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Salute e Sicurezza sul lavoro, fattore di crescita per le aziende

La sicurezza è un investimento non un costo, non è un lusso ma un dovere ed è un fattore di crescita per le aziende. Ne è convinta Etra che proprio sul tema della prevenzione, salute e sicurezza nei luoghi di lavoro ha organizzato con l’Università di Padova  il convegno “Il ruolo dei tecnici della prevenzione e il loro contributo alla salute e sicurezza negli ambienti di lavoro” che si è svolto a Borgoricco (PD) il 20 ottobre.

La programmazione regionale veneta, la formazione universitaria, l’organizzazione della salute e sicurezza delle aziende, la tutela legale delle imprese e dati sugli infortuni e le malattie professionali, sono stati argomenti affrontati da rappresentanti dell’Università di Padova, Ateneo che propone dal 2004 un corso di laurea per Tecnici della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro, di Etra, della Magistratura, dello Spisal, di associazioni datoriali e sindacali e da esperti del settore. Hanno aperto i lavori l’Assessore regionale alla Sanità del Veneto Manuela Lanzarin, il Sindaco di Borgoricco e Deputato Alberto Stefani e il Presidente di Etra Flavio Frasson.

«La nostra azienda registra dati in calo relativamente agli infortuni sul lavoro – ha commentato Flavio Frasson -. Non sono solo numeri, ma indicatori della forte attenzione ai temi della prevenzione, salute e sicurezza in azienda. Etra si occupa di formazione e prevenzione anche oltre i limiti previsti dalla normativa, coinvolgendo tutti, dai lavoratori alla dirigenza. Lavoriamo perché il tema sia parte integrante dell’attività quotidiana, ma anche per cambiare il paradigma culturale del benessere aziendale percepito. Fare sicurezza significa pure pensare alla qualità di vita sul lavoro e non solo, facendo educazione alla salute, favorendo stili di vita più sani, dall’educazione alimentare al movimento, inserendoli nelle offerte del welfare aziendale. In questo senso ci proponiamo come azienda di riferimento tra le realtà medio grandi del Veneto per la gestione del personale, in coerenza con la nostra mission, che prevede di valorizzare le risorse umane con formazione costante e mirata, consentendo loro opportunità di crescita, di apprendimento e di condivisione delle più evolute culture e competenze, in costante collaborazione con scuole, università e con i migliori centri formativi del territorio».

Manuela Lanzarin, Assessore alla Sanità, ai Servizi Sociali e alla Programmazione socio-sanitaria della Regione Veneto ha voluto sottolineare l’importanza della promozione di una cultura della sicurezza. «L’incontro odierno, concentrato sul profilo del “Tecnico della Prevenzione nell’Ambiente e nei Luoghi di Lavoro”, proprio per la peculiarità e trasversalità delle competenze, ha posto l’attenzione su di una figura centrale nel contesto dell’impresa. Non a caso questo incontro si è tenuto grazie all’organizzazione di una multiutility importante com’è Etra. Le parole chiave sono sempre prevenzione, sicurezza, abbinate ai contesti lavorativi ma proprio attraverso la cultura della sicurezza, dovrebbero essere presenti in ogni nostra azione. Questa giornata ha permesso di svolgere un momento di riflessione e di formazione che nel settore della tutela della salute e della sicurezza, è oggigiorno imprescindibile». Nella giornata di lunedì 23 ottobre la Regione presenterà una nuova campagna di informazione per sensibilizzare sui temi della sicurezza sul lavoro, con interventi specifici settore per settore.

Orgoglioso di ospitare a Borgoricco il convegno l’Onorevole Alberto Stefani, Sindaco di Borgoricco, che ha sottolineato come proprio in questa località nel 2004 era stato presentato il corso di studi universitari di formazione del Tecnico di sicurezza. «Tecnico che ha un ruolo fondamentale che va implementato anche dal punto di vista legislativo – ha spiegato – in una Regione che si pone come benchmark per la qualità dei servizi di prevenzione e sicurezza».

Proprio la Professoressa Mariella Carrieri, presidente del Corso di Laurea in Tecniche della Prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro ha illustrato finalità e sbocchi occupazionali del corso promosso dall’Università di Padova che vede un tasso di occupazione ad un anno dalla laurea di quasi l’84%. Quasi 100 gli iscritti nell’Anno accademico 2023-2024 nelle sedi di Padova e Feltre, che oltre a frequentare le lezioni partecipano a visite didattiche, seminari e diversi tirocini.

Michele Mongillo della Direzione Regionale Prevenzione del Veneto ha affrontato il tema delle politiche regionali per la prevenzione della salute e sicurezza negli ambienti di lavoro. «La Regione ha attivato un Nuovo Piano strategico regionale 2022-2023 per la tutela della sicurezza e della salute sul lavoro, che rappresenta un impegno congiunto di Pubblica Amministrazione e Parti Sociali nella convinzione che la tutela della salute negli ambienti di lavoro contribuisce in modo determinante a sostenere la ripresa economica – ha spiegato –. La Pubblica Amministrazione deve migliorare la propria attività di controllo e semplificazione della normativa, affiancando all’attività di repressione, importante ma non esclusiva, l’attività di assistenza. La Regione ha quindi fissato nuovi e più ambiziosi indicatori di performance, con l’obiettivo di coprire con l’attività di controllo il 5% delle imprese venete e di diminuire rispetto all’anno precedente le denunce di infortunio e gli infortuni riconosciuti».

La collaborazione e l’integrazione tra i professionisti della Prevenzione sono state sottolineate da Giangiacomo Marchesan dirigente delle Professioni sanitarie-area della Prevenzione Ulss 4 Veneto Orientale che è entrato nel merito dei ruoli e delle competenze delle diverse figure attive all’interno degli Spisal (Servizi di Prevenzione, Igiene e Sicurezza negli ambienti di lavoro) delle Ulss: medici del lavoro, tecnici della prevenzione, assistenti sanitari, ingegneri e chimici, psicologi del lavoro, statistici e informatici, personale amministrativo.

Maria Luisa Scapellato, professoressa Associata di Medicina del Lavoro, Azienda Ospedaliera Università Padova, ha focalizzato il suo intervento sulla promozione della salute quale strategia complementare a quella della tutela della salute dei lavoratori, che tenga conto degli effetti sulla salute umana dei rischi legati a stili di vita e ai rischi professionali, particolarmente importante per prevenire o ridurre il carico di malattie lavoro-correlate ad eziologia multifattoriale.  «E’ necessaria la sinergia tra azienda, lavoratori, figure della prevenzione (MC, RSPP, RLS) e altre figure aziendali (Risorse umane e bilancio) –  ha concluso – per il miglioramento della salute e del benessere delle persone nei luoghi di lavoro».

«Lo Spisal dell’ULSS 6 Euganea conta dai 35 ai 42 Tecnici di Prevenzione, a servizio di 107 mila insediamenti produttivi e 316 mila lavoratori dipendenti»: lo ha ricordato Giuliano Caccin, Coordinatore Tecnici della Prevenzione Spisal Ulss 6, che ha illustrato in modo analitico la figura del Tecnico della prevenzione.

Per Andrea Girlando, Sostituto procuratore della Repubblica di Padova, sono fondamentali la tempestività e la velocità nelle indagini, nell’acquisizione delle prove e delle testimonianze, così come la rapida risposta della Magistratura all’indagine svolta.  «La buona riuscita dell’iter relativo ad un caso di infortunio dipende dalla capacità di fare squadra tra Spisal, Polizia Giudiziaria e Magistratura, il risultato non è solo il risarcimento del danno, ma soprattutto l’impegno conseguente dell’impresa nel miglioramento degli aspetti della sicurezza».

Gianfranco Refosco, Segretario CISL Veneto, ha sottolineato come, dopo anni di calo, il dopo Covid stia segnando una inversione di tendenza per quanto riguarda gli infortuni sul lavoro, ma ogni danno fisico, ogni morto in più rappresentano una sconfitta per la nostra società. Dobbiamo fare attenzione: alla piena ripresa delle attività il trend si è invertito e occorre lavorare sempre di più alla prevenzione e alla formazione, ancora prima dell’entrata in azienda. Occorre valorizzare il ruolo del tecnico della prevenzione anche attraverso un maggiore riconoscimento economico, altrimenti continuerà la fuga dagli Spisal».

Marina Spiazzi di Confindustria Veneto Est, associazione datoriale che raccoglie 4.870 aziende, ha sottolineato che l’obiettivo di ridurre gli infortuni e le malattie professionali è comune e condiviso da tutti, imprese, lavoratori, istituzioni. «Se abbattiamo le barriere dettate dai ‘ruoli’ – ha puntualizzato -, i risultati arrivano prima e più facilmente. La cultura della sicurezza è la prima vera arma di prevenzione e per questo è necessario intervenire nelle scuole di tutti i livelli e gradi direttamente o attraverso gli insegnanti».

Domenico Lenzi, Direttore Generale Etra Spa, ha presentato l’organizzazione per la salute e sicurezza dell’azienda, gli obiettivi e i risultati. «Tra i nostri oltre mille dipendenti, l’indice di frequenza e di gravità degli infortuni che determinano giorni di assenza è in costante calo dal 2019, con 0,7 giorni su un milione di ore lavorate nel 2022 – ha spiegato -. Analogamente è in discesa anche il numero di infortuni per milione di ore lavorate, circa 22. Questo anche grazie ad un impegno nella formazione, dove le ore per dipendente sono passate dal 22,7 del 2021 al 30,1 del 2022 per un totale di quasi 15 mila ore, di cui 200 dedicate ai preposti, tra il 2022 e il 2023 su tematiche di salute e sicurezza sono oltre 400 i corsi erogati».

Paolo Paolo Tabasso della Pinelli Avvocati ha analizzato gli aspetti della tutela legale delle imprese in materia di salute e sicurezza negli ambienti di lavoro. «Mai come in questo periodo – ha precisato – c’è la necessità che le procedure siano scritte e condivise con il lavoratore, il datore di lavoro e quanti intervengono in caso di infortuni».

Le conclusioni del convegno sono state affidate a Angelo Foresta Vice Presidente Nazionale Albo Tecnici della Prevenzione. «Devo fare i complimenti al Veneto – ha detto – perché da quanto emerso oggi è chiaro che tutti gli attori coinvolti in questo ambito parlano la stessa lingua: la vostra è una Regione che si può proporre come modello per le altre Regioni. La comunicazione è importante e non si deve mai smettere di parlare di prevenzione e di formazione sulla sicurezza. I problemi non si risolvono solo con le norme e maggiori assunzione di personale Spisal, che certamente va aumentato e fornito delle adeguate strumentazioni tecniche, ma con la comunicazione che deve coinvolgere non solo gli addetti ai lavori, ma anche le giovani generazioni a partire dai bambini delle scuole, i futuri lavoratori. Il prossimo 30 ottobre presenteremo lo spot ‘La prevenzione è la soluzione’ pensato anche per le scuole con il testimonial Clementino». La Federazione ha redatto un position paper sulla sicurezza sul lavoro che ha condiviso con soggetti pubblici e privati e  reperibile nel sito www.tsrm-pstrp.org

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