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Villa romana in Valpolicella, località e mosaici portati alla ribalta nel 2011 da Cantina Valpolicella Negrar

“Grande gioia per il riconoscimento unanime dato alla riscoperta di un sito archeologico di cui Cantina Valpolicella Negrar aveva già intuito nel 2011 il grande valore, immortalandone nome e reperti in un progetto vinicolo dal valore culturale che ha dato come risultato 5 vini Amarone, uno per ogni vallata della Valpolicella classica. Tra questi,  l’Amarone Villa Espressioni, la cui etichetta riproduce un mosaico della villa romana custodito nel museo civico di Verona e che viene prodotto anche con uve provenienti dalla vigna della famiglia Giacopuzzi-Bronzo, socia della cantina, interessata dai recenti scavi archeologici”. Così Renzo Bighignoli, presidente di Cantina Valpolicella Negrar, commenta la notizia del giorno, la riscoperta dei mosaici pavimentali eseguiti tra il II ed il III sec. d.C. della villa romana ubicata a nord di Negrar, scoperta dagli studiosi oltre un secolo fa ed ora riportata alla ribalta dagli scavi del team della Sap (Società Archeologica Srl) diretti da Gianni De Zuccato, archeologo della Soprintendenza Archeologica Belle arti e Paesaggio.

Cordata di imprese e cantine. Peraltro, De Zuccato alcuni mesi fa si era rivolto alla cantina per chiedere sostegno ai lavori di scavo, ricevendo dal presidente Bighignoli disponibilità, previo via libera della Sovrintendenza, a creare una cordata di imprese e cantine in grado di supportare un sito archeologico di grande importanza per la Valpolicella ed il Veneto, “un unicum per rarità e bellezza dei colori dei mosaici”, aggiunge Bighignoli.

L’eco suscitata dal ritrovamento è, in qualche modo, un’ulteriore conferma della bontà del progetto culturale condotto per oltre un decennio da Cantina Valpolicella Negrar nei vigneti della Valpolicella classica per scoprirne le diversità e le originalità territoriali, suggellandone l’importanza con nomi ed etichette riconducibili alla storia del territorio d’origine. “Il nostro obiettivo rimane sempre quello: produrre l’Amarone identificativo di un territorio che, nel suo Dna, porta con sé secoli di storia”, commenta Daniele Accordini, dg ed enologo di Cantina Valpolicella Negrar.

Quando si dice il “potere dei social network”. Amati e odiati, i social network in questo caso si sono rivelati provvidenziali per dare maggiore visibilità alla bellezza e al valore culturale di una residenza rurale romana, ritrovata per caso nel 1887 a Villa, frazione di Negrar, durante dei lavori agricoli e che fino ad oggi era sconosciuta ai più, come testimonia il post della pagina ufficiale del Comune di Negrar di Valpolicella, scritto per colmarne le lacune conoscitive e divulgare con successo al mondo che, “dopo innumerevoli decenni di tentativi falliti, finalmente è stata riportata alla luce parte della pavimentazione e delle fondamenta della Villa romana ubicata a nord del capoluogo, scoperta dagli studiosi oltre un secolo fa” e che ora il sindaco di Negrar, Roberto Grison, spera di poter celebrare realizzando in un paio d’anni un sito in grado di accogliere i visitatori.

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