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Veneto. La Regione ha i conti a posto, lo dice la Corte dei Conti

“Questa è l’unica Regione in Italia che non fa pagare tasse, che rinuncia a prelevare dalle tasche dei veneti, da dieci anni, una cifra potenziale di 1 miliardo e 179 milioni di euro all’anno, riuscendo comunque a far quadrare il bilancio. Quando si è trattato di dare il premio ai medici e ai lavoratori della sanità per il Covid, al valore di mille euro di tale premio, dato da tutte le Regioni, solo il Veneto può aggiungere i 4.850 euro che non ha mai prelevato dalle buste paga di quei medici per le tasse negli ultimi dieci anni”.

 

Lo ha detto il governatore Luca Zaia a Palazzo dei Camerlenghi a Venezia, sede della Sezione di Controllo per il Veneto della Corte dei Conti, nell’udienza pubblica (trasmessa in diretta streaming nel rispetto delle norme emanate per far fronte alla diffusione del Covid-19) conclusasi con il giudizio di parificazione del rendiconto generale della Regione del Veneto per l’esercizio finanziario 2019, senza alcuna esplicita prescrizione o eccezione, salvo le usuali raccomandazioni e sollecitazioni espresse sia nelle relazioni che nella requisitoria del procuratore.

 

La difficile situazione causata dalla pandemia è stata la prima delle considerazioni svolte dal presidente del collegio, Salvatore Pilato. L’emergenza sanitaria ha improvvisamente modificato la vita quotidiana del Paese, ha sottolineato, e il contesto emergenziale “richiama la centralità delle politiche di bilancio, che assumono il ruolo fondamentale di sostegno e di incentivo alle iniziative necessarie al superamento delle fragilità sociali e al rilancio delle attività economiche in stato di difficoltà”.

 

Dopo aver ringraziato il presidente, i relatori Elena Brandolini e Maria Laura Prislei, il procuratore Paolo Evangelista e tutti magistrati, il presidente Zaia ha ribadito di non aver mai percepito il ruolo della Corte dei Conti come un peso, un elemento di attrito o un “rallentatore” dell’attività amministrativa e di governo della Regione, ma piuttosto come un utile “censore che ti tiene nei binari”, che induce alle necessarie attenzioni nelle politiche di bilancio e nella gestione delle risorse pubbliche.

 

Nella sua requisitoria il procuratore Evangelista si è soffermato sugli aspetti  maggiormente significativi, sia in termini positivi, sia in quanto fonti di criticità, rilevati nell’azione di accertamento della sezione del controllo della Corte dei Conti. Tra gli aspetti gestionali senza dubbio più positivi la procura ha segnalato la costante riduzione del disavanzo di bilancio, tanto da poter prevedere che la Regione possa recuperarlo interamente in un paio d’esercizi. Evangelista ha poi sottolineato il miglioramento nella tempestività dei pagamenti ma ha sollecitato l’estinzione anticipata degli strumenti finanziari Derivati, in quanto eccessivamente onerosi. Sulla gestione del personale il procuratore ha riconosciuto che la Regione ha rispettato tutti i vincoli normativi che il legislatore nazionale ha imposto nell’ottica del contenimento della spesa pubblica, esprimendo qualche perplessità nel rapporto tra dirigenti e non dirigenti. Per quanto riguarda la spesa sanitaria, che rappresenta la componente più significativa del rendiconto (11 miliardi 554 milioni di euro), si chiede alla Regione di separare più chiaramente le spese incomprimibili per garantire i Livelli Essenziali di Assistenza da quelle riferibili al servizio sanitario regionale (in particolare è stato messo in discussione il finanziamento ad ARPAV). Infine, il procuratore ha auspicato un ulteriore incremento dello sforzo della Regione nella razionalizzazione delle partecipazioni societarie da essa detenute.

 

“Con onestà riconosco che abbiamo alcune importanti partite aperte – ha interloquito Zaia – ma assicuro che stiamo lavorando nella direzione indicata da questa Sezione della Corte dei Conti. Sul tema dei Derivati, stiamo monitorando il mercato per trovare nuovi prodotti finanziari e per rinegoziare questi strumenti. E lo stesso stiamo facendo sui Progetti di Finanza e speriamo che nuovi provvedimenti legislativi nazionali, da noi stessi invocati, ci consentano si addivenire a condizioni più favorevoli. Per quanto riguarda la razionalizzazione delle società partecipate e le alienazioni del patrimonio non funzionale all’attività dell’Ente, nonostante tutte le difficoltà oggettive riscontrate in questi anni, confermo che continueremo a operare con il massimo impegno e rigore”.

 

Il governatore veneto, parlando di sanità, si è poi proiettato al giudizio di parifica del prossimo anno: “Il Covid peserà molto: abbiamo investito, non dico speso, per la salute dei veneti oltre 235 milioni di euro e abbiamo assunto e stabilizzato un migliaio di dipendenti in più. La sanità è una sfida quotidiana e noi cerchiamo di vincerla anche attraverso l’attività che viene svolta dall’Agenzia Regionale per l’Ambiente del Veneto, che finanziamo considerandola una spesa sanitaria, in quanto si occupa di fatto della tutela della salute dei nostri cittadini”.

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