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Conte: dalla Ue il minimo sindacale per la pesca e ora servono risorse fresche

Nella sessione plenaria di oggi tenutasi a distanza, il Parlamento Europeo ha varato, tra gli alteri provvedimenti presi, un pacchetto di aiuti per i pescatori italiani colpiti dalla crisi per effetto del coronavirus. A comunicarlo è l’europarlamentare veneta della Lega Rosanna Conte, peraltro capogruppo di Identità e Democrazia nella Commissione Pesca. “Ci sono volute tre settimane di ritardo – dice – ma alla fine ci siamo riusciti. “ Il testo prevede l’uso delle risorse del Feamp per sostenere il fermo delle attività di pescatori e acquacoltori causato della pandemia; il sostegno alle associazioni e organizzazioni di produttori per l’ammasso dei prodotti della pesca e dell’acquacoltura; e una maggiore flessibilità di bilancio nella riassegnazione e nella modifica dei programmi operativi. “Bene, ma non benissimo – rileva l’onorevole Conte – perchè il pacchetto poteva essere varato prima e quindi si poteva fare meglio anche perchè è il minimo sindacale da parte dell’Europa. Si poteva fare prima e meglio – prosegue – perché se la Commissione e il Parlamento Ue avessero ascoltato la Lega, questi aiuti sarebbero potuti partire 3 settimane fa. Inoltre, ci sarebbero state più tutele per i piccoli pescatori: per ottenere i sussidi legati al fermo, occorre avere accumulato 120 giorni di attività. Noi abbiamo chiesto una deroga per la pesca artigianale, in modo da abbassare il limite. Ma anche in questo caso non siamo stati ascoltati e la deroga è stata concessa solo per le nuove imbarcazioni, i nuovi pescatori e i pescatori a piedi che potranno beneficiare degli aiuti del fermo temporaneo in modo proporzionale ai giorni lavorati negli ultimi due anni. Ad ogni modo, la Lega ha responsabilmente scelto di dare il suo ok al testo. Ma la battaglia non finisce qui”.

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