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IL GRANDE ABBAGLIO: recensione alla controinchiesta sulla strage di Erba

GIALLO BERICO, la manifestazione dedicata al giallo che ha luogo all’ombra dei colli berici, nella provincia vicentina, dopo il suo esordio ufficiale, il 18 e 19 febbraio 2022, annuncia il suo ritorno con una Summer Edition, fissata per il 18 giugno presso la Sala Polivalente di Agugliaro, che vede tra gli ospiti anche l’autore della controinchiesta sulla strage di Erba “Il grande abbaglio” Edoardo Montolli.

Quando nel febbraio 2008 uscì il volume, ad oggi oggetto di più edizioni aggiornate, che mette in discussione la colpevolezza della coppia Olindo Romando e Rosa Bazzi, fu accolto da una valanga di polemiche e accuse, con gran parte dell’opinione pubblica e della stessa stampa che additarono Montolli e il collega Felice Manti come “innocentisti”. Eppure, oggi che tanti dubbi sono stati sollevati e che il dibattito è riaperto, il libro viene riproposto, alla luce di alcune interessanti scoperte fatte dagli autori, con alcuni aggiornamenti fondamentali che ribaltano l’intero percorso giudiziario che ha portato dietro le sbarre il netturbino e la moglie.

Quanto riportato nella controinchiesta di Montolli, tornata sotto i riflettori e balzata all’attenzione dei più a distanza di 11 anni grazie a un servizio de Le Iene, che ha consentito al giornalista investigativo di portare in prima serata e sul piccolo schermo l’atroce fatto di sangue che ha sconvolto la piccola località in provincia di Como per poi divenire uno tra i più grandi casi mediatici della storia, sostanzialmente scagiona, servendosi di documenti dell’accusa (e non della difesa), la coppia.

Montolli e Manti ripercorrono l’intera vicenda, ponendo sotto i riflettori tutti gli errori che le numerose udienze e le indagini hanno collezionato negli anni, e analizzando nel dettaglio come nessuno prima, neppure gli stessi inquirenti, ha mai fatto. Attraverso le oltre 300 pagine che compongono il libro, riviviamo, attraverso i verbali e gli atti ufficiali, quella maledetta sera in cui un terribile fatto di sangue si è consumato in una piccola e tranquilla località all’ombra del comasco. Quanto preso in analisi dai due giornalisti resta una vera e propria controaccusa che, fatti alla mano, rende improbabile ogni qualsiasi forma di coinvolgimento di Olindo e Rosa, due mostri per la gran parte della società e della stampa, ma non per Montolli e Manti.

Da leggere e da avere. Una testimonianza e una prova di controinformazione come poche altre.

 


Alessia Urrata

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