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A Padova arriva Van Gogh. La vita, il colore, i tormenti

Van Gogh batte Covid 1 a 0: sia pure con uno slittamento di diversi mesi aprirà  finalmente il 10 ottobre (fino all’11 aprile 2021) la grande mostra “Van Gogh i colori della vita” al primo piano del San Gaetano di via Altinate, il centro socioculturale  del Comune di Padova. L’evento promette di diventare un passaggio decisivo nella ripartenza turistico-culturale della città (il manifesto col volto di uno dei più celebri autoritratti del pittore olandese è presente dovunque) dopo la lunga stagnazione di iniziative legata appunto all’emergenza virus. È anche una scommessa difficile per Linea d’Ombra, organizzatrice dell’evento, in un periodo che rimane ancora incerto riguardo all’evoluzione della pandemia e che – anche nella migliore delle ipotesi – costringe a contingentare i visitatori.
Marco Goldin il patron di Linea d’Ombra, con un’esperienza di circa 400 mostre di cui sei su Van Gogh, dice che senza Covid una mostra di questo livello avrebbe superato facilmente i 400 mila ingressi, mentre con le misure in atto se ne prevedono 120-130mila. Il distanziamento – non più di 20 persone per sala – eliminando l’affollamento, alzerà peraltro la qualità della visita. E inoltre il rinvio dell’apertura dalla scorsa primavera al 10 ottobre ha consentito di aggiungere altri capolavori: in particolare i  quattro grandi ritratti inizialmente  destinati ad una mostra in Giappone cancellata per la pandemia.
La stasi forzata imposta dal Covid ha poi consentito a Goldin di realizzare una corposa “autobiografia mai scritta” di Van Gogh pubblicata da “La nave di Teseo”, la casa editrice di Elisabetta  Sgarbi, che si basa sulla ricchissima raccolta di lettere dell’artista, in particolare  al fratello minore Theo, commerciante d’arte presso la galleria Goupil di Parigi, che sempre lo aiutò in ogni modo e che, fin dall’inizio, fu l’unico a credere nel suo genio e ad incoraggiarlo sempre. La prematura morte di Theo nel 1889 a soli 33 anni – soffriva da tempo di una delle malattie veneree più devastanti del 19mo Secolo, la sifilide – é  certamente collegabile al crollo nervoso seguito al suicidio del fratello  maggiore Vincent avvenuto  l’anno precedente. La fine del percorso della mostra è segnata proprio dall’immagine delle tombe gemelle dei due fratelli sepolti a Auvers-sur-Oise.
Sono esposti a Padova in totale ben 82 dipinti e disegni di Van Gogh, significativi del suo percorso artistico  ed esistenziale, la maggioranza dei quali prestati per l’occasione dal museo olandese Kröller Müller di Apeldoorn. Altre celebri opere  di Millet, Seurat, Gauguin, Hiroshige testimoniano le influenze artistiche su Van Gogh, mentre la prima sala della visita é  occupata da tre tele di un’icona dell’arte del Novecento, Francis Bacon, ispirate al “Pittore sulla via di Tarragona”: l’auto-rappresentazione di Van Gogh in cammino con tavolozza, pennelli e il cavalletto in spalla nel chiaroscuro  di una campagna soleggiata. Il dipinto originale fu distrutto in un bombardamento aereo alleato su Magdeburgo.
 In sette stanze come in altrettanti  capitoli, si ripercorre la vita del pittore, dai primi rozzi disegni acquerellati da dilettante autodidatta, fino agli ultimi anni in Provenza segnati da un dolore esistenziale insopportabile che lo porterà  all’autodistruzione nel 1890. Anni segnati però  da una produzione frenetica, con lo stile pastoso, tormentato e personalissimo che lo ha reso immortale. La mostra ha il pregio di mettere in rilievo il  drammatico percorso di un artista sperimentatore, solitario ma desideroso di apprendere e aperto ai confronti, che deve moltissimo – se non tutto – all’esperienza parigina negli anni d’oro dell’Impressionismo. Lì si vede la trasformazione di stile del “provinciale” venuto dai Paesi Bassi nell’artista-mito che oggi tutti celebrano. Una trasformazione frutto di un lungo cammino cominciato nel Borinage nel 1880 quando la pittura di Vincent aveva come soggetti prediletti le tozze figure di minatori, contadine e contadini piegati dal duro lavoro, e proseguito all’Aja e poi a Neunen con la scoperta dell’energia del colore per esprimere la forza della natura.
Come richiamo alla contemporaneità, alla mostra si affianca una galleria di opere, a rotazione, di undici artisti contemporanei ispirate a Van Gogh: si comincia con i delicati Iris di Pietro Vignozzi e con le grandi tele di Andrea Martinelli che trasfigurano in ipnotiche immagini iper-realiste alcuni dei personaggi immortalati da  Van Gogh, compreso il suo autoritratto.
INFO MOSTRA. “Van Gogh i colori della vita” a Padova nel Centro culturale San Gaetano dal 10 ottobre 2020 all’11 aprile 2021.
Per l’orario di apertura, i biglietti e le prenotazioni (vivamente consigliate) tel. 0422 429 999 ; biglietto@lineadombra.it . Ulteriori informazioni su www.lineadombra.it
Amici ritratti da Van Gogh: un passaporto per l’immortalità
 Seminatore dipinto in un accecante chiaroscuro giallo-viola (foto copertina)

Maurizio Cerruti

Giornalista

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