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I nostri campi. Colza, trionfo in giallo

Capita a primavera di osservare in campo la splendida fioritura della colza.

Questa coltivazione erbacea, pianta a semina autunnale alle latitudini della pianura padano-veneta, produce fra aprile e maggio, belle infiorescenze apicali a grappolo di colore giallo, che riverberano di luce vaste porzioni di campagna coltivata.

La colza (Brassica napus oleifera) è una pianta di origine Europea, diffusa nei secoli passati come coltura da olio in Olanda e in tutti i paesi del nord Europa e apprezzata un tempo per la produzione di olio da illuminazione e come coltura foraggera.

Oggi è coltivata nel mondo su circa 36 Mha (la metà fra Cina e Canada). In Unione Europea occupa 9 Mha, soprattutto in Francia, Germania, Russia, Polonia. L’Italia riserva ca. 15.000-25.000 ha alla sua coltivazione.

Il colza è una oleaginosa che può essere coltivata con destinazione food per alimentazione umana o zootecnica, o con destinazione non food per la produzione di saponi e detergenti, lubrificanti, vernici e inchiostri, combustibili, lipochimica e altro.

L’olio di colza per uso alimentare deve prima essere raffinato (rettificato) per diventare olio di sola colza, oppure olio di semi vari se miscelato con olio di arachidi, soia, vinaccioli, ecc. .

In Italia l’olio di colza ha scarso impiego come olio alimentare essendo il nostro un Paese Mediterraneo dove abbonda di frutti la pianta dell’olivo.

L’olio di colza viene largamente impiegato per la produzione di margarine (specie in Europa), oli e grassi per pasticceria, oli per industria alimentare, olio da insalata per condimento crudo (poiché non regge le elevate Temperature di cottura).

L’olio di colza viene impiegato anche in cosmesi, ha promettenti impieghi nelle biotecnologie, può essere utilizzato per la produzione di materie plastiche biodegradabili (erucamide=amido dell’acido erucico).

A primavera, con la ripresa della attività vegetativa  e la levata, la pianta produce piccole foglie, presto seguite dalla comparsa di fiori gialli a quattro petali portati all’apice dello stelo e dei rami laterali. La fioritura è scalare, procede dalla base verso l’apice dei rami dell’infiorescenza, dura circa un mese.

A maturità i fiori evolvono in frutti detti silique, tipici della famiglia a cui appartiene questa specie, frutti che a maturità tendono ad aprirsi spontaneamente liberando piccolissimi semi neri -da 15 a 40 semi – con contenuto in olio del 34-48 % e contenuto in proteine pari al 18-22 %.

Dalla spremitura meccanica del seme si ottiene oltre all’olio un residuo detto panello, ricco in proteine, da cui si ricavano farine da destinare alla alimentazione animale.

La pianta del colza che si semina in Italia dalla metà di agosto a settembre e si raccoglie alla metà di giugno offre alla nostra vista, a primavera, la rasserenante immagine di estesi campi fioriti di tinta gialla che non lasciano subito intendere l’importanza mondiale di questa coltura, seconda solo alla soia per quantità di seme oleoso raccolto e terzo più importante olio vegetale prodotto dopo l’olio di soia e l’olio di palma.

 

Sebastiano Negrini

  • Gabriele
    10 Maggio 2021 at 07:23

    Nelle campagne del mantovano con crescente frequenza capita di vedere in questa stagione vaste aree coltivate a colza. L’articolo ha illustrato con trasparenza aspetti scientifici e colturali di questa paesaggistica pianta oleoginosa. Grazie

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