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Coronavirus, il distanziamento sociale prima arma

La guerra al Coronavirus va condotta a 360° senza trascurare nulla.

Il distanziamento sociale è la modalità più efficace di contrasto alla diffusione dell’epidemia di coronavirus ma, se è vero che la principale modalità di trasmissione del Coronavirus avviene tramite le droplets, le goccioline infette emesse dalle vie aeree con i colpi di tosse, gli sternuti ma anche la normale respirazione, non possiamo trascurare la non meno importante diffusione attraverso il contatto con superfici contaminate. I soggetti infetti disseminano nell’ambiente un virus che, contrariamente alle opinioni iniziali, può persistere a lungo nell’ambiente e costituire un pericolo.

I nostri rapporti con l’ambiente che ci circonda sono molteplici, legati a comportamenti abituali, automatici, effettuati spesso inavvertitamente. Ne deriva che spesso ci muoviamo in un ambito potenzialmente ostile senza alcuna consapevolezza né attenzione, potendo essere contemporaneamente vittime e untori.

Facciamo un esempio.

Il nostro Sig Rossi, ancora indenne dal virus, esce di casa per uno stato di necessità (fare la spesa) e si espone al rischio di contaminazione passiva già in ascensore perché tocca il pulsante di chiamata, la maniglia di entrata, la pulsantiera, la maniglia di uscita che potrebbero essere state contaminate da una persona che è passato poco prima e magari ha tossito o starnutito in ascensore.

Se invece scende a piedi può toccare ripetutamente la ringhiera delle scale e comunque, poi, restano il pulsante apriporta e la maniglia del Portone di ingresso.

A questo punto il nostro Sig Rossi, se ha incontrato il virus uscendo di casa, diventa a sua volta veicolo attivo, perchè le sue mani lo trasferiscono sulla maniglia della portiera, sul volante e sui vari comandi all’interno dell’auto.

Se invece, fortunatamente, il virus non era ancora in agguato, l’incontro è rimandato di poco, in un ambiente molto più frequentato delle scale del condominio: in ordine cronologico, sul Pulsante del parchimetro, sulla Maniglia di ingresso del negozio, sul bancone, sulle confezioni dei prodotti acquistati, sulla Tastiera del bancomat o, in caso di pagamento cash, sulle Monete di resto e, per finire, sui manici del sacchetto della spesa che il negoziante gli porge e sulla Maniglia di uscita.

Da questo momento in poi il povero Sig Rossi si trasforma da vittima in untore ripercorrendo a ritroso la stessa sequenza di eventi: Maniglia dell’auto, Volante, cambio ed accessori vari all’interno dell’auto, Basculante del garage, Portone di ingresso, Percorso ascensore e casa.

Abbiamo trascurato tre piccoli dettagli, il telecomando dell’auto, il bancomat all’interno del portafoglio e le chiavi di casa che entrano in scena in più momenti, prima, durante e dopo la spesa, e complicano le cose perché diventano ulteriore strumento di trasferimento del virus. Sono sempre nei meandri più profondi delle tasche o della borsa e la ricerca ed il recupero comporta sempre una manovra indaginosa. Da ultimo non possiamo dimenticare il telefonino che suona sempre nei momenti meno opportuni e che impegna un contatto manuale complesso e prolungato.

Questo che potrebbe sembrare una pignola elencazione di eventi rappresenta invece fedelmente le numerose occasioni di trasmissione di un virus, tutte ravvicinate nel breve spazio di comuni attività di tutti i giorni. Non bisogna aver timore di sembrare esagerati. Il virus non è fosforescente come viene rappresentato in filmati divulgativi. Non si vede. Bisogna partire presumendo che si annidi ovunque.

Questo non deve indurre al panico ma piuttosto ad un comportamento più realistico, consapevoli che ogni misura precauzionale aggiuntiva rappresenta una riduzione del rischio di contaminazione.

Si possono identificare alcuni comportamenti virtuosi:

  • usare guanti di lattice (una confezione da 100 pezzi costa pochi euro). Vanno indossati quando si esce di casa in previsione di dover toccare varie superfici e vanno poi tolti prima di salire in macchina per non contaminare l’abitacolo per poi, eventualmente, indossarne di nuovi in caso di una seconda commissione, ripetendo la sequenza ad ogni rientro in macchina.
  • conservare telecomando dell’auto, bancomat, cash e telefonino in una o più bustine di plastica da tenere separate, eventualmente in un piccolo marsupio, fuori da tasche e borse. A casa vanno poi disinfettati per un minuto con alcool denaturato al 70% o candeggina allo 0.1%. La stessa raccomandazione vale anche per le confezioni di vetro o plastica dei prodotti acquistati che vanno disinfettati prima di appoggiarli sul ripiano della cucina.
  • E le scarpe? Vanno lasciate fuori dalla porta di casa e conservate in un adeguato contenitore (disinfettabile). L’importante è non entrare in casa con le scarpe!

Vi sembra troppo? Non bisogna farsi prendere dal panico ma usare il buon senso e la razionalità come per fare un gioco di abilità. Però questo non è il giochetto del lupo, la capra e l’insalata da portare oltre il fiume. Qui dobbiamo portare a casa la pelle! Nostra, dei nostri cari e di tutti!

 

 

 

 


Stefano Chiaramonte

Medico

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