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IL CANTIERE IN MOSTRA – Giornata #6 – “One night in Miami” e “Omelia contadina”

Dopo una giornata di riposo, torniamo a parlare di cinema con il Cantiere in Mostra, le videopillole di Antonella Benanzato, inviata speciale del Cantiere delle Donne alla 77. Mostra internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Anche oggi due conferenze stampa e due film, entrambi fuori concorso ma decisamente degni di nota:  “One night in Miami” della registra afro-americana Regina King (USA) e “Omelia contadina” di Alice Rohrwacher (sorella di Alba Rohrwacher che abbiamo incontrato in “Lacci”, il film che ha aperto la Mostra) e JR.
Il perché di questa scelta inutile dirlo: due donne alla regia. Ma c’è di più, come scoprirete guardando il video di Antonella.

Intanto il solito anticipo sulle trame.
“On night in Miami” è un film fuori concorso molto importante, che racconta lo storico incontro avvenuto in un hotel di Miami tra Malcom X, Cassius Clay, Sam Cook e Jim Brown, icone della cultura black americana.

Cassius Clay si sta avvicinando all’Islam e quindi a Malcom X ed è un momento di confronto sui diritti civili nell’America dei primi anni Sessanta, agli albori di questa battaglia.
La dimensione è quella di una pièce teatrale, da cui peraltro il film è tratto. I personaggi sono chiusi in una stanza impegnati in un flusso di pensieri continuo.
Regina King dedica questo film ai neri d’America, alla loro fratellanza e alle loro icone, alle loro battaglie per i diritti civili e l’uguaglianza razziale, alla loro speranza di non subire più ingiustizie.
night in Miami” parla al passato ma guarda al futuro: alla vigilia delle elezioni americane e dopo gli episodi di violenza che hanno interessato gli Stati Uniti in quest’ultimo anno, questo film diventa di un’attualità straordinaria e motivo di riflessione per l’elettorato.

“Omelia contadina” parla, invece, di una comunità che si riunisce su un altopiano dell’Alfina al confine fra tre regioni per celebrare il funerale dell’agricoltura contadina.  La monocoltura intensiva, con la sua aggressiva e ripetitiva monotonia, viola e modifica il territorio, lo rende tristemente e noiosamente uguale, fa tabula rasa delle tradizioni rurali.
Il film mette in scena un rituale di passaggio, un inno di speranza per scongiurare la scomparsa di una cultura millenaria. E che si tratti di fiduciosa attesa lo testimoniano le parole che echeggiano alla fine: “Ci avete seppellito, ma non sapevate che eravamo semi”.
Realizzata insieme ai contadini dell’altopiano dell’Alfina, impegnati a resistere contro l’avanzata delle monocolture intensive, “‘Omelia contadina’ non è non è un film né un’opera d’arte – spiega Rohrwacher – ma un’azione cinematografica nata pensando di usare la conoscenza che abbiamo del mondo del cinema per sostenere la lotta di questi agricoltori”.
L’idea è nata lo scorso autunno durante una passeggiata lungo il confine tra Umbria, Lazio e Toscana. “Raccontavo a JR le mie preoccupazioni sulla distruzione del paesaggio agrario e, mentre guardavamo il paesaggio segnato da file ininterrotte di noccioli, ci siamo resi conto che sembrava un cimitero”.
Il rito funebre è accompagnato da alcune letture, proprio come avviene in un vero funerale. “Il nostro testo sacro è Pasolini” – spiegano JR e Rohrwacher. “Abbiamo cercato nelle sue parole le parole che avremmo letto al funerale”.

Le riprese sono state realizzate il 2 novembre dello scorso anno, giorno dei morti ma anche della morte di Pasolini. “Ce ne siamo accorti quand’era ormai sera ed è stato come se il cerchio si chiudesse”. Il film verrà distribuito gratuitamente attraverso la rete dei cinema e su alcuni canali web.


Silvia Pittarello

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