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Famiglia, nuova legge quadro in Veneto. Lanzarin: “Potenziati i consultori”

Primo passo concreto per la legge quadro sulla famiglia, approvata il 28 maggio scorso dal Consiglio regionale del Veneto: la Giunta regionale ha dato avvio alla costituzione della cabina di regìa, l’organismo che dovrà elaborare e proporre il programma triennale di interventi a favore delle famiglie e della natalità. “Si tratta del primo provvedimento, tra i 18 previsti, di attuazione della legge 20 di quest’anno, la prima legge organica di programmazione di politiche per la famiglia e la genitorialità – spiega l’assessore regionale alla sanità e al sociale Manuela Lanzarin, che della legge è uno dei primi proponenti – La cabina di regìa è costituta dall’assessore alle politiche sociali, dagli assessori competenti per le materie previste dal piano, dal dirigente dei Servizi sociali, da due rappresentanti dell’Anci, due direttori sociali delle Ulss e da cinque  rappresentanti delle associazioni delle famiglie o degli organismi territoriali di rappresentanza. Con questo primo provvedimento abbiamo quindi invitato associazioni ed enti a designare i loro delegati, selezionando persone di comprovata esperienza in materia di minori, welfare di comunità, consultori e servizi per la famiglia, conciliazione famiglia e lavoro, cultura dell’accoglienza e mutuo-aiuto.”.

 

Sarà il direttore regionale dei servizi sociali ad individuare i componenti alla cabina di regia, sulla base dei curricola pervenuti. La partecipazione al gruppo di elaborazione delle politiche familiari del prossimo triennio è a titolo gratuito.

 

Sempre in materia di politiche familiari e di interventi di sostegno alla genitorialità l’assessore Lanzarin dà evidenza ad altri due provvedimenti appena approvati dalla giunta, in materia di consultori familiari e di minori allontanati dal proprio nucleo di origine.

 

Consultori familiari. La Giunta regionale ha stanziato 385 mila euro per l’anno in corso a favore dei 31 consultori familiari attivi nel territorio regionale. Istituite nel 1977, l’equipes consultoriali territoriali svolgono attività e servizi di prevenzione, consulenza e assistenza socio-educativa ad ampio spettro alle donne, alle coppie in crisi, a bambini e adolescenti, ai giovani. “I consultori in Veneto quest’anno sono due in  più – fa notare l’assessore Lanzarin –cinque in più rispetto al 2017. A ciascuno di essi garantiamo un fondo non inferiore ai 12  mila euro per potenziare la propria attività, secondo le diverse esigenze dei territori e dell’utenza. I consultori sono uno dei servizi della rete a sostegno delle famiglie da valorizzare e  da potenziare. Anche per questo motivo ho voluto riattivare per un anno il gruppo di lavoro che deve monitorare le attività consultoriali e individuarne esigenze e prospettive”.

 

Minori. La Giunta regionale ha stanziato 2,5 milioni di euro per aiutare i piccoli comuni o Unioni di comuni (fino a 20 mila abitanti) a sostenere il costo delle rette dei minori in comunità. “Per i bilanci dei piccoli comuni si tratta spesso di oneri gravosissimi – spiega l’assessore – ma spesso  l’allontanamento del minore dalla famiglia di origine non può essere effettuato presso congiunti o una famiglia affidataria. Sono oltre un migliaio in Veneto i bambini e gli adolescenti inseriti in strutture di accoglienza ad essi dedicate: comunità educative per minori; comunità educative di pronta accoglienza; comunità educative mamma-bambino; comunità familiari; comunità educative-riabilitative per minori e adolescenti. Con questo stanziamento aiutiamo i Comuni, o le Ulss qualora operino per delega, a fronteggiare il costo della retta, nel superiore  interesse del minore e delle loro famiglie in difficoltà”.

 

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