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Antiossidanti. Sì o no? Questione di alimentazione

La Treccani definisce ossimoro un procedimento retorico che consiste nell’accostare due parole o espressioni che sono di per sé inconciliabili perché l’uno esprime il contrario dell’altro. Tante locuzioni sono di uso comune, assordante silenzio, convergenze parallele, altre sono meno scontate e possono generare qualche dubbio.

Gli antiossidanti fanno bene. Questo sembrerebbe un ossimoro.

L’ossigeno è considerato il supporto indispensabile della vita, la benzina delle cellule, essenziale per tutte le reazioni che generano energia. Viene sfruttato in particolare dai mitocondri: organelli presenti nelle cellule che vengono soprannominati le “centrali elettriche” dell’organismo. Gli americani William Kaelin e Gregg Semenza e il britannico Sir Peter Ratcliffe hanno vinto il Nobel per la Medicina 2019. Hanno scoperto i meccanismi attraverso cui le cellule percepiscono la mancanza di ossigeno e si adattano modificando il loro metabolismo ed attivando meccanismi di compensazione (aumento della frequenza respiratoria, produzione di ormone eritropoietina, proliferazione dei vasi sanguigni).

Gli antiossidanti sono sostanze che agiscono in senso contrario, prevengono l’ossidazione cioè la reazione di combinazione dell’ossigeno con un altro elemento.

E’ bene chiarire i due aspetti di una questione che, in realtà, non è contradditoria.

Per prevenire la degradazione dei cibi causata dal contatto con l’ossigeno l’impiego di antiossidanti è diventato una necessità per la preparazione dei prodotti alimentari che sono sensibili a questo tipo di modificazione chimica. L’etichetta di tutti i prodotti (conserve, marmellate, vino, carni, tanto per citarne alcuni) riporta la presenza dei cosiddetti conservanti (BHA-butilidrossianisolo, BHT-butilidrossitoluene, THHQ-tert butilidrochinone).

Nonostante l’impiego degli antiossidanti sintetici risulti altamente efficace, tra i consumatori si registra una crescente avversione e la richiesta di utilizzo, nei cibi lavorati, di ingredienti naturali cioè quei prodotti di origine vegetale largamente usati da lungo tempo per i loro effetti benefici tipo verdure, frutti, the, erbe, spezie. L’alto contenuto di vitamine antiossidanti come A, C, E, carotenoidi e composti fenolici in queste sostanze non raffinate consente loro di diventare una sicura ed efficace fonte di antiossidanti naturali in grado di ridurre l’ossidazione dei lipidi.

L’aterosclerosi è ormai considerata una malattia infiammatoria cronica. Vi sono crescenti evidenze che i tradizionali fattori di rischio contribuiscano allo sviluppo dell’aterosclerosi coinvolgendo l’ossigeno, passando attraverso l’induzione di quello che è definito stress ossidativo indotto da un’eccessiva generazione di ROS (reactive oxygen species). Queste sono un gruppo di radicali liberi, molecole chimicamente instabili che contengono ossigeno e sono generati come passaggio intermedio nel trasporto di elettroni all’interno dei mitocondri. Queste piccole molecole sono in grado di reagire con facilità con altre molecole all’interno di una cellula e di danneggiare DNA, RNA e proteine fino a provocare la morte di una cellula.

La produzione di radicali liberi è un evento fisiologico e si verifica normalmente nelle normali reazioni biochimiche cellulari. Vi sono, tuttavia, fattori esterni che ne inducono un’aumentata produzione: processi infiammatori cronici, obesità, inquinamento ambientale, uso di droghe, esposizione al fumo attivo e passivo, farmaci, eccessiva esposizione a raggi ultravioletti e radiazioni ionizzanti, attività fisica troppo intensa non sostenuta da adeguato allenamento, alcuni additivi e sostanze tossiche presenti negli alimenti o sviluppate durante la loro cottura. Tutti questi fattori trasformano un processo fisiologico, vitale, in un meccanismo dannoso.

Sono stati identificati vari meccanismi in grado di generare ROS in corso di aterosclerosi e questo ha giustificato differenti approcci terapeutici basati sull’uso di farmaci tipo aspirina, statine, inibitori del sistema renina-angiotensina, in grado di esercitare effetti antiossidanti indipendentemente dal loro meccanismo d’azione principale.

L’effetto positivo nel prevenire l‘ossidazione dei cibi ha suggerito l’ipotesi che le stesse sostanze consumate nella dieta di tutti i giorni potessero esercitare un effetto antiossidante, anti-invecchiamento anche nel corpo umano. I Trials clinici con supplementazione di antiossidanti non hanno documentato miglioramenti dell’aterosclerosi in atto. Purtroppo, il trasferimento dei risultati degli studi in vitro alla pratica clinica in un essere vivente può essere fuorviante perché non si tengono in considerazione le notevoli differenze fra i modelli sperimentali in vitro (esempio colture cellulari) ed i sistemi biologici in un essere vivente. Questo non deve portare a sottovalutare il ruolo dello stress ossidativo e giustifica le misure di prevenzione (corretto stile di vita ed assunzione degli antiossidanti forniti generosamente da Madre Natura. Gli alimenti più ricchi di antiossidanti sono: Succo di uva nera, Mirtilli, Cavolo verde cotto, Spinaci cotti, Barbabietola cotta, More, Cavoli di Bruxelles cotti, Succo di pompelmo, Fragole, Succo di arancia.

Morale della favola; lasciamo in pace le nostre benedette cellule. Lasciamole libere di approvvigionarsi dell’ossigeno nelle quantità e nei modi che riterranno più fisiologico. Evitiamo di sovraccaricarle con un apporto di ossigeno da fonti sbagliate (alimentazione, stili di vita). Cercando di non esagerare cerchiamo di avere una alimentazione corretta contenente alimenti con principi attivi “ virtuosi”. Non è necessario ricorrere ai cosiddetti Integratori. Bel business!

 


Stefano Chiaramonte

Medico

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