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Delitto di Avetrana: la controinchiesta di Rino Casazza che ribalta il processo

Il giornalista e giallista Rino Casazza, attraverso una nuova prospettiva, ridà voce al controverso fatto di sangue che ha visto vittima, in quel 26 agosto 2010, la quindicenne di Avetrana, piccola località in provincia di Taranto, Sarah Scazzi. Con prefazione di Franco Coppi, il legale di Sabrina Misseri e Cosima Serrano, il libro inchiesta di Casazza, edito da Algama, apre a una nuova pista, che scagionerebbe in sostanza madre e figlia dall’accusa di omicidio. La dura condanna inferta alle donne è per l’opinione pubblica un atto dovuto a voce unanime, ma sfogliando queste pagine si viene a conoscenza di un’altra verità che le vedrebbe ingiustamente detenute. Obiettivo dell’autore è rivelare, come da sottotitolo, perché Sabrina Misseri e Cosima Serrano sono innocenti.

Con all’interno numerose interviste, tra cui quelle all’avvocato Nicola Marseglia, Roberta Petrelluzzi, Cristiano Barbarossa e Fulvio Benelli, il volume prende in analisi uno dei più grandi processi mediatici della storia contemporanea. E proprio i media, stando a quanto Coppi riferisce al giornalista Felice Manti nel corso di un’intervista rilasciata a Il Giornale, avrebbero giocato un ruolo di primo grado nell’esito della vicenda giudiziaria: “le pressioni mediatiche hanno portato a una sequenza ingiusta”, dichiara il super legale che, inoltre, si dice profondamente deluso da questo processo, e aggiunge: “la revisione è impossibile se nessuno ammette di aver detto il falso”.

Come incide nella prefazione del volume, «Continuo ancora ad esercitare la professione di avvocato, ma dopo l’esito del processo “celebrato” nei confronti di Sabrina Misseri, da me difesa insieme al valoroso e generoso collega Nicola Marseglia, e della sua anziana madre Cosima, ho sentito assai forte la tentazione di abbandonare tutto ciò che fino a quel momento aveva costituito, con l’Università, la ragione della mia vita».

 


Alessia Urrata

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