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Turismo, dai ministri europei l’ipotesi di “corridoi a prova di coronavirus” che taglierebbero fuori l’Italia. Protestano l’europarlamentare Rosanna Conte e l’assessore regionale Caner

“E’ un vero e proprio boicottaggio nei confronti del nostro Paese e del nostro turismo. L’ Italia deve farsi sentire perchè non è possibile che l’Europa consenta questo. Da parte mia ho già manifestato il mio disappunto e farò il possibile per ribadirlo in tutti i modi”. Rosanna Conte, europarlamentare veneta della Lega, proprio non ci sta ad accettare il fatto che si stiano creando dei veri e propri “corridoi europei a prova di coronavirus” come scrive oggi il quotidiano tedesco Bild che elogia le spiagge croate rilevando che sono “facilmente raggiungibili” dalla Germania anche in auto. La proposta, peraltro, sarebbe avvallata anche dai governi di Repubblica Ceca, Austria e Croazia, mentre ancora non si sarebbero espressi Ungheria e Slovenia. In una nota dell’agenzia Dire si rileva che Gari Cappelli, ministro del turismo della Croazia (Paese che, peraltro, detiene la presidenza di turno del Consiglio UE), al termine di una videoconferenza dei ministri europei cui hanno preso parte anche Thierry Breton, commissario europeo per il Mercato interno, e Zurba Pololikashvili, segretario generale dell’Organizzazione mondiale del turismo, ha annunciato che “i ministri hanno discusso la possibilità di istituire corridoi turistici tra gli stati membri dell’UE, sempre tenendo conto delle considerazioni degli epidemiologi per la riapertura delle frontiere per la libera circolazione dei turisti”.

Una vera e propria beffa, a quanto pare, per Italia e Spagna che sarebbero di fatto tagliati fuori come Paesi da tali possibili corridoi. “Se ciò dovesse realmente avvenire – afferma l’onorevole Conte –  si tratterebbe di una vera e propria concorrenza sleale all’interno del mercato unico e per questo l’Ue deve assolutamente intervenire. Non è accettabile che non vi sia ancora un piano europeo che consenta agli operatori del turismo di cominciare a pianificare i prossimi mesi. Se si deciderà di limitare gli spostamenti tra Paesi europei, allora questo dovrà valere per tutti. Altrimenti si predispongano piani di trasporti che mettano tutti sullo stesso piano. Sostenere che vi siano luoghi più sicuri degli altri sotto il profilo sanitario significa non aver appreso la lezione del coronavirus”. Un ulteriore pesante “macigno” quindi rischia di calare pesantemente sulla testa degli operatori turistici del nostro Paese che già sono quasi al collasso, soprattutto ovviamente quelli del settore balneare, con una stagione ormai del tutto compromessa, senza “spiragli” tali da poter pensare di recuperare almeno in parte quanto è andato a perso sino ad oggi. “La situazione – sottolinea ancora l’europarlamentare che è pure figlia di albergatori e albergatrice pure lei a Caorle – è di per sé già grave e anche questa possibile iniziativa, che peraltro ha ancora una volta la Germania in posizione avversa all’Italia, andrebbe ad aggravarla ulteriormente mettendo veramente in ginocchio un intero comparto. E dire che l’Italia continua a essere tra le mete più ambite del turismo internazionale. Secondo l’ultimo bollettino dell’Enit, infatti, le prenotazioni confermate fino al 12 aprile per l’estate 2020 vedono il turismo italiano ‘resistente’, nonostante un calo del -57,5%.

A oggi, si prevede un calo di 20 miliardi di euro per il nostro settore. Dobbiamo contenere il più possibile le perdite, evitando ottusi ostacoli, e operando con intelligenza e nel nome della sicurezza”. Sulla questione sono pure intervenuti sia il presidente della Regione Veneto Luca Zaia che l’assessore al turismo Federico Caner. “I nostri operatori sono allo stremo – ha detto quest’ultimo – perché non sanno cosa rispondere a chi chiede informazioni sulla possibilità di prenotare, con quali accorgimenti potranno soggiornare nelle strutture ricettive, come si accederà a uno stabilimento balneare o a un impianto di risalita in montagna. L’assenza di certezze sta di fatto impedendo ogni e qualsiasi ripresa: il Governo deve capire questo! E deve anche scongiurare il presunto accordo che garantirebbe una corsia preferenziale ai turisti tedeschi e austriaci che decidessero di trascorrere le loro vacanze in Croazia: una squallida e sleale concorrenza sarebbe davvero un colpo di grazia per il settore”.  Caner è pure intervenuto sulle modalità della cosiddetta “Fase 2” illustrate ieri dal Presidente del Consiglio, in particolare per quanto riguarda il comparto turistico e il suo vasto indotto.  “Il Governo deve cambiare registro e dare qualche certezza in più a un settore – ha  rimarcato l’assessore –  che sta pagando un tracollo sanguinosissimo a causa innanzi tutto della pandemia, ma ora anche del logorante tergiversare sulle decisioni da prendere per avviare la cosiddetta ‘fase 2’. A Roma devono smetterla di riempirsi la bocca con vuoti e stucchevoli riconoscimenti della preziosità del turismo e poi non dare alcuna reale prospettiva di ripresa a questa economia”.

 

 


Lucio Leonardelli

Giornalista

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