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Le nutrie distruggono i fossati. Allarme Coldiretti

Rive che franano, argini che cedono, fossati come colabrodo, gli operatori agricoli sono esposti sempre più ad incidenti durante le fasi di lavorazione in campagna a causa del proliferare delle nutrie.  Il rischio non è solo per gli agricoltori – spiega Coldiretti Veneto – anche i cittadini possono incorrere nei pericoli di sicurezza provocati dalla presenza incontrollata di questa specie nociva. L’allarme per l’aumento esponenziale di questi animali è dimostrato anche dalle segnalazioni di cedimenti strutturali nei pressi dei corsi d’acqua e i canali a carico di famiglie che devono comunque rimediare al dissesto. L’eradicazione delle nutrie in Veneto è regolamentata da un piano triennale di contenimento – dice Coldiretti Veneto – che visto i risultati raggiungi va aggiornato rendendolo più efficace attraverso l’uso di tecnologie d’avanguardia per individuare i siti di insediamento del roditore, integrato con incentivi ad hoc per sostenere le azioni di abbattimento e di smaltimento delle carcasse e per attivare moderni strumenti che in tempo reale favoriscano la mappatura della presenza delle nutrie.

Ai danni alle colture in campo come mais, barbabietole e grano di cui il roditore è ghiotto si aggiungono i costi supplementare per gli interventi straordinari di manutenzione a carico dei Consorzi di Bonifica – commenta Coldiretti Veneto – l’attenzione sull’argomento è alta tanto che dal territorio  è arrivata fino ai tavoli del Consiglio Regionale con una mozione in discussione a Palazzo Ferro Fini affinché siano prese le misure necessarie per affrontare una programmazione quinquennale con gli strumenti all’altezza delle richieste manifestate dagli imprenditori agricoli e dagli enti coinvolti. Questa situazione, se trascurata, può solo degenerare ulteriormente – conclude Coldiretti Veneto – su  questo l’amministrazione regionale può impegnarsi da subito, prevedendo nuove metodologie applicate alla prospettiva di una programmazione di cinque anni, con soluzioni all’altezza delle richieste di sicurezza non solo manifestate dal mondo dell’agricoltura ma dall’intera collettività.

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