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Il mio nome è vendetta: l’action targato Netflix con protagonista Gassman

Revenge thriller a tinte action, Il mio nome è vendetta di Cosimo Gomez, e con protagonista Alessandro Gassman, fa rivivere all’Italia, anche se per poco, quegli echi lontani del cinema tricolore che fu e che ci poneva sul piedistallo a livello internazionale anche al di fuori della commedia. Una trama esile dalla quale il regista ricava un’ottima interpretazione e soprattutto un’adrenalinica messa in scena che, complici anche gli ottimi effetti speciali, rendono la visione certamente gradevole. Ma non mancano i punti neri.

Con un passato nella ‘ndrangheta, Santo è oggi il padre di Sofia, ragazza tenace al fianco della quale vive con la moglie in quel di Bolzano. Santo è un uomo taciturno e misterioso, che nasconde più di qualcosa sul suo trascorso. Non ama farsi fotografare, ma la figlia scatta un’immagine di lui ben riconoscibile di nascosto e la posta sui social, senza immaginarne le conseguenze. Una cosca calabrese si mette quindi sulle sue tracce, dopo decenni dalla sua sparizione.

È questo l’incipit dal quale prende avvio un granitico action movie, che non manca però di lacune e incongruenze, sceneggiato dallo stesso Gomez e da Sandrone Dazieri. Azione a parte, infatti, è proprio nello sviluppo dei personaggi, a partire dalla figlia Sofia (Ginevra Francesconi) per passare poi ai villain del racconto, che il girato purtroppo sembra faticare. Le buone intenzioni certamente non mancano, così come una buona dose da parte degli autori di conoscenza del genere, ma purtroppo il film, nonostante gli sforzi, stenta a decollare e a prendere una via ben definita. Non manca l’accusa al mondo social, vera e propria rete di pericoli e gabbia sociale dalla quale nessuno, neppure uno come Santo, può sfuggire. Ma quanto può risultare credibile il fatto che nel 2022 sia riuscito a scampare a ogni minimo scatto o selfie? Conti alla mano, la sceneggiatura sembra voler, in maniera frettolosa, dar sfogo alle sequenze d’azione. Ma questo non basta a fare di un film un valido action. Dall’altro lato della barricata un ottimo Remo Girone interpreta il capo cosca, e certamente il cast protagonista resta uno dei punti di forza del film, che avrebbe dovuto osare di più.


Alessia Urrata

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