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RACCONTI AL TEMPO DEL CORONAVIRUS. “Cronache da casa mia”

 

Non so se andrà tutto bene. Da giorni sono chiuso in casa senza sapere se prima o poi mi colpirà il terribile Covid-19. Io e mia moglie usciamo praticamente mai, solo per la spesa settimanale, uno alla volta, oppure per andare a prendere i quotidiani cartacei ai quali non riesco a rinunciare. Siamo bardati con guanti e mascherine e nonostante questo ci è capitato di incontrare persone che non hanno capito nulla della gravità della situazione che stiamo vivendo e ci ridono in faccia. A proposito, dove abbiamo trovato le mascherine e quanto le abbiamo pagate? È stato solo un caso ma le avevo da tempo, acquistate per pochi centesimi, perché le uso quando irroro le piante del mio giardino con il solfato di rame. Ma, naturalmente ne avrei fatto volentieri a meno e so benissimo che non ci difendono al cento per cento, ma è sempre meglio di niente. Perché, lo ammetto, ho paura. E penso a mio cognato, medico in ospedale che era di guardia quando è arrivato al pronto soccorso l’uomo di Mira infettato dal coronavirus. Insieme all’altro personale sanitario che è venuto in contatto con il paziente, è stato per due settimane in quarantena. Per fortuna tutti i test sono risultati negativi ed ora è anche lui in corsia a combattere la battaglia per salvare vite umane. Io non ho il coraggio di parlare con lui, ma ci pensa mia moglie e i resoconti che mi arrivano non sono per nulla rassicuranti.

Per questo dico che non so se andrà tutto bene, ma lo spero tanto. Di sicuro, come molti altri, è la prima volta che trascorro tutto il giorno in casa. Che cosa faccio? Leggo. Dopo avere finito “Il Medioevo giorno per giorno” di Ludovico Gatto, ho affrontato le oltre 800 pagine di “Prima di noi” di Giorgio Fontana e sono verso la conclusione delle 500 pagine di “Aria di novità” di Carmen Corn. Per fortuna ho una buona riserva di libri da leggere. Infatti, quando vado in libreria oppure al supermercato e trovo qualche titolo e/o autore che presumo interessante, lo acquisto e lo metto da parte in attesa che arrivi il momento giusto per aprirne le pagine. Non sempre mi va bene, perché oltre a libri che mi piacciono, incontro talvolta anche grandi delusioni. Non faccio nomi, per non incorrere in stuoli di odiatori pronti a lanciare invettive. È quanto è successo a mia figlia che tiene un blog su Instagram, e per avere osato scrivere che un libro non le era piaciuto è stata ricoperta di insulti. Addirittura le ha scritto anche il parroco dell’autore, invitandola a rivedere il suo giudizio.

Nella mia giornata non manca, ovviamente, la televisione per seguire un po’ gli aggiornamenti quotidiani del governatore del Veneto Luca Zaia. Un po’ di relax arriva nel tardo pomeriggio con gli episodi, vecchi e nuovi della serie tv dell’Ispettore Barnaby.

Per fortuna ho anche un grande giardino dove posso fare qualche lavoretto di potatura, pulizia delle piante e taglio dell’erba. Ah dimenticavo, ho anche un cane, un pastore tedesco che in questi giorni compie dieci mesi. Lo faccio giocare e cerco di

addestrarlo con qualche comando base. Devo ammettere però che è un anarchico, fa quello che vuole e quando gli lancio la pallina, con il fischio che me la riporta.

E per oggi ho concluso questa breve cronaca da casa mia.

 


Pietro Ruo

Giornalista

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