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“La vertigine del fato”: guida al cinema di Nicolas Winding Refn

Regista non convenzionale, al danese Nicolas Winding Refn, viene dedicato un saggio, edito da Falsopiano, dall’interessante e rappresentativo sottotitolo “La vertigine del fato”.  Questa è infatti la definizione di quel magnetismo attraente che trascina lo spettatore dentro le vicende della settima arte secondo Refn. In questo volume, a firma di Rudi Capra, che analizza l’intera produzione cinematografica e televisiva del cineasta sino alla recente serie Too old to die young, l’intero universo in immagini di Refn diviene occasione di una lettura in cui convergono le direttrici sorvegliate dall’analisi attenta del critico.  Da Bleeder al surreale biopic Bronson, dalla saga Pusher al premio alla regia di Cannes Drive, senza elusioni, il volume scandaglia e indaga nel complesso e conturbante mondo #byNWR, dagli esordi sino a The Neon Demon, approfondendone ogni aspetto con cura quasi maniacale, come è giusto nel caso del regista in questione. Rudi Capra, come poi descritto nell’introduzione a firma di Roberto Lasagna, mette in evidenza le chiavi interpretative del regista danese, nella consapevolezza di affrontare un cineasta mai domo né facilmente etichettabile. Attraverso uno stile asciutto e raffinato, Capra ci conduce tra le diramazioni della visione di un autore dall’impatto espressivo singolare, un unicum nel panorama, proprio come questo volume che non nasce con l’intento di replicare un prontuario cinefilo ma di essere un saggio articolato tra le radici e i motivi storici, antropologici e filosofici, senza ovviamente mai tralasciare confronti e paragoni con pellicole seminali per il linguaggio narrativo del regista. Un volume necessario, per un cineasta che alla sua giovane età è già di culto.

 


Alessia Urrata

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