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Turismo, prenotazioni in picchiata a Venezia. Sold out nelle Dolomiti, bene il mare

Da un lato Venezia, dall’altro Cortina. Tra loro gli effetti diametralmente opposti del meteo, impietoso con la prima, generoso con la seconda. L’acqua granda e il fuggi fuggi dei turisti nella città lagunare; la neve e l’assalto alle piste nella regina delle Dolomiti.

È quanto emerge dal check che Federalberghi Veneto ha effettuato tra i propri associati per tracciare una previsione sulla base delle prenotazioni giunte fino a questo momento nelle strutture alberghiere. Strumento di rilevazione è la piattaforma digitale ‘H-Benchmark’, il sistema sviluppato da Federalberghi Veneto e implementato dalle associazioni territoriali, che consente di accedere direttamente alle prenotazioni dei singoli hotel.

Il primo pensiero va a Venezia e all’acqua alta eccezionale di metà novembre. La città dell’overtourism si trova improvvisamente abbandonata anche dai turisti. Tutti di corsa a disdire. Così nei quasi 300 hotel del centro storico e nei tantissimi bed & breakfast, già nei giorni immediatamente successivi a quella che è stata definita l’apocalisse, le cancellazioni erano

arrivate al 45%. Il dato è dell’Ava-Federalberghi, l’Associazione veneziana albergatori, che assiste per la prima volta nella sua storia a qualcosa di mai vissuto: il blocco totale delle prenotazioni, Natale e Capodanno compresi, e fino a data da destinarsi.

“Ci sono state molte disdette di chi non è riuscito ad arrivare ma anche da parte di chi si è impaurito. Saranno quantificate a breve”, aveva detto nei giorni dell’acqua granda il presidente degli albergatori Vittorio Bonacini. L’onda d’urto non si è ancora esaurita e il calcolo del danno resta provvisorio. 

“Pur rimanendo con il pensiero ai colleghi di Venezia che hanno subito un danno estremo, e ai colleghi della costa veneta che è stata massacrata dalle mareggiate del mese scorso, non posso che distendere un sorriso al pensiero della situazione in tutto il resto della regione, dal massiccio ritorno sulla scena di tutto il comprensorio delle Dolomiti, che viene da anni non particolarmente felici, alle terme che registrano buone prenotazioni – commenta il presidente di Federalberghi e di Confturismo Veneto Marco Michielli – Nel mentre continua a dilagare il fenomeno degli affitti brevi con i quali le strutture alberghiere devono dividere una ‘piazza’ che diventa sempre più affollata. Il risultato, come nel caso di Verona, è una riduzione dei prezzi, con un conseguente calo del fatturato, a fronte di costi fissi in costante aumento”.

“Senza contare i segnali negativi che, con l’incremento della tassa di soggiorno, arrivano dal governo. Per l’ennesima volta, anziché investire sulla nostra principale economia, la si mortifica”, conclude il presidente di Federalberghi Veneto.

Nelle altre città d’arte, in particolare a Verona, la situazione è sostanzialmente in linea con gli anni passati, con il sold out negli alberghi previsto solo per la notte di Capodanno.

 

Verona. Nei 25 alberghi del centro storico prenotazioni in linea con l’anno scorso, arrivate a oggi al 70% delle camere occupate per Capodanno (nel 2018 la quota era stata del 91%). Più sottotono il Natale, che fa registrare finora solo il 41% di stanze prenotate contro l’81% del 2018. “Paghiamo la totale assenza di promozione del territorio e il dilagare incontrollato di case adibite ad affitti brevi (4mila appartamenti con 12mila posti letto) – lamenta il presidente di Federalberghi Verona Giulio Cavara – è una torta con porzioni sempre più risicate, e sono molti gli alberghi del centro che hanno dovuto abbassare drasticamente i prezzi, anche del 20%, per rimanere sul mercato. Ci sono hotel a 4 stelle che vendono la doppia a 63 euro a notte con colazione inclusa. Certo a Capodanno si farà, come sempre, il tutto esaurito, ma i fatturati scenderanno, così come sta avvenendo da qualche anno a questa parte”.

 

Lago di Garda. Sul Lago di Garda è aperto un terzo delle strutture.e le prenotazioni sono concentrate nel Capodanno, con il 60% di stanze fissate finora. Si tratta soprattutto di strutture ampie e organizzate che possono offrire servizi come wellness e piscine coperte.

“Nonostante in questo periodo il Lago di Garda sia frequentato in molti casi da visitatori provenienti dall’entroterra o dalle regioni limitrofe e quindi da un turismo giornaliero o di singoli pernottamenti, la proiezione parla di una occupazione che arriva anche al 60% nella notte di Capodanno e una permanenza di massimo tre notti – spiega il presidente di Federalberghi Garda Veneto Ivan De Beni – Il territorio del Lago di Garda attrae anche durante le festività, grazie alle amministrazioni locali che si impegnano molto nell’organizzare manifestazioni di ogni tipo, feste in piazza, fuochi d’artificio, presepi, degustazioni e creando con gli addobbi suggestive atmosfere di grande richiamo”.

 

MONTAGNA

Se il buongiorno si vede dal mattino, la montagna veneta comincia a incorniciare un inverno che potrebbe rivelarsi tra i migliori degli ultimi anni. Le abbondanti nevicate che a metà novembre hanno imbiancato le piste dalle Dolomiti all’altipiano di Asiago, ai monti della Lessinia, lasciano ben sperare.

 

Cortina. Con tutti gli impianti ufficialmente aperti da ieri (6 dicembre), Cortina ha cominciato ad accogliere gli sciatori già da tre settimane. Oltre alla neve, nei 52 hotel della regina delle Dolomiti fioccano anche le prenotazioni, in anticipo rispetto agli anni passati, e con un trend positivo. Lo conferma la presidente degli albergatori Roberta Alverà: “Grazie al paesaggio imbiancato e alle iniziative organizzate in questo periodo, dal fashion week alla rassegna culturale Una montagna di libri, abbiamo raggiunto un +10% di prenotazioni rispetto all’anno scorso per Natale e Capodanno, mentre per l’Immacolata abbiamo già superato il 75% di stanze prenotate”.

 

Il Bellunese. “Il ponte dell’Immacolata sta andando alla grande – conferma Walter De Cassan dalle altre località delle Dolomiti bellunesi, con le 380 strutture alberghiere presenti – Quest’anno abbiamo la neve naturale, dopo due anni di carenza, e le prenotazioni sono buone anche per Natale e Capodanno, quando si prospetta il tutto esaurito, fino all’Epifania. Direi che il segno è positivo perfino rispetto al buon dato dell’anno scorso”.

 

MARE

Il mare d’inverno non è più quel concetto che nessuno considera: anche qui, ormai da qualche anno, ci si attrezza per accogliere il 2020 con iniziative su tutto il litorale.

Jesolo

Dai monti al mare, anche il litorale veneto si prepara al Capodanno con 30 hotel aperti e un trend di prenotazione delle camere ancora poco significativa per Natale Capodanno, ma che si prevede  in crescita. “Ormai sappiamo che i turisti prenotano a ridosso della partenza – conferma il presidente di Aja-Federalberghi, l’associazione jesolana albergatori, Alberto Maschio – Stanno invece andando piuttosto bene le prenotazioni per metà dicembre, grazie alla presenza di manifestazioni sportive di grande richiamo, come la gara Karate 1 Youth League, dal 13 al 15 dicembre, e il Galà dello sport il 18 dicembre”. La stagione, insomma, si allunga e il mare non è solo estate. Anzi, per Natale a Jesolo entreranno in scena il Christmas Village e il Paese di Cioccolato.

 

TERME

Abano e Montegrotto. “Le prenotazioni sono in linea con quelle dell’anno scorso, e per i giorni successivi al Natale le richieste sono molto interessanti”. A dirlo è il presidente degli albergatori di Abano e Montegrotto Emanuele Boaretto, che prevede il sold out negli alberghi dal 28 dicembre fino al 6 gennaio. “Oltre agli italiani, avremo il tradizionale arrivo dei turisti tedeschi e russi, nel 60% delle 86 strutture aperte in questo periodo”. “Se stiamo registrando un recupero sui messi passati (non proprio da incorniciare) lo dobbiamo solo all’impegno dei nostri albergatori – prosegue Boaretto – Chi ci governa continua a relegare il turismo a un ruolo di complementarietà invece di considerarlo il primo protagonista della nostra economia. Siamo un bancomat, così ci vedono, se pensano, come sta succedendo, di aumentare la tassa di soggiorno. Cosa che certo non interesserà tutte le nostre città, ma che è comunque un bruttissimo segnale”.

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