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IL CANTIERE IN MOSTRA – Giornata #7 – “Notturno” e “Di Yi Lu Xiang”

Giornata numero 7 per la 77. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia che, dopo la “buriana” di ieri mattina, è di nuovo baciata dal sole.  Oggi, in particolare dal sol levante, con il film fuori concorso “Di Yi Lu Xiang” di Ann Hui, leone d’oro alla carriera insieme a Tilda Swinton. Questo è uno dei due film che Antonella Benanzato ha scelto per il Cantiere delle Donne e per Timer Magazine, nella sua quotidiana rubrica “Il Cantiere in Mostra”.  L’altra scelta, invece, saluta il sole e cede il passo alle tenebre – ma forse anche no. Ce lo spiegherà bene Antonella – di “Notturno”, il film in concorso di Gianfranco Rosi, una produzione italo-francese-tedesca.

Come al solito potete andare direttamente alla videopillola oppure leggere le sinossi dei due film riportate qui di seguito.
“Di Yi Lu Xiang”, l’amore dopo l’amore, è la storia di una ragazza, Ge Weilong, che da Shangai si sposta dalla zia a Hong Kong per completare i suoi studi. La zia conduce però una vita equivoca e presto Ge Weilong si troverà coinvolta nell’adescamento di uomini ricchi, finché non incontrerà George Qiao a caccia di una ragazza ricca da sposare.
Dall’amore nudo e crudo di un mondo primitivo in abiti eleganti, alla quotidianità, cruda e terrifica, di “Notturno”, film girato nell’arco di tre anni lungo i confini fra Iraq, Kurdistan, Siria e Libano.
Il film, che raccoglie storie diverse, ma tutte segnate dall’orrore di continue guerre, invasioni, dittature e dalla furia terroristica dell’ISIS, inizia dove finisce il reportage, dove finiscono i titoloni, ha l’eco della guerra e la percezione continua di un pericolo, distante ma sempre presente. Il focus sono le vite vissute dei protagonisti ritratti da Rosi nella loro quotidianità ai confini tra vita e morte, senza cercare ragioni o dare risposte.
L’unità a queste storie, oltre le divisioni geografiche e politiche, è data dalla narrazione.
“La sfida – spiega il regista – era di trovare quell’elemento del racconto puro e libero da qualsiasi narrazione, privo di un prima e un poi, astrarlo e renderlo in tal modo universale”.  In questa architettura, il silenzio è diventato ingrediente di racconto fondamentale.
Rosi ha costruito un ponte emotivo tra mondi che non si conoscono, come ha osservato Donatella Palermo, tra i produttori del film, in cui vera protagonista è l’umanità che emerge da queste vite e che ogni giorno si risveglia da un “notturno” che da essa riceve luce.


Silvia Pittarello

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