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Tre “vittime” per il caso bonus in Veneto, tra cui il vicepresidente della giunta regionale Gianluca Forcolin, dimessosi da tutte le cariche

L’annuncio lo ha dato lo stesso Luca Zaia allorchè ha comunicato che “il vicepresidente della giunta regionale Gianluca Forcolin ha rassegnato le sue dimissioni e non si ricandiderà nella Lega, così come non saranno candidati gli altri due consiglieri”. Alla fine, quindi, è andata com’era nelle previsioni generali e il “caso bonus” ha fatto in Veneto tre vittime eccellenti considerato che oltre a quella di Forcolin sono “cadute” le teste del presidente della Prima Commissione, il veronese Alessandro Montagnoli, e del vice capogruppo della Lega, il trevigiano Riccardo Barbisan. Poco prima del Governatore era stato anche lo stesso Matteo Salvini a preannunciare quello che sarebbe avvenuto nel corso di una conferenza stampa a Forte dei Marmi affermando che “abbiamo già deciso, Zaia l’ho sentito e i tre non saranno ricandidati”. Il “Capitano” ha poi aggiunto che “in Veneto vinceremo con almeno il 70% dei consensi”. Decisioni drastiche quindi, come pochi giorni aveva fatto presagire il commissario regionale veneto Lorenzo Fontana, oltre allo stesso Zaia il quale però nella giornata di ieri aveva fatto intendere che avrebbero potuto esserci delle decisioni diverse “in considerazione – aveva affermato – di tre casi che non sono uguali” anche se la linea tracciata, a dire il vero, non sembrava lasciar granchè spazio a soluzioni che avrebbero modificato l’atteggiamento duro preannunciato da Matteo Salvini non appena la questione dei bonus aveva riguardato due parlamentari della Lega e, contemporaneamente, altri amministratori a vari livelli, tra cui, appunto, i tre consiglieri leghisti veneti. A onor del vero bisogna anche dire che se Montagnoli e Riccardo Barbisan il bonus lo avevano percepito, peraltro per ben due volte, pur dandolo in beneficenza, Forcolin nemmeno lo aveva visto dato che a richiederlo, da quanto rimarcato da lui stesso, sarebbe stata la socia del suo studio di tributarista, ma la stessa domanda era rimasta inevasa o quanto meno non aveva avuto seguito per mancanza, a quanto pare, dei requisiti necessari, per cui tutto si è risolto con un nulla di fatto.

Ma, evidentemente, ciò non è bastato al vice presidente della giunta perchè ci potesse essere un “giudizio di assoluzione” tant’è che nella giornata odierna ha preso carta e penna stilando un comunicato stampa nel quale ha testualmente scritto: “Ho deciso di dare le mie dimissioni da Vicepresidente, assessore e consigliere regionale per il rispetto che ho nei confronti dei veneti che mi onoro di rappresentare. Ho comunicato la mia decisione al Presidente Zaia, con cui lavoro da ani con lealtà e onestà. Ho deciso inoltre di non ricandidarmi alla carica di Consigliere perchè credo sia giusto che in campagna elettorale si torni  a parlare della straordinaria legislatura che sta terminando e non del sottoscritto. A testa alta e con la schiena dritta ho preso questa decisione, nonostante non abbia percepito nessun bonus e la richiesta mai perfezionata sia partita di default dallo studio. Sono fortemente amareggiato della violenza mediatica e della macchina del fango che mi ha investito in questi giorni, ma sono allo stesso tempo orgoglioso e consapevole di aver lavorato in tutti questi anni con onestà e trasparenza, sempre per il mio territorio, sempre per i Veneti. Ringrazio il Presidente Zaia per la stima e la fiducia che ha riposto in me in questi anni, come pure i colleghi di giunta e consiglio e i tantissimi militanti e cittadini comuni che in queste ore mi stanno dimostrando una vicinanza e un affetto che scalda il cuore. Infine, ma non ultimo, un grazie alla mia famiglia perchè i ruoli cambiano, le cariche passano, ma i valori e gli affetti quelli per fortuna non passano mai”. Con Forcolin se ne va dunque un vero e proprio “pezzo da Novanta” tenuto conto che cinque anni fa aveva ottenuto nella lista della Lega oltre 4.100 preferenze e ora molti lo accreditavano con un “pacchetto” di voti almeno raddoppiato e d’altro canto sono stati davvero moltissimi coloro che attraverso i social gli hanno manifestato solidarietà, confermando effettivamente la forte popolarità di cui l’ex sindaco di Musile di Piave ed ex parlamentare, ora con le deleghe di Vice presidente e assessore al bilancio, godeva e, tuttora, gode. Molti adesso si chiedono cosa farà o quanto meno se ci sarà un suo impegno da “militante” in campagna elettorale ed eventualmente su chi potrà far convogliare il suo possibile sostegno, fermo restando che a questa sera le uniche sue affermazioni sono state quelle riportate ufficialmente nel comunicato.

Nel frattempo il commissario provinciale Andrea Tomaello è alle prese con l’individuazione del suo sostituto, che potrebbe essere il consigliere comunale di San Donà di Piave Giuliano Fogliani, fratello della parlamentare Ketty Fogliani, anche se le decisioni sulle tre liste che sosterranno Luca Zaia non sono state ancora assunte definitivamente, per cui non è escluso che ci saranno, soprattutto in provincia di Venezia, degli spostamenti che potrebbero riguardare gli uscenti della Lista Zaia Fabiano Barbisan, Francesco Calzavara e Gabriele Michieletto, al punto che non è escluso che sia proprio uno di loro tre ad essere “catapultato” nella lista Lega, dove già si trova l’altro uscente Alberto Semenzato. Situazione diversa per quanto riguarda la sostituzione del trevigiano Riccardo Barbisan essendoci già una folta truppa di esclusi dalla prima “scrematura” per cui, a differenza del veronese dove non sarà facile pare individuare una figura “forte” come Montagnoli, a Treviso dovrebbero esserci minori difficoltà. Riccardo Barbisan, che già si era mosso da giorni in vista della campagna elettorale distribuendo un vero e proprio “dossier” di fine mandato, ha pure lui fatto uscire oggi un comunicato stampa nel quale afferma che “con grande serenità ho deciso di rinunciare alla candidatura al Consiglio regionale, per porre fine alle vergognose strumentalizzazioni e illazioni che in queste ore imperversano su media e stampa e coinvolgono ingiustamente la mia famiglia e vorrebbero infangare la mia reputazione e quella del movimento cui mi onoro di appartenere da 23 anni”. Ha poi aggiunto che “la mia serenità, che mi porterà a camminare sempre a testa alta tra la gente è data dal fatto che neppure un euro di quelli che mi sono giunti dall’Inps sono rimasti nelle mie tasche, ma sono stati riversati già nel mese di maggio al Co9mune di Treviso per l’emergenza Covid-19 e ad una Pro Loco per una colletta alimentare. A chi dice che ho fatto tutto questo utilizzando soldi dell’Inps comunico che personalmente ho bonificato 500 euro in favore della Regione Veneto e ulteriori 500 euro in favore dell’ospedale di Treviso. A ciò si sommano altre dazioni in denaro”.

Resta da vedere ora se i tre saranno pure sospesi dal partito e al riguardo c’è da registrare una dichiarazione di Luca Zaia il quale ha affermato che “c’è una giustizia divina e ce n’è una umana. A me spetta solo di dire che oggi i nostri due consiglieri e il vicepresidente con i quali abbiamo lavorato bene in questi anni non avranno la ricandidatura, mentre per quanto riguarda eventuali sospensioni sono provvedimenti che verranno presi dalla Lega perchè non mi occupo di queste cose”.

 

Andrea Piccolo

 

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