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Dopo la Biennale record Natura in posa a Treviso e altre mostre in Veneto

Con la fine di novembre si è chiusa a Venezia la lunga stagione della 58ma Biennale Arte: l’evento culturale che sempre più fa impazzire il mondo, dall’apertura a maggio ha fatto numeri da record assoluto: 600 mila visitatori di cui quasi un terzo sotto i 26 anni, e 90 paesi partecipanti con propri padiglioni sparsi tra i Giardini, l’Arsenale e altre sedi nel centro storico della città lagunare. Ora lo staff di Paolo Baratta si prepara al 2020: la prossima Biennale Architettura sul tema “Come vivremo insieme?”, dal 23 maggio al 29 novembre 2020, sarà diretta dal celebre architetto libano-americano Hashim Sarkis. L’European Cultural Centre – il più grande fra i “contenitori” culturali veneziani – appena archiviata con grande successo di presenze la serie di esposizioni a ingresso libero nei palazzi Mora, Bembo, Michiel e nei Giardini della Marinaressa in Riva Sette Martiri, sta predisponendo i piani per ospitare gli eventi collegati alla prossima Biennale Architettura, e in particolare la prossima edizione di “Time Space Existence”.
Intanto, mentre il maltempo stagionale totalizza nuovi record meteorici (acque alte, frane, crolli, alluvioni) la grande giostra della cultura, alimentata anche da un turismo non solo a lungo raggio, prosegue a Venezia e nel resto del Veneto. A meno di un mese dal Natale c’è un’ampia scelta di nuovissime mostre e iniziative che coinvolgono l’intera Regione. Eccone una nostra selezione.
MEDITARE SUL TEMPO. Il tema della natura è un ambito pittorico vastissimo e senza tempo. La natura morta – la rappresentazione di oggetti immobili al naturale, come fiori, frutta, cacciagione, utensili di cucina, scene di mercato – è stata inquadrata come genere a sé in Francia nel Settecento ma affonda le radici nella storia antica, se non addirittura nella preistoria con le pitture rupestri. Il museo di Santa Caterina a Treviso, con “Natura in posa”, offre un’ampia antologia dal 16.mo Secolo ai nostri giorni. La mostra in realtà ha due facce. Una, antica, imperniata sul prestito di una cinquantina di opere del Kunsthistorisches Museum di Vienna che per la prima volta arrivano tutte assieme in Italia. Curata da Francesca Del Torre, Gerlinde Gruber e Sabine Pénot, la rassegna fa capire l’evoluzione fra il 500 e il 700 di questo particolare genere di pittura tipicamente nordeuropea – fiamminga in particolare – che ebbe il suo culmine nel secolo barocco, il Seicento.

Queste tele contemplative, rilassanti e un po’ malinconiche, stimolavano le meditazioni sul fluire del tempo e sulla caducità delle cose materiali. Soggetti dunque colti e non banalmente rappresentativi del vero, ma filosofici e in qualche modo spirituali. La mostra prende le mosse dalla seconda metà del ‘500, presentando fra l’altro opere dei veneti Francesco Bassano e Lodovico Pozzoserrato e dei fiamminghi Frederik van Valckenborch e Jan Baptist Saive il Vecchio. Fra i capolavori presenti, anche dipinti di Jan Brueghel, Pieter Claesz, Willem Claesz Heda, Jan Weenix, Gerard Dou, Evaristo Baschenis, Gasparo Lopez dei Fiori, Elisabetta Marchioni.
NATURA IN FOTO. L’altra faccia della mostra, quella attuale, è la sezione, a cura di Denis Curti, dedicata alla foto contemporanea: sulla natura morta si sono infatti cimentati anche grandi fotografi a livello internazionale come David LaChapelle, Martin Parr, Robert Mapplethorpe, Nobuyoshi Araki, Franco Vimercati, Hans Op De Beeck. Info: “Natura in posa”, Museo di Santa Caterina, Treviso, dal 30 novembre 2019 al 31 maggio 2020. Call Center 0422.1847320. Biglietto 12 euro (14 euro con la pinacoteca, la sezione archeologica e l’ex chiesa con i suoi affreschi) ridotti e gratuiti vedi il sito www.mostranaturainposa.it

 

 


ARTISTI DA MOSCA A VENEZIA. Con il titolo “Constructed Situations” (Situazioni inventate) il Comune di Mosca ha presentato il 21-26 novembre a Venezia negli spazi aperti al publico dell’Istituto Santa Maria della Pietà a Castello (curatrice Masha Sergeeva) le produzioni di un gruppo di giovani artisti russi su un tema attualissimo e cruciale: l’alienazione dell’uomo dalla natura. Ilya Fedotov-Fedorov, Tatiana Akhmetgalieva, Aljoscha, Margo Trushina, Kirill Garshin, Alexandra Paperno, Vadim de Grainville “Grigoryan” sono gli autori di un esperimento artistico quasi “scientifico”: attivare situazioni ed ecosistemi – attraverso filmati, installazioni, dipinti – senza intervenire per controllarle, allo scopo di indagare la natura della nascita di un sistema e la sua evoluzione. In sostanza, costruire le condizioni in cui certi eventi si verificano e osservarne lo sviluppo. Così facendosi mette in questione il nostro posto nell’ecosistema globale, che noi possiamo controllare solo parzialmente. Info: www.lightboxgroup.net
DK ZATTERE NUOVA SERIE. Aperta a Venezia (Dorsoduro 1401, Fondamenta delle Zattere) dal 23 novembre 2019 al 29 febbraio 2020 la nuova edizione autunno-inverno di “DK Zattere” contenitore di eventi ad ingresso libero, a cura della sezione veneziana della Fondazione russa V-A-C. “DK Zattere” rinnova la tradizione delle Case della cultura (DK sta per Dom Kultury) sovietiche degli anni Venti: luoghi accessibili a tutti dove coltivare hobby e “scambiare” cultura: arte, teatro, laboratori, biblioteche, cinema e concerti gratuiti. L’esordio ha visto la proiezione del cineclub La Mort de Louis XIV di Albert Serra, e due eventi live: il cupo cabaret del canadese Bernardino Femminielli, e la musica sperimentale dell’artista russa Maria Molokova. Per info sulle iniziative di musica, danza, yoga, cineclub, concerti, performance e co-working artistici: www.v-a-c.ru / prossimi eventi / DK ‘Zattere’ 19-20.

LONDRA, GIOVANI A CA’ PESARO. C’è chi ha gridato allo scandalo per alcune rappresentazioni molto esplicite, chi ha invece apprezzato la forza innovativa dei sedici giovani artisti londinesi che nella mostra “Breathless” (senza respiro, fino al 1 marzo 2020) presentano a Ca’ Pesaro – Galleria internazionale d’Arte moderna e contemporanea di Venezia – la loro idea contemporaneità nell’era della post-rivoluzione tecnologica e dell’impero globale del mercato. Londra dalla seconda metà del ‘900 è stata un laboratorio di nuove tendenze: dal pop inglese (David Hockney, Pauline Boty, Allen Jones,) ai Young British Artist anni ’90 (Damien Hirst, Sarah Lucas, i Chapman Brothers), da Richard Longh a Gilbert & George. Ora arrivano i trentenni del 21mo secolo interpreti di nuove angosce e nuove tensioni generazionali a fronte della mondializzazione del libero mercato in cui Londra ha giocato un ruolo chiave, tra competizione, privatizzazione, monetizzazione e – l’altro lato delle medaglia – recessione, austerità, precarietà, povertà.

 

 

 


CENTENARIO PER MOGGLIOLI. Sempre Ca’ Pesaro rende omaggio a Umberto Moggioli con una mostra che ricorda i cent’anni dalla morte dell’artista trentino (1886-1919) con una selezione di dipinti a olio, disegni e acqueforti, prodotti nei quattro anni vissuti dall’artista a Burano, fra il 1911 e il 1915. Si tratta di lavori raramente esposti al pubblico, provenienti da collezioni pubbliche e private. INFO. “Breathless” e “Omaggio a Moggioli” sono visitabili fino al 1 marzo 202o con il biglietto e con gli orari invernali del museo di Ca’ Pesaro (Venezia S. Croce 2o76, fermata vaporetto San Stae) dalle 10,30 alle 16,30 (lunedì chiuso). Biglietto intero 14 euro, previste riduzioni e gratuiti. www.capesaro.visitmuve.it. Tel 848082000 (dall’Italia) +39 04142730892 (dall’estero).
ABBRACCI A PADOVA. Un abbraccio lungo un secolo, il Novecento, nel quale più della fratellanza sono stati odi e contrapposizioni ad aver scritto la storia: con “Incontro e abbraccio da Rodin a Mitoraj”, una mostra di 120 importanti sculture del Novecento accoglie i visitatori al Palazzo del Monte di Pietà, l’edificio di impronta medievale nel cuore di Padova, che la fondazione Cariparo ha destinato ad eventi culturali. Auguste Rodin, Vincenzo Gemito, Arturo Martini, Pietro Canonica, Jacques Lipchitz, Agenore Fabbri, Virgilio Guidi, Luciano Minguzzi, Fernand Legèr, Henry Moore, Marcel Duchamp, George Segal, Salvator Dalì, Igor Mitoraj fino ai contemporanei viventi come il discusso artista americano Lorenzo Quinn, sono i protagonisti di un percorso espositivo che sottolinea le “attese”: quelle di chi cerca una parola, uno sguardo, un gesto solidale e amichevole, in contrapposizione alle chiusure, all’indifferenza, al rifiuto imperanti. I temi, indirizzati alla riscoperta dell’umanesimo, sono il cammino della vita, l’incontro, le relazioni, la lontananza, l’attesa, l’empatia, la compassione, l’amore. A cura di M. Beatrice Autizi e Alfonso Pluchinotta. Ingresso gratuito (con donazione libera alla Fondazione Salus Pueri). Fino al 9 febbraio 2020. Mar-ven 10-13 / 15.30-18.30; sab, dom, festivi ore 10-19; chiuso lunedì, 25 dic, 1 gen.

 

 


AL TEMPO DI GIACOMETTI. Un centinaio di sculture, dipinti e disegni del Novecento sono esposti alla Gran Guardia, il monumentale edificio ottocentesco di fronte all’Arena di Verona, per raccontare il clima artistico e culturale attorno alla figura dello scultore Alberto Giacometti (1901-1966). Il nucleo centrale delle opere esposte proviene dalla Fondazione Marguerite e Aimé Maeght di St.-Paul-de-Vence (Nizza) intitolata alla memoria della coppia di galleristi-editori francesi che ha lasciato una delle principali collezioni mondiali di dipinti, sculture disegni e opere grafiche del secolo passato. La mostra, realizzata dal Comune di Verona con Linea d’Ombra e col gruppo Baccini come sponsor principale, comprende oltre settanta opere di Giacometti fra cui alcune delle sculture più celebri, disegni e dipinti, lungo l’intero arco di attività dell’artista italo-svizzero dai 10 anni alla maturità. Esposte anche importanti opere di artisti attivi nella Parigi del primo dopoguerra e fino agli anni 50-60: Vasili Kandinsky, Georges Braque, Marc Chagall, Joan Miró. INFO su orari, biglietti, riduzioni e sconti: www.lineadombra.it / Call center 0422 429999. Fino al 5 aprile 2020 (chiuso il lunedì).

 

PAPAFAVA RISCOPERTO. Una vera delizia per gli appassionati di architettura neoclassica: la collezione completa di disegni e stampe dell’architetto padovano Vincenzo Papafava (1784-1861) dopo secoli trascorsi nell’archivio dei Papafava dei Carraresi, è ora visibile a tutti a Vicenza. La raccolta donata dalla famiglia aristocratica al Centro int.le di studi d’architettura Andrea Palladio di Vicenza, è in mostra fino al 13 settembre 2020 a Palazzo Barbarano, sede del Palladio Museum nel cuore di Vicenza. Si tratta di 49 fogli di vario formato e di stampe di celebri architetti di fine Settecento e inizi Otto (come Giacomo Quarenghi, Giuseppe Camporese e l’inglese Joseph Michael Gandy) acquistati da Alessandro Papafava. ll giovane conte ai primi dell’800, su consiglio di Antonio Canova, andò a studiare a Roma – dopo soggiorni a Budapest, Dresda, Vienna e Berlino – su pressione della madre che voleva allontanarlo dai fermenti napoleonici che anche in Veneto attraevano molti giovani aristocratici. La raccolta, rimasta integra per più di 200 anni, è di altissima qualità grafico-pittorica e ha un valore storico considerevole poiché fa luce sugli interessi di uno studente di architettura fra il Sette e l’Ottocento mentre anche in Veneto arrivava l’onda lunga del Neoclassicismo romano. Papafava, amico di Canova e della pittrice Angelika Kauffmann, ritornato a Padova contribuì alla diffusione dello stile neoclassico in Veneto. Apertura da martedì a domenica h 10-18 (ultimo ingresso 17.30). Biglietto mostra e museo: intero € 8; ridotto € 6; scuole € 2. INFO: www.palladiomuseum.org/exhibitions/papafava.
VENEZIA FOTO IERI E OGGI. La Fondazione Querini Stampalia commemora i 150 anni dalla propria nascita con una mostra fotografica che ripercorre un secolo e mezzo di vita della città lagunare. “Venezia 1860-2019. Fotografie dall’Archivio Graziano Arici” (dal 29 novembre 2019 al 1 marzo 2020) prende le mosse dalla seconda metà dell’Ottocento, dal cruciale passaggio dal dominio astroungarico al Regno d’Italia. Proprio in quegli anni il conte Giovanni Querini, ultimo erede dell’illustre famiglia aristocratica veneziana che vantava origini antico-romane, destinò i propri ingentissimi beni alla promozione alla diffusione a Venezia della cultura e del sapere. La mostra, curata da Graziano Arici e Cristina Celegon con Barbara Poli, presenta più di centoquaranta foto, lastre, stereoscopie e stampe digitali: una memoria visiva tramandata attraverso tre secoli e custodita dall’Archivio Graziano Arici, donato nel 2017 alla Fondazione di Campo Santa Maria Formosa. Il visitatore può confrontarsi con la Venezia dell’immaginario – le prime foto ottocentesche proseguono il filone del vedutismo pittorico -, con quella popolana dei mestieri e delle attività nelle calli, con la Venezia mondana della Mostra del Cinema, con quella intellettuale e infine con la città “preda / ostaggio” di milioni di turisti. INFO su mostra, museo, biblioteca ed emeroteca (orari, biglietti e altro): www.querinistampalia.org ; tel. 041 2711411; mail: [email protected]
A VERONA VETRI DI SCARPA. Chi visita a Verona il Museo di Castelvecchio può vedere (Sala Boggian, fino al 29 marzo 2020) una selezione di 69 opere in vetro realizzate a Murano dai maestri vetrai della ditta Cappellin negli anni 20 e 30 del Novecento; anni in cui, giovanissimo, Carlo Scarpa collaborò con la famosa vetreria. Sono esposti anche 52 disegni del periodo 1925-1931, insieme con foto dell’epoca. La mostra curata da Marino Barovier, con Alba Di Lieto e Ketty Bertolaso, è dedicata al contributo che il futuro celebre architetto veneziano diede all’arte vetraria con i suoi progetti per la Cappellin & C, una delle fornaci più innovative e audaci nella sperimentazione vetraria dei primi decenni del ‘900, prima di essere travolta da una disastrosa bancarotta. La mostra promossa dai Musei Comunali di Verona in collaborazione con “Le stanze del vetro” (un progetto della Fondazione Giorgio Cini e di Pentagram Stiftung) con il contributo di Fondazione Cariverona, è una rara occasione di confronto tra le realizzazioni in vetro esposte, i disegni e la documentazione fotografica d’epoca. INFO orari, biglietti, riduzioni. gruppi e altro: www.museodicastelvecchio.it

Foto. In copertina: Installazione di Constructed Situations a Venezia, Ist. S. Maria della Pietà

1- European Cultural Centre: “Big Foot” di Ivan Zaresky a Venezia
2- Particolare di natura morta a Ca’ dei Carraresi a Treviso
3- Un’opera di Breathless, artisti londinesi a Ca’ Pesaro
4- Figliol prodigo di Arturo Martini (“Incontri e Abbracci” a Padova)
5- Tela di Marc Chagall alla mostra su Giacometti a Verona

Maurizio Cerruti

Giornalista

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