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Morto Mario Rigo, autonomista e storico sindaco di Venezia

A pochi giorni di distanza dalla scomparsa di Umberto Carraro, già presidente del Consiglio regionale del Veneto dal 1990 al 1995 ed esponente di spicco del PSI, il mondo politico ha perso oggi un’altra autorevole figura che ha segnato per anni la storia soprattutto della Città di Venezia. E’ morto infatti all’età di 90 anni Mario Rigo, già sindaco del capoluogo lagunare dal 1975 al 1985, periodo in cui ricoprì anche le cariche di presidente del Teatro La Fenice e di vicepresidente della Biennale. Secondo quanto si è appreso fatali sarebbero state le conseguenze di una caduta avvenuta ieri sera all’interno della sua abitazione per la quale è successivamente stato trasportato all’ospedale di Noale dove stamane. Nato a Noale nel 1929, Mario Rigo ha rappresentato l’anima autonomista del PSI veneziano, partito in cui ha militato sin da giovane, rivestendo già nel 1964 la carica di consigliere provinciale per entrare poi nel 1970 in consiglio comunale a Venezia divenendo il vice del sindaco democristiano Giorgio Longo nella giunta di centrosinistra DC-PSI-PSDI. Dal 1975 per dieci anni fu lui, esponente del PSI, a rivestire il ruolo di primo cittadino a Venezia, con vice Giovanni Pellicani per il PCI, facendosi poi eleggere nel 1984 al Parlamento Europeo sempre per il partito socialista, che poi abbandonerà nel 1988 quando, dopo essere stato eletto un anno prima al Senato, espresse con una dura lettera il suo dissenso con Bettino Craxi passando al gruppo misto di Palazzo Madama. Nel 1989 fondò Iniziativa Civica che divenne subito un movimento autonomista interregionale con presenza in Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige, e venne quindi eletto nel 1992 alla Camera proprio con la lista lista Lega Autonomia Veneta. Fu rieletto poi senatore nel 1996, vincendo il collegio di San Donà – Portogruaro all’interno dell’Ulivo però sempre quale esponente della Lega Autonomia Veneta, caratterizzando la sua presenza parlamentare con una forte spinta autonomista, maturando qualche anno più tardi, dopo essere stato nominato membro della Commissione bicamerale per le riforme costituzionali, un distacco politico dalla sinistra proprio sulle materie del bicameralismo e  del federalismo, per decidere di ritirarsi dalla politica attiva al termine della legislatura.

E nel 2001 venne quindi chiamato dall’allora presidente del Senato Marcello Pera, figura di spicco della “pattuglia dei professori” eletti con Forza Italia, a svolgere il ruolo di capo gabinetto, incarico che svolse con grande equilibrio. Rigo viene anche ricordato per essere stato nel 1979 organizzatore dei primi Carnevali di Venezia e in quell’anno fu anche tra i promotori del referendum per la separazione tra Venezia e Mestre, posizione che ha sempre mantenuto inaugurando, tra l’altro, lo scorso 2 novembre la sede del Comitato per il SI in vista del referendum in programma il prossimo 1 dicembre. “Continueremo la battaglia referendaria in suo nome, anche per lui che ci teneva così tanto” ha scritto nella sua pagina facebook Gian Angelo Bellati, presidente del Movimento Venezia Autonoma e tra i principali promotori del referendum. Numerosi, peraltro, gli attestati di cordoglio, su entrambi i versanti politici. “Di lui – ha dichiarato il deputato dem Nicola Pellicani, anche a nome della Fondazione intestata al padre Giovanni – ricordo la grande umanità, un raro senso dell’amicizia ma soprattutto la grande passione politica e l’amore per Venezia.

Avremmo dovuto incontrarci domenica prossima all’Ateneo Veneto per un confronto sul referendum. Con lui era sempre un piacere discutere sui problemi della città e Venezia era il suo cruccio. Era sempre proiettato verso il futuro e le sue argomentazioni offrivamo sempre spunti intelligenti di riflessione. In una fase di così grande spaesamento Venezia perde uno dei suoi punti di riferimento”. Sempre sul fronte Pd, il sottosegretario Andrea Martella lo definisce “un protagonista delle vicende politiche e amministrative veneziane e fino alla fine voce autorevole con la quale confrontarsi e misurarsi sul presente e sul futuro di questo complesso territorio”. A ricordarlo anche Renato Brunetta, che con Rigo condivise l’esperienza nel PSI, che nell’esprimere il proprio cordoglio lo ricorda come “personalità di grande livello, uomo intelligente e con un immenso attacco alla sua città”. Il Gazzettino, infine, ricorda quando in occasione del suo novantesimo compleanno venne chiesto dal giornale a Rigo di usare meno di trenta parole per definire ciò a cui tenesse di più della sua storia veneziana: «La mia è stata la ricerca di un percorso che porti Venezia ad esprimersi come forza vitale in virtù del suo essere bene culturale». Anche chi scrive si aggiunge alle espressioni di cordoglio essendogli stato amico e avendone apprezzato non solo le capacità quanto le doti umane che gli sono state proprie.


Lucio Leonardelli

Giornalista

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