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Metà degli italiani salva il cibo dalla pattumiera grazie alle ricette della nonna

Tornano le ricette della nonna per soluzioni antispreco da adottare in cucina. ​
Più di 1 italiano su 2 (55%) trova a casa soluzioni per salvare il cibo e recuperare quello che resta a tavola con una svolta green spinta dall’emergenza Covid, dai piatti per il riuso degli avanzi alla lista della spesa “su misura”, dalla verifica della scadenza dei prodotti prima di metterli nel carrello alla preparazione di conserve casalinghe. E’ quanto rileva Coldiretti in occasione della Giornata contro lo spreco alimentare celebrata oggi in tutti i mercati di Campagna Amica dove la regola della spesa a kmzero è diventata una sana abitudineche fa bene all’ambiente alla società e all’economia. Cuochi contadini produttori e consumatori sperimentano
la cultura del riciclo – spiega Diego Scaramuzza presidente nazionale e regionale di Terranostra – insita nelle famiglie agricole dove la convivialità a tavola è espressione anche del rispetto per i prodotti serviti, frutto dell’impegno nel coltivarli. Da questo principio – aggiunge Scaramuzza – i menù si sono arricchiti di nuove proposte: come gnocchi e budino di pane raffermo e di altre più antiche come la “pinza”, la “sopa” con le croste. La modalità del recupero è l’esaltazione della sostenibilità come pure la valorizzazione della fantasia culinaria. In tutti gli agriturismi Terranostra il piatto anti spreco sarà inserito nei menù per poter festeggiare l’evento a pranzo o a cena “- ricorda inoltre Scaramuzza.
Nella spazzatura del Belpaese – spiega Coldiretti – finiscono quasi 31 chili all’anno di prodotti alimentari, circa il 15% in più rispetto allo scorso anno per un totale di oltre 1,8 miliardi di chili a livello nazionale, con gli italiani che sono più virtuosi di russi, spagnoli, inglesi, tedeschi, canadesi e cinesi, secondo il report di Waste Watcher International. Ogni anno nel mondo – spiega Coldiretti – viene sprecato quasi un miliardo di tonnellate di alimenti, pari al 17% di tutto quelli prodotti. Buttare il cibo non è solo un problema etico ma determina – precisa la Coldiretti – anche effetti sul piano economico ed anche ambientale per l’impatto negativo sul dispendio energetico e sullo smaltimento dei rifiuti.
Da quando è scoppiata la pandemia i comportamenti degli italiani sono cambiati su più fronti, da quello lavorativo a quello domestico, proprio a partire dalla tavola – sostiene la Coldiretti – con la gente che ha recuperato di riti come il cucinare che diventa oltre che necessità quotidiana anche un momento di aggregazione familiare. Il risultato è che quasi due italiani su 3 (64%) si sono improvvisati chef tra le mura domestiche per sperimentare vecchie e nuove ricette, mentre nel 31% delle case – spiega l’indagine Coldiretti/Ixè – si fanno passate di pomodoro, conserve e marmellate.
A contribuire al tagli degli sprechi alimentati è anche il ritorno con l’emergenza pandemia della gavetta portata al lavoro per più di 1 italiano su 2 (57%), magari recuperando gli avanzi della sera prima, secondo il primo Rapporto Coldiretti/Censis sulle abitudini alimentari degli italiani nel post Covid. Con l’esigenza di ridurre al minimo i contatti per paura dei contagi si consolida infatti la tendenza a portare il pranzo da casa per consumarlo sul posto di lavoro a distanza di sicurezza dai colleghi.
Il nuovo legame degli italiani con i fornelli ha portato a un più efficiente utilizzo del cibo che si traduce in una maggiore attenzione agli sprechi. Sulle tavole degli italiani – continua la Coldiretti – sono così tornati i piatti del giorno dopo come polpette, frittate, pizze farcite, ratatouille e macedonia. Ricette che non sono solo una ottima soluzione per non gettare nella spazzatura gli avanzi, ma aiutano anche a non far sparire tradizioni culinarie del passato secondo una usanza molto diffusa che ha dato origine a piatti diventati simbolo della cultura enogastronomica del territorio come – prosegue la Coldiretti – la ribollita toscana, i canederli trentini, la pinza veneta o al sud la frittata di pasta.

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