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Emicrania nemica del lavoro. Una patologia da riconsiderare

L’emicrania è una patologia cronica altamente invalidante e particolarmente diffusa, ne soffre infatti quasi il 12% della popolazione mondiale. Particolarmente esposta alla patologia è il sesso femminile, infatti tra i 30 ed i 40 anni il rapporto tra uomo e donna è di 1 a 3,5. Si può quindi definire l’emicrania una malattia di genere. Se ne parlerà il 20 febbraio alle 9.30 all’ ORDINE PROVINCIALE DEI MEDICI CHIRURGHI E DEGLI ODONTOIATRI – AULA MAGNA, Contrà Paolo Lioy, 13 a Vicenza nel corso del Convegno ‘EMICRANIA: UNA PATOLOGIA ENDEMICA DA RICONSIDERARE’ organizzato da Motore Sanità.  L’emicrania è la prima causa di disabilità per la popolazione inferione ai 50 anni, di conseguenza colpisce in particolar modo le persone nel pieno della loro attività produttiva e di realizzazione sociale. Molti studi quindi si sono concentrati nel valutare l’impatto di questa malattia sotto il profilo
economico e sociale. In particolare si stima che in Italia circa 5 milioni di persone soffrano generando circa 12 milione di giornate lavorative perse.
Da molti anni non esistono novità rilevanti nella profilassi di questa malattia cronica ma in tempi recenti si sono affacciate anche in Italia delle nuove
terapie che sembrano migliorare la vita dei pazienti ma che avranno di contro un impatto non trascurabile sul bilancio del sistema sanitario.
Tuttavia il miglioramento di salute del paziente emicranico può avere dei risvolti positivi e misurabili anche grazie all’incremento di produttività che
si accompagna in un territorio, quello Veneto, particolarmente denso di piccole e medie imprese.
Può quindi un’avveduta gestione della sanità regionale incidere a livello economico sulle attività produttive del territorio? E in quale misura? Come possiamo quantificarne l’impatto?
Questo incontro si propone di approfondire questi temi e dare alcune risposte.

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