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Giornata mondiale della bicicletta: pedale come scelta di vita

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, con il voto unanime di tutti i 193 Membri, preso atto che erano soddisfatti tutti i criteri generali, riconoscendo il contributo dello sport alla realizzazione degli Obbiettivi di Sviluppo del Millennio, ha proclamato il 3 giugno ”Giornata Mondiale della Bicicletta”.

L’Assemblea Generale ha riconosciuto “l’unicità, la longevità e la versatilità della bicicletta che è in uso da due secoli e che rappresenta un mezzo di trasporto semplice, economico, affidabile, pulito e sostenibile, che promuove la tutela dell’ambiente e della salute”.

L’Assemblea ha preso atto che “la sinergia fra la bicicletta ed il suo utilizzatore stimola la creatività e l’impegno sociale e dà la possibilità di acquisire una maggior consapevolezza dell’ambiente che ci circonda, riconoscendo che la bicicletta può essere uno strumento per lo sviluppo ed un mezzo non solo di trasporto ma anche di accesso all’educazione, alla salute e allo sport”.

La risoluzione enfatizza il concetto che “la bicicletta è un simbolo del trasporto sostenibile e veicola un messaggio a favore della sostenibilità dei consumi e della produzione ed ha un impatto positivo sul clima”.

Il documento riconosce anche un “ruolo dell’Organizzazione delle Nazioni Unite nel supportare gli Stati membri a promuovere lo sviluppo sociale attraverso lo sport e l’educazione fisica, fra cui l’uso della bicicletta”.

Partendo da queste premesse, il documento sottolinea il ruolo importante di un’efficace “partnership fra pubblico e privato per finanziare programmi ed iniziative con la bicicletta che possano diventare strumento di condivisione degli ideali di pace e sviluppo, rispetto per l’ambiente e progettazione di infrastrutture ad indirizzo sociale”.

Inoltre, sollecita le Nazioni ad “aumentare la sicurezza stradale e ad integrarla nella pianificazione della mobilità e del trasporto sostenibile, in particolare attraverso misure per la sicurezza dei pedoni e dei ciclisti”.

 

La risoluzione dell’Assemblea incoraggia tutte le istituzioni e le persone coinvolte a “diffondere l’uso della bicicletta per promuovere uno sviluppo sostenibile, programmi di educazione fisica per i bambini ed i ragazzi, promuovere la salute, prevenire le malattie, favorire la tolleranza, la comunicazione ed il rispetto reciproco, e facilitare l’inclusione sociale e la cultura della pace”.

 

Perfetto! Non si può che condividere completamente tutti gli enunciati e la progettualità. Cionostante, si può fare anche qualche riflessione.

Sarebbe bello che l’Assemblea, con la stessa unanimità, senza veti, prendesse posizione su altri temi di grande attualità, tipo guerra, violenza, povertà, fame, genocidi, discriminazioni, ecc.

Talvolta sembra esserci un gap fra la realtà e le Istituzioni.

Chissà quanti, dei 193 Delegati che hanno votato entusiasticamente la risoluzione, sono capaci di andare in bicicletta, conoscono la realtà del loro Paese e la praticano!

Certamente, si possono identificare tre scenari.

Quello dei paesi poveri dove la bicicletta è l’unico mezzo di lavoro e spostamento della popolazione, dove possederla è un privilegio.

Quella dei paesi ricchi dove vi è un’elevata percentuale di persone, spesso obese, che prendono la macchina per ogni minimo spostamento e che vedono nello sviluppo delle bici elettriche un comodo compromesso fra pigrizia ed attività. Servirebbe una Risoluzione ad hoc per lo stile di vita!

In mezzo sta il grande popolo di quelli che già amano la bici, la usano regolarmente per le attività giornaliere, la praticano come sport (i ciclisti, fra tutti, sono i più fanatici), condividono tutte le premesse e le conclusioni.

Ma oggi è la Giornata Mondiale della Bicicletta.

Il primo amore non si scorda mai. Si impara ad andare in bici da piccoli e poi non ci si dimentica più.

Viva la Bicicletta!


Stefano Chiaramonte

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