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The black phone diventa best seller

 

20th Century Ghosts, questo il titolo della storia breve di Joe Hill, diventata un best seller a livello internazionale, dal quale è stato tratto il copione per Black Phone, thriller a tinte horror scritto e diretto da Scott Derrickson, già conosciuto al grande pubblico per i suoi L’esorcismo di Emily Rose, Sinister, Doctor Strange.

In una piccola cittadina degli Usa, diversi bambini continuano a sparire senza lasciare traccia. La piccola Gwen (Madeleine McGraw), dotata di straordinaria sensibilità e doti ereditate dalla madre morta suicida, traccia un profilo della mano che potrebbe celarsi dietro le misteriose sparizioni. Ma la polizia stenta a crederle, finché un indizio, un palloncino nero, trovato nei pressi del luogo di un rapimento, indicato dalla piccola come elemento principale per giungere all’assassino non farà cadere su di lei le attenzioni degli investigatori e dello scettico e preoccupato padre. Ma tutto cambia nella vita di Gwen quando il fratello Finney (Mason Thames) fa perdere le sue tracce…

A vestire i panni del sadico rapitore e assassino di bambini è Ethan Hawke, una vera rivelazione nel ruolo di finto cappellaio matto che si aggira con un furgone nero a caccia di piccole prede. È con il rapimento di Finney che veniamo a conoscenza delle intenzioni e del modus operandi del killer, che si cela dietro un inquietante maschera a forma di demone per poi intentare un gioco malato con le povere vittime: quello del “bambino cattivo”. Provocando volutamente i malcapitati a tentare la fuga, chi ci prova resta poi vittima delle sue violenze furiose poi celebrate con l’uccisione e l’occultamento di cadavere. La polizia è sulle tracce del killer, ma neppure chi vi abita sotto lo stesso tetto è a conoscenza della seconda crudele vita dell’assassino. Finney, un ragazzo bullizzato, molto legato alla sorella e che vive sotto la severità del padre, ormai a capo dell’intera famiglia, riuscirà ad entrare in contatto attraverso un telefono dismesso presente nel bunker del folle assassino con le anime dei precedenti ragazzi rapiti. Attraverso loro, che gridano giustizia, Finney riuscirà ad elaborare un piano che potrebbe salvargli la vita…

Derrickson per il suo ottimo Black Phone, film attraverso il quale racconta le difficoltà e i disagi dei più piccoli afflitti dal peso di una società americana bigotta, razzista, che non ne comprende le esigenze principali ponendo in costante conflitto genitori e figli e i ragazzi stessi, a tal punto da gettarli in pasto a un sadico criminale che dovranno fronteggiare da soli e con le loro forze, attinge a piene mani dalla miglior tradizione horror (IT, Nightmare, per citarne alcuni). Ma il regista va oltre, realizzando un thriller sovrannaturale che, nonostante strizzi l’occhio ad altri film e non possa certamente ritenersi originale a tutti gli effetti, tiene accelerato il ritmo del girato senza mai scadere in ovvietà e dando prova ancora una volta delle capacità e abilità del quale il regista è dotato. Ottima interpretazione di Hawke, come del resto del cast.

 


Alessia Urrata

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