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SCREAM (2022) – la recensione al “requel” che riporta Ghostface in azione

Woodsboro, venticinque anni dopo, torna a macchiarsi di sangue dietro la maschera terrificante di Ghostface, che per l’occasione torna in sala privo alla regia del padre fondatore Wes Craven. Il quinto capitolo della saga slasher riparte, almeno nelle intenzioni, dalle origini: la ragazza sola in casa, il telefono che squilla e un mortale indovinello al telefono che richiede una certa esperienza in ambito horror. Ma quello a cui ci fanno assistere Matt Bettinelli Olpin e Tyler Gillett è un “requel”, per fare una citazione palese: per i meno avvezzi, il requel è quel mix tra remake e sequel che sfrutta i temi di una storia già esistente di una saga, ma senza esserne un mero rifacimento e senza rientrare in una specifica sequenza temporale.

La richiesta di aiuto da parte di un gruppo di teenagers ormai nel mirino dell’assassino mascherato, che in questo capitolo sfoggia il meglio di sé tra sbudellamenti e accoltellamenti a dir poco originali e che mozzano il fiato, riporta in azione i mitici protagonisti del primo fortunato capitolo: Sidney Prescott (Neve Campbell), David Arquette (Linus) e la reporter d’assalto Gale Weathers (Courteney Cox).

Ormai madre di famiglia la prima, sceriffo votato alla nostalgia e chiuso in sé il secondo, mentre la terza, dopo aver perso le tracce del suo cowboy, viene proprio da questo allertata sul ritorno in azione del sadico killer. Vecchie e nuove generazioni che s’incontrano quindi su un teatro sanguinario senza precedenti, che fa dello jumpscare e del gore le sue chiavi vincenti. A colpire, ancora una volta, saranno quattro mani: mero omaggio e tributo al capitolo originale della saga. Non mancano ovviamente altri numerosi riferimenti e copiose citazioni. Nell’intento degli autori infatti, Scream 5 (poi intitolato solo SCREAM) deve proprio essere quello: un tributo a Wes, come poi da titoli di coda, aggiornato ai tempi di Netflix, più volte citato e per l’occasione mezzo di distribuzione dei film horror (in origine lo erano le VHS). Così come si è evoluto il concetto di horror movies, che non ripesca più da titoli quali Halloween o i celebri slasher della storia, bensì attinge a piene mani dal terrore psicologico di opere come It Follows, Babadook o The Witch.

Nel complesso, un thriller divertente e spaventoso, che senza pretese rende omaggio al suo padre fondatore e riporta in auge i volti capostipiti della saga.


Alessia Urrata

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