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“Green deal Cadore 2030”. Bottacin, “Le Dolomiti non sono esportabili”

“La pandemia e, soprattutto, la crisi che ne sta conseguendo ci stanno ricordando che per una comunità è fondamentale una visione condivisa. Troppo spesso i cittadini si lamentano di scelte altrui, il progetto ideato dalla Magnifica Comunità rappresenta un la forte volontà dei Cadorini di mettersi intorno a un tavolo ed essere partecipi del proprio futuro. Stiamo parlando di pensare questo decennio, quello delle Olimpiadi invernali del 2026 Milano Cortina. Un appuntamento irrinunciabile, fortemente inseguito dalla Regione Veneto proprio come tappa di una rinascita territoriale delle montagne venete in chiave sostenibile ma in linea con la necessità di infrastrutture e di un nuovo sviluppo economico”.

 

Sono parole dell’assessore veneto all’Ambiente, Gianpaolo Bottacin, oggi alla presentazione a Venezia del progetto “Green Deal Cadore 2030”, con cui la Magnifica Comunità di Cadore si propone di elaborare in modo partecipato e condiviso i temi fondanti che saranno al centro degli investimenti per lo sviluppo e il rilancio del territorio cadorino nei prossimi dieci anni. All’incontro, ospitato dalla Regione del Veneto, hanno partecipato, inoltre, il presidente della Magnifica Comunità di Cadore, Renzo Bortolot, il presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin, il sindaco di Pieve di Cadore, Giuseppe “Bepi” Casagrande, e la Bellunese dell’anno 2020, dottoressa Giustina De Silvestro.

“Noi crediamo fortemente nel futuro del Cadore: le Dolomiti non sono esportabili.  Neanche tre anni fa la nostra montagna è stata attraversata dalla devastante tempesta Vaia – prosegue Bottacin -. Sembrava la fine del mondo ma gli oltre 1.500 cantieri sorti tempestivamente con grande impegno logistico e finanziario della Regione sono stati il miglior messaggio della volontà di non abbandonare le nostre montagne e i cittadini che vi abitano e lavorano. A distanza di due anni abbiamo ospitato a Cortina i Mondiali di Sci e abbiamo in agenda le Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali del 2026”.

 

“Nel sondaggio per la formazione dei tavoli del progetto, tra le tante tematiche l’interesse maggiore si è focalizzato su turismo e istruzione. In queste scelte c’è la consapevolezza della potenzialità storica del paesaggio che si identifica col territorio e con l’economia montana ma anche che un’istruzione adeguata è il motore del progresso”.

 

“La nostra montagna ha bisogno più che mai di azioni di contrasto allo spopolamento – conclude l’Assessore Bottacin -. Questo significa proseguire in interventi di sviluppo che non contrastino con la necessaria tutela dell’ambiente. Ma in questo equilibrio è necessario garantire, in un’ottica di sostenibilità, l’accesso alle valli con una rete di trasporti adeguata, fornire servizi per i residenti e i turisti al passo coi tempi. Per il Cadore si apre un decennio di opportunità senza precedenti; come ha dimostrato fino ad ora, la Regione continuerà a fare la sua parte”.

 

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