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Dario Argento, il guardiano dei nostri incubi

 

Un numero tutto speciale quello di Linus, celebre rivista di fumetti ma non solo, che a maggio 2022 celebra il maestro del brivido italiano Dario Argento, mentre a Torino, alla Mole Antonelliana, apre la pria grande mostra dedicata al genio e all’opera del cineasta, visionario rappresentante del thriller nel mondo, genere del quale ha sovvertito le regole dettandone i canoni per circa mezzo secolo.

Nel numero 5 di Linus, intitolato “Il guardiano dei nostri incubi”, dove ovviamente ampio spazio viene dedicato a illustrazioni e fumetti che ritraggono il regista capitolino in più vesti, è possibile infatti reperire interessanti saggi, oltre all’editoriale firmato Igort, che prendono in analisi, oltre alle opere, la carriera e ancor prima la formazione del cineasta, autore di Profondo Rosso e di una vasta gamma di titoli del terrore.

Prova ne è “Tra il caos e l’inquietudine del vuoto” di Giuseppe Sansonna, che prende in analisi la folgorante ispirazione di Argento in tenera età, tra le foto della madre, la celebre Elda Luxardo e il lavoro in ambito cinematografico del padre e del nonno. Il tutto, corredato doverosamente da illustrazioni e immagini con particolari posti in evidenza al lettore, come alcune interessanti versioni delle locandine estere dei film del regista. Mentre a parlare della componente femminile nel cinema di Argento, elemento di elevato profilo estetico, è la critica Piera Detassis, nel suo “Donne modificate dal trauma”, saggio attraverso il quale la giornalista prende in analisi i due elementi cardine del cinema argentiano: il trauma e le donne. E come non far menzione delle musiche provenienti da quei frames che hanno terrorizzato intere generazioni? A questo pensa Roberto Pugliese, con un fondamentale contributo che ripercorre l’articolato e suggestivo poema sonoro a più mani attraverso il quale Argento è riuscito a visualizzare, sulle note di Morricone, Donaggio e Gaslini prima, e i Goblin e Simonetti poi, l’Inimmaginabile e a comunicare l’Indicibile.

E se di donne si parla, con menzione alla filmografia del regista, il complesso edipico e quindi l’analisi della figura materna è d’obbligo. A questo ha pensato Adriano Ercolani, mentre a chiusura dello speciale non poteva mancare l’intervista, a cura del fondatore di Nocturno Davide Pulici, all’effettista italiano per eccellenza Sergio Stivaletti, che al fianco del regista opera sin dai tempi di Phenomena.

Un numero imperdibile per ogni cinefilo che si rispetti.

 


Alessia Urrata

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