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Porto di Trieste. La città si mobilità dopo il “via” di D’Agostino

La buona notizia è arrivata in mattinata dalla stessa Anac la quale ha chiarito che gli atti firmati fino alla notifica della delibera sono validi, dopo di che la notizia resa ufficiale ieri in base alla quale l’Anac ha dichiarato decaduto il presidente dell’Autorità Portuale di Trieste Zeno d’Agostino ha suscitato reazioni di protesta in modo trasversale, con prese di posizione a tutti i livelli, anche se manca ancora all’appello una nota ufficiale al riguardo da parte della Regione. “E’ un atto folle” così lo ha definito il Sindaco di Trieste Roberto Dipiazza, mentre tutte le forze politiche in qualche modo hanno espresso la loro contrarietà nei confronti della decisione con la quale l’Autorità nazionale anticorruzione ha dichiarato l’incoferibilità dell’incarico al manager veronese a causa del suo contestuale ruolo nel Cda della Trieste Terminal Passeggeri, società che gestisce i servizi e la crocieristica di cui il Porto detiene il 40%. Stamane c’è stata una mobilitazione dei portuali con un presidio permanente al Molo VII e circa un centinaio di lavoratori che hanno espresso la loro solidarietà a D’Agostino attraverso anche una nota congiunta dei segretari generali della Cgil del Fvg Villiam Pezzetta e della Filt-Cgil del Fvg Valentino Lorelli.

“La sentenza con cui l’Autorità nazionale anticorruzione sancisce la decadenza, per motivi che risalgono a quattro anni fa, determina – hanno sottolineato – un danno enorme per il sistema portuale e della logistica e per l’economia di questa regione e non solo. Zeno D’Agostino – hanno aggiunto – ha certamente interpretato al meglio il ruolo che la nuova legislazione sul sistema portuale attribuisce al presidente dell’autorità di sistema portuale, dando forte impulso al porto di Trieste in una logica integrata con il sistema della logistica e del trasporto ferroviario, consapevole della necessità di rafforzare il ruolo degli autoporti e degli interporti”. Dal canto loro i portuali hanno dichiarato di voler mantenere attiva la mobilitazione “fino a quanto D’Agostino non tornerà come Presidente”.

Da parte dell’Autorità Portuale, al momento, non è uscita alcuna nota ufficiale, se non la conferma riguardante la validità degli atti assunti da D’Agostino, che in un primo momento pareva potessero essere ritenuti nulli, e che si sta preparando il ricorso al Tar con la richiesta della sospensiva. Da quel che si è appreso la vicenda sarebbe partita nel 2013 da una indagine della Guardia di Finanza a seguito di un esposto in base al quale sarebbe stata violata una norma del 2013 secondo la quale gli incarichi di amministratore di ente pubblico non possono essere conferiti a coloro che, nei due anni precedenti, abbiano svolto incarichi in enti di diritto privato o finanziati dall’amministrazione o dall’ente pubblico che conferisce l’incarico. Motivazioni che vengono ritenute unanimemente “deboli” e da ciò deriva, seppur con grande prudenza, una certa fiducia che da parte del Tar possa essere quanto meno l’accoglimento della sospensiva. Nel frattempo in ambito governativo sono stati interessati i ministri delle infrastrutture Paola De Micheli e, soprattutto, dello sviluppo economico, il triestino Stefano Patuanelli che proprio di recente, ad una specifica domanda in merito alla presidenza del Porto, aveva proprio dichiarato “D’Agostino a Trieste per tutta la vita”. Ciò a conferma del grado di fiducia di cui D’Agostino gode a Trieste, e più in generale nel Fvg, dopo essere arrivato alla guida dell’Autorità Portuale nel 2015, portando ad essere il Porto di Trieste il primo in Italia per il trasporto merci, tanto da ricevere nel 2019 il premio “San Giusto d’oro” conferitogli dalla stampa triestina e dal Comune, con la conseguente nomina di “triestino dell’anno”. Nel frattempo l’ex senatore Pd e attuale Vice Presidente del Consiglio regionale, il triestino Francesco Russo, che già ieri aveva espresso la sua vicinanza a D’Agostino auspicando una mobilitazione generale della Città a suo sostegno, ha lanciato oggi una petizione “che – scrive – non avrà effetti legali ma ha un grande valore simbolico ovvero dimostrate che Trieste ha già un Presidente dell’ Autorità Portuale che stima e apprezza per la sua professionalità e le sue capacità, e non vuole perderlo”.


Lucio Leonardelli

Giornalista

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