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La recensione. Il talento del calabrone

 

Distribuito da Amazon Prime, il talento del calabrone è un film di Giacomo Cimini che vede protagonista Lorenzo Richelmy, coadiuvato sul set da Sergio Castellitto e Anna Foglietta.

Un famoso dj milanese (Richelmy) viene contattato durante una puntata della sua trasmissione radiofonica in diretta da un ascoltatore, Carlo (Sergio Castellitto), che gli lancia una sfida raccapricciante: se il dj non lo intratterrà live durante il programma attenendosi a ogni sua richiesta, lui, a bordo di un’auto-bomba per le vie di Milano, si farà saltare in aria. La corsa per bloccare i piani suicidi e omicidi dell’attentatore vedono entrare in scena il tenente colonnello Rosa Amedei (Anna Foglietta), a capo del nucleo investigativo dei Carabinieri.

Thriller a tinte drammatiche, il talento del calabrone sembra strizzare l’occhio a diversi titoli internazionali: Il colpevole (2018) su tutti. Già solo per il ricorso a pochi ambienti, quasi tutti chiusi, e per la trama che vede al centro un inconsapevole protagonista dover lottare contro il tempo per evitare uno spargimento di sangue. Poste le dovute differenze tra il titolo danese e il nostro, certamente il talento del calabrone è un film che rappresenta un unicum nel cinema italiano.

Seppur ambientato a Milano, il film è stato girato perlopiù nella Capitale. Un giallo, quello che vede al centro Castellitto e Richelmy che potremmo definire un revenge. Sì, perché Carlo agisce in preda a un senso di vendetta. Un riscatto nei confronti del figlio, reso martire dal bullismo. Un puzzle di eventi che i due, entrambi guidati da una poco calata nel suo ruolo Foglietta, comporranno per far orientare lo spettatore nella mente (non) deviata di Carlo e in uno scenario dove tutto in realtà è il contrario di ciò che sembra. Persino la realtà.

Prova assolutamente sopra le righe per Cimini, che speriamo di rivedere presto in azione.

 

 

 

 

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