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Gentili e i quattro gesti della creazione

Anche la poetessa Sonia Gentili ha animato la V edizione del Festival delle Idee, dal titolo “Elogio dell’incertezza”, la kermesse culturale che si svolge tra Mestre e Venezia. Il 30 settembre alle ore 18 a Mestre nel foyer del Museo del Novecento M9 ha presentato la sua ultima raccolta poetica “I quattro gesti della creazione” (Aragno Edizioni).

I quattro gesti della creazione – spiega la poetessa e docente alla Sapienza di Roma, già Premio Viareggio nel 2016 – sono quelli con cui un mondo, un’opera d’arte, un essere vivente vengono alla luce, vivono e poi tornano a dissolversi nel buio”.

Divisa in quattro sezioni la raccolta poetica avanza per temi: Nascita, Nome, Tempo, Buio –  elementi che rifiutano il mito della creazione divina – il gesto fuori dal tempo, imperturbabile – e abbracciano la realtà della generazione “terrena” il cui gesto – dare alla luce – è immerso nel tempo, nel dolore, nel cerchio della vita e della morte.

Di questo libro l’autrice ha scritto anche una versione per la scena, fondata sul nesso tra parola poetica e gesto corporeo, concepita in collaborazione con la danzatrice – performer israeliana Yael Karavan e col regista italiano Benedetto Sicca.

Alcune poesie di Sonia Gentili tratte dal libro, sono state trasformate in videoinstallazioni, ed esposte al Museo Carlo Bilotti – Aranciera di Villa Borghese a Roma in dialogo con l’artista Daniela Monaci nel progetto artistico a due voci “Cosmogonia” insieme al Collettivo “L’uomo che non guarda” di cui la poetessa è parte.

 

“Per me la poesia è, da sempre – racconta Gentili – il linguaggio legato ai sensi. E’ il linguaggio della percezione sensibile e sensoriale della realtà. Un processo che si alimenta di suoni e immagini.  La poesia è nata per me col linguaggio, esattamente nello stesso istante.  Direi che la poesia è l’intuizione infantile del linguaggio, è il primo nome dato alle cose.

Questo linguaggio primario intraprende una lotta con la realtà per manifestarsi, poi per nascondersi, poi per riapparire. E’ una sorta di cetaceo la cui natura è inabissamento e riemersione”.

 

Sonia Gentili è docente universitaria (Sapienza università di Roma), poetessa (L’impero e la Gorgone, Perrone, 2007; Parva naturalia, Aragno, 2012; Viaggio mentre morivo, Aragno, 2015, premio Viareggio 2016 e premio Pisa 2016; I quattro gesti della creazione, Aragno, 2020), narratrice (I filosofi, Castelvecchi 2019) e autrice per ragazzi (Favole per credere alle favole, Ali Ribelli, 2022) e saggista (ultimo volume: Novecento scritturale. La letteratura Italiana e la Bibbia, Carocci, 2016). Col videomaker Ambrogio Palmisano ha formato il collettivo di poesia visiva L’uomo che non guarda (www.luomochenonguarda.com).

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