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Antibiotici in allevamento: in futuro sarà possibile evitarli. Pan: “Collaborazione con Arav modello per l’Italia”

“La raccolta dei dati in stalla è l’inizio di tutto. Dalla nostra banca dati, raccolti e rielaborati attraverso Sialleva, l’app per gli allevatori messa a punto da Aia, è possibile affrontare le patologie in stalla e prevenirle nel migliore dei modi. Con questo metodo al passo con i tempi, infatti, arriviamo a rendere la stalla più efficiente ed a coronare il nostro progetto che si fonda sul benessere animale. Nessun allevatore vuole usare i farmaci, ma ha come obiettivo quello di evitare che gli animali si ammalino”. Parole chiare quelle del presidente di ARAV, Floriano De Franceschi, in apertura del convegno “Stalla 4.0 in viaggio con gli animali Verso l’innovazione per l’antibiotico free e benessere animale. Il ruolo strategico del Sistema allevatori italiano” nella tensostruttura realizzata da Latterie Vicentine a Bressanvido (Vi), nell’ambito del Festival dell’Agricoltura, dopo il saluto del sindaco Luca Franzè.

Il convegno, coordinato da Alberto Zannol, direttore della Direzione Agroalimentare della Regione del Veneto, ha visto attorno al tavolo Fausto Cremonesi ed Anna Lange Consiglio del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Milano, che hanno illustrato “MASTOP”: un progetto PSR 2014-2020 basato sulle esperienze dell’impiego del lisato-piastrinico nella mastite bovina. Successivamente gli interventi di Flaviana Gottardo del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Padova, che ha posto l’attenzione sul benessere animale come strumento di sostenibilità degli allevamenti e prevenzione dell’uso del farmaco, quindi Riccardo Negrini, direttore tecnico di AIA, che ha illustrato l’evoluzione dell’app Sialleva.

“Gli antibiotici si possono evitare” parola di Anna Lange Consiglio e di Fausto Cremonesi: “il nostro lavoro è partito dalla scoperta del ricercatore Sheffield, che nel 1997 ha visto che nelle bovine con mastite diminuiscono alcune proteine importanti, ma aumenta la presenza di molecole che intervengono a protezione del tessuto aggredito dai batteri. La mammella, quindi, sembra voglia reagire per contrastare il fattore infettivo che ha generato la mastite. Abbiamo intuito la possibilità di utilizzare le piastrine, in concentrazioni 3-5 volte superiori al normale, per accelerare il processo di difesa. Entro i 30 giorni dal trattamento è emersa una riduzione delle cellule somatiche e l’assenza di recidive. Risultato analogo a quello che si ottiene con l’uso dell’antibiotico. Quanto alle recidive della malattia, poi, i risultati rappresentano che con l’uso di antibiotici la mastite si ripresenta nel 37,5% dei casi, con il concentrato piastrinico la percentuale si riduce al 22%”.

“Sostenibilità ambientale e benessere animale sono punti fermi per gli allevatori quanto per i cittadini. Il benessere animale – spiega Flaviana Gottardo – si traduce in minore rischio di malattie, quindi minori costi per gli allevatori e, di conseguenza, maggior efficienza dell’allevamento. Da un’indagine che abbiamo realizzato è emerso che il costo farmacologico per le cure degli animali oscilla tra 1,2 e 0,2 eurocent per litro di latte. Possiamo affermare, quindi, che un’alta spesa farmaceutica è indice di malessere animale. Per realizzare il benessere, però, occorre pensare anche alle strutture. Le cuccette devono essere confortevoli, in modo da assicurare agli animali 12 ore di riposo ed otto ore di ruminazione. La ventilazione meccanica delle stalle, inoltre, abbiamo scoperto assuma un duplice effetto: riduce lo stress da caldo e contribuisce ad asciugare la lettiera, abbassando anche la concentrazione di ammoniaca nell’aria. Altri due elementi importanti sono la cura dei vitelli, che dovrebbero essere accuditi con la stessa attenzione con cui la mamma si prende cura del figlio e la colostratura, da attuare con attenzione, per garantire un’adeguata immunità ai vitelli”.

Tutto questo ruota attorno ai dati, come ha rilevato Riccardo Negrini: “il nostro obiettivo primario è di mettere a disposizione degli allevatori i dati rielaborati nel più breve tempo possibile. Oggi siamo in grado di restituire il dato sulle cellule somatiche entro 24/72 ore dal prelievo, con un vantaggio importante in termini di trattamento delle patologie e di prevenzione. Il futuro dovrà essere proprio in questa direzione: raccolta dei dati e restituzione dell’elaborazione in tempi rapidissimi”.

Nel corso della mattinata, in una sala partecipata da allevatori e da una delegazione di studenti dell’agrario Domenico Sartor di Montebelluna, è intervenuto l’assessore all’Agricoltura della Regione del Veneto, Giuseppe Pan, che ha evidenziato come “la collaborazione tra Arav e Regione del Veneto è probabilmente un modello per tutta l’Italia. I controlli funzionali fatti nelle stalle sono fondamentali per andare avanti dal punto di vista del benessere animale, ma non solo. L’esigenza di efficientare le nostre stalle è rispecchiata dai dati: nell’ultimo anno, infatti, sono diminuite del 7-8%, arrivando alle attuali 3225 strutture attive, con la chiusura in particolare delle realtà più piccole e l’ampliamento delle stalle con oltre 200 capi. In questi giorni, dopo aver stanziato svariati milioni di euro per lo sviluppo delle maggiori latterie venete, con 18milioni di euro abbiamo pagato le indennità compensative, fondamentali soprattutto per le zone montane. Ciò dimostra che il Veneto funziona anche nella burocrazia”.

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