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Ridiamo il sorriso alla Pianura Padana: ben 342 i Comuni veneti aderenti

L’edizione 2021 del progetto di Regione e Veneto Agricoltura passa ora alla seconda fase, la prenotazione delle piantine, che può essere fatta entro il 1° settembre. Complessivamente saranno circa 70.000 le piante autoctone che andranno ad arricchire i giardini e gli spazi verdi dei veneti. Il Centro Biodiversità Vegetale e Fuori foresta di Veneto Agricoltura di Montecchio Precalcino (Vi) cuore pulsante del progetto.

Il primo tassello è andato al suo posto. Si è infatti appena conclusa la campagna di adesione dei Comuni veneti all’edizione del 2021 del progetto di Regione Veneto e Veneto Agricoltura “Ridiamo il sorriso alla Pianura Padana”. Buono il risultato raggiunto, visto che complessivamente hanno aderito 342 amministrazioni comunali (337 nell’edizione 2020) i cui cittadini avranno ora a disposizione un mese e mezzo (scadenza 1° settembre) per prenotare gratuitamente le piante presso il sito internet dedicato all’iniziativa (https://www.ridiamoilsorrisoallapianurapadana.eu/).

Ad oggi sono già state prenotate quasi 46.000 piante sulle circa 70.000 previste in consegna. Non manca però una nota stonata: per l’edizione in corso, le uniche città capoluogo di provincia venete aderenti sono state Verona Rovigo, tutte le altre (esclusa Belluno che è fuori dai giochi perché il progetto è riservato alle aree di pianura) evidentemente hanno ritenuto di non partecipare.

Ricordiamo che tutte le piantine in consegna ai Comuni aderenti, che a loro volta poi distribuiranno ai propri cittadini richiedenti, sono prodotte dal Centro Biodiversità Vegetale e Fuori Foresta di Veneto Agricoltura di Montecchio Precalcino, cuore pulsante del progetto. L’iniziativa “Ridiamo il sorriso alla Pianura Padana” punta a sensibilizzare i cittadini sulle tematiche ambientali e i cambiamenti climatici, nello specifico sull’importante ruolo svolto dagli alberi. E a proposito di alberelli, potrebbero essere davvero di tante specie quelli in consegna nei prossimi mesi da parte del Centro di Montecchio (tutto dipenderà dall’andamento della campagna vivaistica che comunque si annuncia già interessante); tra queste sono comprese querce, frassini, bagolari, tigli, aceri campestri, carpini bianchi, sorbi, meli selvatici, biancospini, prugnoli, sanguinelle, lantane, ecc. che presto andranno ad arricchire i giardini e gli spazi verdi dei veneti.

 

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