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Vino veneto esportazioni verso la cifra record di 2,5 mld di euro nel 2021

La voglia di normalità di fronte all’emergenza Covid fa ripartire l’export di vino che riprende a crescere recuperando il terreno perso nel 2020 e tornando ai livelli pre-pandemici. E’ quanto sostiene Coldiretti commentando i dati diffusi dall’Ufficio Statistica della Regione del Veneto che evidenzia un valore di 1,8 mld nel terzo trimestre 2021. Una ulteriore conferma di quanto previsto a fine anno da Coldiretti Veneto  in base ai dati raccolti dalle cantine sull’andamento delle vendite degli ultimi tre mesi, che dovrebbe portare alla cifra record di 2,5 miliardi di euro le esportazioni totali di vino veneto, trainate dal successo delle bollicine delle tre Denominazioni Prosecco.

“Si tratta del risultato di un percorso fatto dalle aziende vitivinicole verso la qualità e la sostenibilità delle produzioni – aggiunge Coldiretti Veneto – A preoccupare sono però le nuove politiche europee come la proposta di mettere etichette allarmistiche sulle bottiglie per scoraggiare il consumo e lo stop anche ai sostegni alla promozione. Il contributo regionale – sostiene Coldiretti – porta il patrimonio del Made in Italy ed in particolare lo spumante  ad un ruolo di leadership a livello mondiale in termini di volumi esportati davanti a Champagne e Cava. Fuori dai confini nazionali – sottolinea la Coldiretti – finisce circa 2/3 della produzione nazionale di bollicine e i consumatori più appassionati delle bollicine tricolori diventano gli americani che scavalcano i “cugini” inglesi con un aumento del 44% in quantità, mentre oltremanica si “fermano” a una crescita del 12% che testimonia comunque come l’amore dei britannici per le bollicine italiane sia più forte anche della Brexit. In posizione più defilata sul podio si trova la Germania – spiega la Coldiretti – che rimane il terzo consumatore mondiale di spumante italiano ma che fa segnare un incremento solo del 2% degli acquisti in volume.

Nella classifica delle bollicine italiane preferite nel mondo ci sono tra gli altri il Prosecco, l’Asti e il Franciacorta che ormai sfidano alla pari il prestigioso Champagne francese, tanto che proprio sul mercato transalpino si registra una crescita record delle vendite del 16%. Ma lo spumante italiano – aggiunge la Coldiretti – piace molto anche nel Paese di Putin, visto l’incremento del 52% in Russia nonostante le tensioni causate dal perdurare dell’embargo su una serie di prodotti agroalimentari Made in Italy. E un aumento in doppia cifra si riscontra anche in Cina (+29%) e in Giappone, con +18%.Sul successo delle bollicine tricolori nel mondo pesa però – sottolinea la Coldiretti – la contemporanea crescita delle imitazioni in tutti i continenti a partire dall’Europa dove sono in vendita bottiglie dal Kressecco al Meer-Secco prodotte in Germania che richiamano palesemente al nostrano Prosecco che viene venduto addirittura sfuso alla spina nei pub inglesi. E si attende la decisione finale della Commissione Europea sulla domanda di registrazione della menzione tradizionale Prosek, il vino croato che nel nome richiama proprio la star degli spumanti tricolori causando un grave danno di immagine.

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