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Museo di Storia della Medicina di Padova, il Musme riapre a settembre

“[…] a Padova la regina della scienza,
piuttosto che la teologia, come invece a Parigi,
era la medicina.”

Da “Le origini della scienza moderna”
di H. Butterfield (Cambridge 1948)

Questa frase riassume il ruolo fondamentale della Scuola Medica Padovana nel contesto delle università europee, dal XV secolo ad oggi. Partendo da questa consapevolezza, al Museo di Storia della Medicina di Padova viene riconosciuta la sua importanza nell’attività di divulgazione medica e scientifica a livello nazionale ma anche per la comunità e il territorio. Un’attività che è stata fermata a causa del Corona Virus, ma che proseguirà  da settembre grazie al supporto degli enti pubblici e di imprenditori illuminati.

L’appello lanciato nelle scorse settimane dal Presidente della Fondazione MUSME, Francesco Peghin, insieme al Presidente della Provincia Fabio Bui, per raccogliere fondi a favore della riapertura del Museo, ha trovato terreno fertile ed ha visto l’intervento propositivo di Regione Veneto, Provincia di Padova, Comune di Padova, Università e Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, oltre che di alcune aziende private.

“Siamo riconoscenti verso quanti hanno fino ad oggi voluto testimoniare concretamente il loro supporto al MUSME. – dichiara il Presidente Francesco Peghin – Ringrazio in particolare la Fondazione CARIPARO che supporta con 10mila euro i centri estivi in corso al MUSME e che ha deliberato per il prossimo anno 70mila euro per l’aggiornamento del parco tecnologico, finita l’emergenza COVID. Ringrazio anche  la Regione Veneto, che aumento il contributo annuale da 10 a 50mila euro, la Provincia, che lo porta da 30 a 50mila, il Comune di Padova, che lo alza da  20 a 30mila, l’Università, che ha acquistato 7mila euro di biglietti per il proprio personale docente e amministrativo.  Inoltre, siamo grati a Carron spa che contribuisce con 10 mila euro e a Stevanato Group che sponsorizza attività per altri 5mila euro e alle altre aziende che si stanno proponendo per sostenere il Museo. Siamo riusciti a raggiungere il plafond necessario per assicurare la ripresa delle attività del MUSME. Un capitale che  permetterà alla società di gestione Palazzo della Salute s.r.l. di  riaprire il Museo da settembre prossimo, almeno nei fine settimana, nell’attesa di capire come si evolverà la situazione legata alla pandemia. Mi auguro che questa risposta incoraggi altre realtà private e i singoli cittadini a supportare il MUSME e le sue iniziative a favore del sapere medico e scientifico.”

 

 

Il Museo, che lo scorso 5 giugno ha compiuto cinque anni, ha raggiunto finora 185 mila visitatori provenienti da tutta Italia e dall’estero, 50mila solo nel 2019, e 2471 scolaresche. Un’impresa che in 5 anni d’intenso lavoro avrebbe voluto, anche quest’anno, celebrare, oltre alle migliaia di visitatori, i premi, le recensioni entusiastiche a livello nazionale, le mostre, le collaborazioni con altri importanti enti e istituti, le conferenze, i progetti condivisi con prestigiose istituzioni, i frutti di una gestione congiunta di pubblico e privato, che fino al 3 marzo 2020 era un unicum positivo e in crescita. Comunque, anche a porte chiuse, il Museo, in questi mesi, ha continuato la sua attività di divulgazione sia storica sia scientifica organizzando “live tour” in diretta Instagram con esperti dedicati, visite guidate virtuali alla mostra “Io Vivo Sano”,  laboratori didattici per famiglie e per bambini, attestandosi, così, come uno dei primi musei italiani a proporre un ricco palinsesto di esperienze non solo virtuali ma interattive.

Nonostante il persistere di questa situazione di precarietà, il MUSME non ha cessato di progettare iniziative che verranno realizzate dalla sua riapertura: da progetti di salute pubblica in collaborazione con Salus Pueri e Fondazione Veronesi, a spettacoli teatrali multimediali, fino all’inaugurazione della nuova nicchia dedicata al Fegato e all’eccellenza padovana nei trapianti e nella cura di questo organo. 

“Soprattutto in un periodo storico come quello che stiamo attraversando desidero sottolineare l’importanza che la Fondazione MUSME ha sempre riconosciuto ai progetti di promozione della salute pubblica. – ribadisce il Presidente Francesco Peghin – Nei nostri cinque anni di attività, abbiamo voluto dare la massima collaborazione a iniziative di valore sociale, ed è quello che faremo anche dalla prossima stagione.  Il MUSME, infatti, ha alla base del suo essere, non solo l’esposizione di reperti e la loro valorizzazione attraverso le più moderne tecnologie, ma anche la partecipazione a eventi di promozione di buone pratiche di salute e benessere, rese possibili dalla collaborazione con importanti strutture scientifiche, come il Dipartimento Salute Donna e Bambino dell’Università di Padova, la Fondazione Salus Pueri, l’Istituto Superiore della Sanità e Fondazione Veronesi.”

 

Tra le tante iniziative realizzate, ricordiamo “Io non me la fumo”, il progetto dedicato alle scuole con l’Avatar che spiega ai ragazzi i danni delle sigarette tradizionali ed elettroniche, “Viver sano – Alimentazione e salute”, e “Mondo Vaccini”, gli exhibit realizzati con Fondazione Veronesi.  Non dimentichiamo la mostra“Combattere, Curare, Istruire. Padova “Capitale al fronte” che ha posto al centro il ruolo di Padova durante la Prima Guerra Mondiale nell’assistenza sanitaria prestata ai soldati e nella didattica medica; l’esposizione “Venire alla luce – dal concepimento al parto”, per far conoscere e sperimentare l’evoluzione dell’essere umano, nel grembo materno. Inoltre, di particolare rilevanza, “Sport, tecnologia e disabilità”, l’installazione dedicata ai tre meravigliosi campioni paraolimpici Martina Caironi, Bebe Vio e Alex Zanardi, che hanno deciso di “esporsi” al MUSME, mettendo a disposizione i supporti con cui hanno vinto gare di livello mondiale per comunicare il concetto, caro al Presidente Peghin, dello “sport come veicolo e medicina per il superamento di ogni barriera, per  una visione inclusiva della società che dia valore alle persone, alla loro volontà e resilienza”.

 

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