La Fondazione Cariverona trasferisce al Museo comunale bellunese di Palazzo Fulcis, per renderle fruibili al vasto pubblico, alcuni importanti dipinti tra cui spicca per importanza “Pan e Siringa” di Sebastiano Ricci che la Fondazione bancaria ha recentemente acquistato sul mercato artistico. L’opera si unisce così alle altre già presenti a Palazzo Fulcis – il Camerino d’Ercole è la sede originale dei dipinti – arricchendo il ciclo pittorico voluto dalla famiglia Fulcis nel Settecento. L’operazione riguarda un’opera profondamente legata al patrimonio di Belluno e alla storia del palazzo.
POMODORO A BELLUNO. Novità anche per altri comodati della Fondazione Cariverona con Belluno: il bronzo  “Novecento” di Arnaldo Pomodoro ora posto sotto Porta Dante verrà ricollocato in un contesto privato, mentre dopo la mostra “Sebastiano Ricci. Rivali ed Eredi. Opere del Settecento di Fondazione Cariverona”, due importanti tele della collezione verranno date in deposito al museo di Palazzo Fulcis:  “Ritratto di Dama con Ancelle” di Antonio Pellegrini, e “Paesaggio con Pellegrino e Lavandaie” di Alessandro Magnasco e Anton Francesco Peruzzini.

 

Nel Camerino d’Ercole di Palazzo Fulcis a Belluno (nella foto lo spettacolare soffitto) ritorna “Pan e Siringa” di Ricci, a lungo dispersa

 

Dicitura foto di copertina: Impressionisti a Conegliano: “Il porto di Trouville,” di Eugene Louis Boudin (1893)


Maurizio Cerruti

Giornalista

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