Pinot bianco, un intrigante altoatesino

di Michela Berto*

Trovare un vino semplice, dal gusto pieno ma non invadente, con una buona freschezza e di facile beva , non è facile, queste caratteristiche le trovo nel pinot bianco, vino che negli ultimi anni è stato un po’ dimenticato ma che ritengo molto buono e interessante, soddisfa appieno il palato dopo aver gustato dei piatti a base di pesci o crostacei, è senza dubbio da consigliare. Continua a leggere “Pinot bianco, un intrigante altoatesino”

Bibenda, l’Amarone di Trabucchi d’Illasi è il miglior vino d’Italia

Più che un vino, è un’emozione. Colore rosso rubino intenso con trame granate, all’olfatto è intrigante per la varietà di profumi, dalla prugna secca al tartufo nero. Il tannino è dolce e inizialmente vellutato per poi, nel finale, asciugarsi un po’. L’Amarone 2010 prodotto dall’azienda agricola Trabucchi d’Illasi, nel Veronese, è stato premiato come il miglior vino italiano. Continua a leggere “Bibenda, l’Amarone di Trabucchi d’Illasi è il miglior vino d’Italia”

Veneto, una bollicina naturale per una Natale frizzante

di Michela Berto*

Amo il territorio in cui vivo e lavoro, la mia regione, la mia Italia é la mia identità, la mia storia, perché scrivo questo?
Qualche giorno fa sono stata invitata a una degustazione, sempre interessante e istruttivo è parteciparvi, infatti ho assaggiato un “Sur lie” che mi ha colpito.
Qualche volta ti accorgi che ti sfugge ciò che ti circonda, in effetti nel mio parlare ai tavoli, elogio i grandi vini, soprattutto francesi perché effettivamente sono grandi, ma questo non toglie la bontà di un vino quotidiano che è quella bevanda giornaliera dalla struttura non troppo importante e dalla beva facile e leggera con un grado alcolico contenuto, ciò non significa che sia meno apprezzato di un altro, anzi!
Ecco di questo mi ero scordata.

thumbnail_20181121_134321
L’azienda Miotti, sita in Breganze produce il Pedevendo, nome che deriva dal vitigno autoctono pedevendo, uva a bacca bianca coltivato nel vicentino e nel padovano deriva dalla località ”Pie De Venda” nei Colli Euganei, troviamo le prime notizie storiche verso i primi dell’ottocento. Prodotto nella versione “Sur lie”, parola francese che tradotta significa “sulle fecce” o “col fondo”, viene utilizzato per indicare un vino imbottigliato direttamente dal contenitore di fermentazione senza essere filtrato, come il metodo classico. Il Pedevendo , mi conquista per il gusto pieno pur avendo una bevibilità che sorprende, dopo alcuni giorni mi procuro una bottiglia per approfondire e confermare la mia prima impressione, tolgo il tappo alla bottiglia, lo annuso subito per sentirne i primi profumi senza versarlo nel calice, riscontro la mela cotta, uva matura e mosto, profumo che mi ricorda le visite in cantina, le bollicine salgono prima velocemente e poi
lentamente, attorno al collo della bottiglia si è formata una coroncina di bollicine, mentre quando lo verso nel calice la vivacità del vino si fa notare con una schiuma molto evidente che scompare quasi subito, il perlage è molto fine e rado mentre i profumi sono persistenti e evoluti con un finale di lieviti, ossigenandosi si evolvono e si posizionano in modo evidente ai profumi che ricordano i metodi classici tradizionali italiani,
alla beva risulta facile, leggero, interessante con una decisa persistenza varietale
Cerco informazioni per comprendere e completare la mia conoscenza, chiamo in azienda, al telefono chiedo di parlare con Franca la figlia di Firmino titolare dell’azienda, persona decisa e molto preparata, subito precisa che sono molti i vantaggi di produrre un “Sur Lie”.
Innanzitutto sottolinea che per ottenere un vino in modo naturale con il fondo, devi obbligatoriamente avere una buona materia prima, un’uva di alta qualità, infatti i vini con lavorazione in autoclave prevedono un passaggio attraverso una micro filtrazione che fa perdere al vino molte delle sostanze organolettiche di autodifesa e fermentando a lungo in autoclave è necessario aggiungere anidride solforosa, mentre con la
rifermentazione naturale in bottiglia il vino tende meno all’ossidazione e questo permette di non aggiungere solforosa se aggiunta questa andrebbe a ostacolare i lieviti che vivono in un ambiente già ostile perché alcolico.
Un vino ottenuto con il metodo “Sur lie” fermentando in bottiglia ottiene attraverso i lieviti caratteristiche organolettiche uniche, si differenziano dagli altri vini frizzanti per le finissime bollicine e per il gusto asciutto, questa permanenza sulle fece fini è importantissima per la conservazione e la longevità, in quanto la presenza di alcool e di enzimi specifici chiamati “glucanasi” attivano dei processi di autolisi e giorno dopo
giorno la parete cellulare inizia a liberare polisaccaridi (composti chimici organici dei carboidrati) la chitina, i beta glucani e le mannoproteine, quest’ultima è la più importante in quanto la sua presenza e composizione a contatto con i lieviti aiuta a rendere la schiuma più stabile, inoltre dona un equilibrio organolettico dato dalla loro cremosità che si contrappone alle parti dure date dalla presenza di tannini
dall’acidità e dalle astringenze, altro fattore importante dato dalla permanenza sui lieviti sono il potenziamento delle caratteristiche olfattive del vitigno, questo avviene dopo diversi mesi, minimo 8-9.
Da ricordare che con l’imbottigliamento “Col fondo”, “Sur lie” o sulle “Fecce fini” il vino vive di vita propria, ciò rende impossibile avere due annate uguali e molto spesso anche le stesse bottiglie della stessa annata.
La famiglia Miotti possiede nella parte settentrionale di Vicenza, i vigneti più soleggiati e vocati della DOC di Breganze, nel tempo ha saputo conservare dei vitigni autoctoni, come il pedevendo, la vespaiola, marzemina bianca, gruajo, groppello di Breganze valorizzandone le caratteristiche.
Una nota di merito a tutta la famiglia il fantastico rapporto qualità prezzo nei loro vini “Sur lie” ( gli altri non li ho ancora assaggiati).


michela-berto-3509870905-1510762079485*Sommelier – Ristorante stellato San Martino di Scorzè

Valpolicella chiama, Priorat risponde Sal-Lustià Alvarez Vidal, presidente del Consorzio del Priorat, Docg catalana

Negrar (Vr), dicembre 2018. Dal 20 al 21 dicembre 2018, su invito di Cantina Vapolicella Negrar, arriva in Italia dalla provincia di Tarragona, nel Sud Ovest della CatalognaSal-Lustià Alvarez Vidal, presidente del Consorzio del Priorat, denominazione in cui si pratica la viticoltura eroica e che oggi, insieme alla Rioja, è la zona vinicola più prestigiosa di Spagna.

Valpolicella e Priorat, due denominazioni che presentano molte similitudini. La due giorni di Vidal in Valpolicella è diretta conseguenza del viaggio intrapreso lo scorso giugno nel Priorat dai soci della cantina nell’ambito dell’attività di conoscenza di altre realtà vinicole proposta annualmente. “E’ stato un viaggio di estremo interesse – ricorda Daniele Accordini, dg ed enologo della cantina – perché abbiamo scoperto un territorio tra massicce montagne ricco di biodiversità, composto da circa 1900 ettari vitati a fortissima pendenza dislocati su terrazzamenti lavorati a mano, fra i duecento e gli ottocento metri di altitudine. Una denominazione che, come la Valpolicella 20 anni fa, ha incontrato nel tempo delle difficoltà, da loro superate anche grazie al lavoro delle cantine sociali, che sono riuscite a non far scomparire la produzione vinicola nel territorio. Ci è sembrato naturale e di grande interesse ricambiare l’ospitalità offerta, organizzando questa due giorni in cui, giovedì 20 pomeriggioAssoenologi del Veneto Orientale e, venerdì 21 pomeriggio, altri soci che non erano riusciti a partecipare al tour, conosceranno meglio viticoltura ed enologia del Priorat, mentre i catalani avranno modo di visitare il nostro territorio e degustare i vini più rappresentativi della Valpolicella”.

Ritorno alla classicità per Cantina Valpolicella Negrar 

Quest’anno Cantina Valpolicella Negrar festeggia gli 85 anni di attività, e per l’occasione è stata prodotta un’etichetta da collezione a edizione limitata di Amarone 2013 Domìni Veneti dedicata ad Ulisse, figura simbolo della cantina. A metà ottobre scorso, si è chiusa anche la vendemmia, che sembra riportare allo stile vinicolo tradizionale della Valpolicella, quello per intenderci pre anni ’90, che vedeva vini dal contenuto meno zuccherino, più facili da bere.

Continua a leggere “Ritorno alla classicità per Cantina Valpolicella Negrar “

Maury , dalla damigiana un eccellente sconosciuto

di Michela Berto*

Il Mas Amiel è probabilmente tra i vini meno conosciuti nel nostro paese, viene coltivato nel sud-ovest della Francia, precisamente nel golfo del Leone ai piedi dei Pirenei, pezzo di terra dove si trovano due villaggi da cui prendono nome le due denominazioni il Maury e il Banyuls il vitigno principe è il grenache noir, possono essere coltivati anche il garignan e  syrah, mentre per la versione bianca il grenache blac e gris e il macabeu. Continua a leggere “Maury , dalla damigiana un eccellente sconosciuto”

Finire in bellezza, la classificazione dei vini dolci italiani in carta vini

di Michela Berto*

Per avere una giusta impostazione in una carta vini dobbiamo prestare attenzione ai procedimenti di vendemmia, di vinificazione e delle procedure di cantina dei vini dolci, in quanto caratterizzano e diversificano la qualità dei vini dolci.

Le differenze principali

Spumanti: vini frizzanti da uve aromatiche, aventi un residuo zuccherino sopra i 50 g/l per litro
Vendemmia tardiva: uve raccolte dopo alcune settimane di appassimento in pianta
Passito : uve raccolte e fatte appassire sui graticci o appese in cantina
Recioto : deriva da “Recia” piccole parti sporgenti di uva, nella parte superiore del grappolo.
Muffa Nobile : uva lasciate appassire in pianta attaccate da una muffa sana ( Botrytis Cinerea ) che aumenta l’aromaticità nell’acino.
Ice Wine: acino appassito in pianta e raccolto solamente quando la temperatura esterna raggiunge i meno 10 gradi per diversi giorni, cristallizzando i liquidi interni
Vini liquori o fortificati : sono vini da uve aromatiche con una gradazione di minimo 12°  gradi, con l’aggiunta di alcool etilico o acquavite alla mistella (mosto di uve fresche non ancora fermentate)
Vini aromatizzati : sono dei vini base in cui viene aggiunto, alcool, zucchero, erbe aromatiche e spezie,  la  gradazione alcolica deve essere compresa da un minimo di 16° gradi a un massimo di 21° gradi.

 

Come inserirli in carta dei vini

Spumanti

IL nome del produttore
Il paese
La provincia
Il millesimo
Il nome del vino
la classificazione (Spumante)
La DOC
La capacità della bottiglia 350 cl 500 cl 750 cl
Varietà di uve

Az. Maeli – Torreglia (Pd)

2017 Moscato Fior D’arancio Spumante DOCG (750 cl)
uve moscato fior d’arancio

(ne cito alcuni tra i più conosciuti, il moscato d’Asti, il moscato Fior d’Arancio, il brachetto d’Aqui)

 

Vini dolci

IL nome del produttore
Il paese
La provincia
Il millesimo
Il nome del vino
la classificazione
La DOC
formato bottiglia 350 cl 500 cl 750 cl
Varietà di uve

 

Az. Roeno – Brentino Belluno (Vr)

2014 Cristina – vendemmia tardiva DOC (375 cl)
uva pinot grigio, chardonnay, traminer aromatico, sauvignon

Az. Romano dal Forno – Illasi (Vr)

2009  Vigna Serè passito IGT (375 cl)
uve corvina 55%, croatina 20%, rondinella 15%, oseleta 10%

 

Az. Gini – Monforte d’Alpone (Vr)

2010 Col Foscarin – recioto di Soave DOCG (750 cl)
uva garganega

Dal colore giallo dorato carico, dai profumi di frutta matura, confettura di albicocca, frutta candita, orzo e un leggero sentore di spezia, all’ assaggio è dolce, rotondo, morbido, complesso e intenso si accompagna a formaggi erborinati e dolci secchi.

gini

Az. Barberani – Orvieto (Tr)

2005 Calcaia muffa nobile DOC (500 cl)
uve grechetto e trebbiano procanico

 

Az. Colio – Ottawa – Canada

2012 Vidal Icewine (500 cl)
uve vidal blanc

 

Vini liquorosi o fortificati

I vini liquorosi più conosciuti sono:

Il marsala
Il moscato liquoroso di Pantelleria
Il madeira
Il porto
Lo sherry
Sherry Pedro Ximénez Mutillo Az. Lustau

cherry

Vino liquoroso, metodo soleras di almeno 30 anni, color mogano, viscoso quasi denso alla vista, dai profumi di fichi secchi, melassa e liquirizia dalla complessità gustativa intensa, si accompagna con formaggi stagionati e dolci secchi

 

Vini aromatizzati

I vini italiani aromatizzati più conosciuti sono:

Il vermut
Il barolo chinato
barloo

 

Dal colore rosso granato con riflessi aranciati, dal profumo speziato è dolce dal finale secco, si accompagna con il cioccolato, se riscaldato con una fettina di buccia di arancio è un buon digestivo da fine pasto


michela-berto-3509870905-1510762079485* Sommelier Ristorante San Martino

La carta vini, studio, conoscenza e personalità

di Michela Berto*

Comporre una carta vini semplice è facile, se hai qualche euro da investire e non hai grandi obiettivi chiunque la può realizzare, ma è molto facile sbagliare. Giusto pochi giorni fa, ho pranzato da un amico che lavora presso una nuova struttura come cuoco, decido di accompagnare le pietanze con un Metodo Classico, dopo qualche calice il vino non mi soddisfa, verifico la mia scelta e scopro che non si tratta di un Metodo Classico ma di un Metodo Charmat,  cadere in errore è molto facile se professionalmente non sei preparato. Continua a leggere “La carta vini, studio, conoscenza e personalità”

Vendemmia 2018: buona annata, salvo imprevisti meteo

Ad oggi, la vendemmia 2018 si annuncia molto positiva. Già a partire dalla prossima settimana i primi grappoli d’uva a finire nei cesti saranno quelli delle varietà Chardonnay e Pinot per le basi spumante, poi via via tutte le altre. Le preoccupazioni casomai arrivano dal meteo che, proprio dai prossimi giorni potrebbe peggiorare. Così fosse, le operazioni di raccolta verrebbero ulteriormente anticipate per evitare problemi di marciume acido e botrite, che in alcune aree del Veneto vengono già segnalate. Continua a leggere “Vendemmia 2018: buona annata, salvo imprevisti meteo”

Vino, export veneto 4. potenza mondiale

Il nuovo Report di Veneto Agricoltura (dati 2017) conferma il buon andamento del comparto. Il vino veneto, esportato in 150 paesi, rappresenta il 35,5% del totale italiano, per un valore di 2,13 miliardi/€. Prosecco nell’olimpo mondiale delle bollicine. Le dinamiche mercantili. E per la prossima raccolta? Le attesissime Previsioni Vendemmiali a Legnaro (Pd) il prossimo 10 agosto. Continua a leggere “Vino, export veneto 4. potenza mondiale”