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Lupin, la serie TV Netflix che riesplora i canoni del celebre ladro

E così ad inaugurare il nuovo anno per la piattaforma Netflix è stata la rivisitazione del celebre ladro gentiluomo Arsenio Lupin. A vestirne i panni è un improbabile Omar Sy (Quasi amici, 2011), che nella serie conosciamo come Assane Diop, addetto alle pulizie presso il famoso museo Louvre. È proprio dai corridoi del museo che la trama ha inizio, grazie a un colpo spettacolare che Diop, al secolo Lupin, mette a segno per vendicare il padre, ingiustamente accusato di furto e morto suicida. Assane, cresciuto col desiderio di vendicare il suo unico genitore, nel frattempo affina le sue doti astute di ladro professionista leggendo i romanzi di Lupin. Nella prima stagione, composta da 10 episodi, grazie al montaggio alternato e a diversi flashback conosciamo più a fondo la drammatica e triste vicenda del protagonista, la cui vita viene fortemente segnata dall’avido e spietato Pellegrini, presso il quale il padre di Assane ha prestato servizio per poter crescere onestamente il figlio. Una riflessione, quella sulla quale verte la serie, che non fa prigionieri in una partita a scacchi nel corso della quale il ladro di gioielli si rivela essere il più “onesto”, circondato da sanguinari miliardari e poliziotti corrotti. La Francia dei giorni nostri, Parigi per l’esattezza, è la culla di uno scontro all’ultima astuzia tra Diop, che a Lupin s’ispira per via della sua forte passione per il personaggio di fantasia, e il team criminale di Pellegrini. Una denuncia sociale quella raccontata attraverso la serie Lupin che pone a confronto, nel contesto di un mondo ingiusto e difficile, due persone poco oneste ma al contempo con un diverso codice etico e d’onore: e se mentre il rivisitato Lupin colpisce con cognizione di causa e sempre e solo con un secondo fine mai scontato e mai banale, lo stesso non vale per Pellegrini, che rappresenta la Parigi benestante ricca e spietata ma che si cela dietro la pseudo bontà e beneficenza legata alla sua fondazione sporca di sangue e per niente rivolta al prossimo. Anzi. Una stagione, questa prima, che culmina su un finale aperto e che lascia intuire l’arrivo della seconda serie di episodi, che impazienti attendiamo di guardare.


Alessia Urrata

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