Sandro Zara e Pietro Ruo apriranno la rassegna autunnale “Autori in corte” presentando il libro
Cini, Venezia. Una storia a fil di lana venerdì 15 ottobre alle ore 17.30 nella sala conferenze in
corte Errera, in via Bastia Fuori 58 a Mirano. Saranno introdotti dalla delegata alla cultura Renata
Cibin.
I due autori, Zara imprenditore nel campo della moda e Ruo giornalista e scrittore, entrambi
miranesi, raccontano insieme una storia inedita che ripercorre l’arte della lana così come vissuta
nei secoli dalla Repubblica Serenissima. Ma è alla fine del 1700 che si inserisce la vicenda di
Giacomo Tarma, cordarolo, con negozio in centro a Rialto. Capisce che un mondo legato alle
grandi navi a vela sta per finire e inizia produrre coperte e tessuti di vario genere. La sua eredità
viene da raccolta da quello che è qualcosa di più di un figlio adottivo. Così, quando muore, tra lo
sconcerto dei numerosi parenti che devono accontentarsi di qualche legato di poco conto, nel
testamento letto davanti al notaio Paolino Comincioli, si scopre che ad essere nominato erede
universale è proprio il figlio adottivo Francesco Cini. Da quel momento comincia l’impetuosa
crescita del lanificio Cini fino alla sua morte nel 1859. I figli sono sei, ma soltanto ai tre maschi,
come si usava a quei tempi, viene lasciata in eredità l’azienda. L’Unità d’Italia, tuttavia, non porta
molto bene al lanificio. Viene eliminato il porto franco, aumentano i costi di produzione e non vi è
altra scelta che salire a Ceneda e costruire una fabbrica in riva al fiume Meschio, utilizzando
l’acqua come forza motrice. Numerose le avventure che si susseguono di generazione in
generazione. Così come quando, alla fine della prima guerra mondiale, Carlo Cini, il nuovo erede,
prende un carro trainato da cavalli per andarsi a riprendere le macchine e i telai che le truppe
austroungariche gli avevano sottratto. Altre storie ancora, una vincita al lotto, la partecipazione alla
Resistenza e nel secondo dopoguerra l’affermazione come una delle più importanti aziende tessili
del settore. Poi la crisi dei primi anni Settanta quando l’innovazione non basta per rimanere a galla,
il fallimento e la chiusura. Ma l’ultimo erede Giorgio Zava Cini non si rassegna a veder
scomparire il nome di un’azienda storica. Si reca da Sandro Zara, che aveva conosciuto ai tempi
d’oro come cliente, e gli offre tutti suoi archivi e l’utilizzo del nome nella consapevolezza che
l’imprenditore miranese ne avrebbe fatto buon uso. La parte finale è il racconto, anch’esso
abbastanza avventuroso, di come Zara, partendo dal nulla nei primi anni Sessanta del secolo scorso,
abbia potuto crescere grazie alla sua passione per i tessuti in lana, reinventare tra l’altro l’uso del
tabarro e porsi nelle condizioni di raccogliere un’eredità così importante e impegnativa. Dunque una
storia che non finisce, ma continua tutt’oggi grazie al passaggio di testimone da Giorgio Zava
Cini a Sandro Zara.
Il libro, edito da Antiga nel giugno 2021, è arricchito da fotografie e documenti originali inediti.
Per partecipare alla presentazione è obbligatoria la prenotazione in Biblioteca, tel. +39 041
5798490, e-mail info.biblioteca@comune.mirano.ve.it . Accesso solo con Green pass.
La rassegna “Autori in corte” è organizzata dalla Biblioteca comunale di Mirano e proseguirà per
altri tre venerdì: il 22 ottobre Giovanni Mari presenterà il suo libro “Solo andata”; il 5 novembre
Alberto Brocca con “Terapia letale”; il 12 novembre autori vari con “Città consapevole. Oltre la
globalizzazione”.
(Nella foto Pietro Ruo)