E’ arrivato il pettirosso, un lungo volo per regalarci la sua melodia

di Carlotta Fassina*

Un macchia di rosso che sembra piazzarsi dritta di fronte a noi, un corpicino ora tondo e ora magro a seconda dell’arruffamento delle sue penne, due occhietti grandi e tuttavia penetranti come spilli: è questo il pettirosso, l’uccellino forse più amato e conosciuto da tutti noi. Continua a leggere “E’ arrivato il pettirosso, un lungo volo per regalarci la sua melodia”

Sulle ali delle farfalle e il cielo d’autunno si riempie dell’ultima magia

di Carlotta Fassina*

Si sono nutrite dei fiori più belli, hanno compiuto le loro danze nuziali e hanno deposto le loro piccole uova; ora, col sopraggiungere dell’autunno, la maggior parte delle variopinte farfalle diurne morirà, lasciandoci un po’ più soli durante il lungo inverno. Alcune di esse però sono ora in viaggio verso destinazioni africane, mentre altre, per sfuggire al freddo, si celeranno in qualche anfratto.   Continua a leggere “Sulle ali delle farfalle e il cielo d’autunno si riempie dell’ultima magia”

Amanti del cane in festa, ma con i propri pelosi

di Carlotta Fassina*

Una festa per gli amanti dei cani, da concedersi però rigorosamente accanto al proprio amico peloso: il 26 settembre ricorre la Giornata mondiale degli amanti del cane, che si distingue dalla Giornata del cane che cade invece il 26 agosto. Continua a leggere “Amanti del cane in festa, ma con i propri pelosi”

Enpa Treviso: cresce l’emergenza, 80% di ritrovamenti in più rispetto al 2017

Il rapporto tra il Gattile Enpa Treviso e Almo Nature è nato lo scorso anno per far fronte a una situazione di piena emergenza con l’esplosione incontrollata delle cucciolate tipica della stagione calda: nel 2017, da aprile a ottobre, dai 2 ai 4 ritrovamenti al giorno di cuccioli e gatti, per un totale di oltre 300 pelosi abbandonati nei modi più impensabili. Numeri difficilmente sostenibili per il rifugio di Conegliano che, ai tempi, era ancora una casa provvisoria di circa 100mq in grado di accogliere al massimo 60 trovatelli. Continua a leggere “Enpa Treviso: cresce l’emergenza, 80% di ritrovamenti in più rispetto al 2017”

I nostri amici pelosi e la rabbia: ecco perchè vaccinare

di Carlotta Fassina*

Quando una volta si diceva a qualcuno: “sei idrofobo”, s’intendeva che era collerico, “rabbioso”, perché un tempo la rabbia del cane veniva chiamata idrofobia. Oggi in Europa non ci sono casi di rabbia trasmessa dal cane, ma per continuare a garantire questa immunità servono alcune precauzioni e adempimenti da fare quando andiamo all’Estero con il nostro quattro-zampe, magari proprio ora che è arrivata l’estate, e quando sono i cani extraeuropei a entrare in Europa. Continua a leggere “I nostri amici pelosi e la rabbia: ecco perchè vaccinare”

Pipistrelli, principi della notte, alle prese con parti e pargoli

di Carlotta Fassina*

Caro Sciliar,

oggi ti parlo di pipistrelli, animali che tu vedi qualche volta all’imbrunire, ma che senti abbastanza bene. Ci tengo a specificare “abbastanza” perché, anche se hai un udito capace di captare gli ultrasuoni fino ai 40.000 Hertz (l’uomo arriva a 18-20.000 Hertz, quindi non percepisce ultrasuoni), molti pipistrelli comunicano al di sopra di questa soglia, a frequenze che possono arrivare fino ad oltre 100.000 Hertz (o 100 kHz) ma che sono destinate ad essere assorbite molto dall’atmosfera e quindi ad andare meno lontano delle frequenze più basse.  Continua a leggere “Pipistrelli, principi della notte, alle prese con parti e pargoli”

Camazzole, lassù dove nidificano le cicogne: mamma, papà e tre piccoli

di Carlotta Fassina*

Ci sono animali simbolo che tutti conoscono e che sembrano dover godere di un rispetto particolare, uno di essi è la cicogna. Sarà anche perché la sua grande forma bianca e nera non passa inosservata e incuriosisce, ma vederla nidificare dopo un tempo imprecisato di moltissimi anni in provincia di Padova è per molti un pura felicità. Continua a leggere “Camazzole, lassù dove nidificano le cicogne: mamma, papà e tre piccoli”

Alle pendici dell’Etna, spiaggia chiara, il bianco scoglio calcareo, il nero basalto e un incontro speciale

di Carlotta Fassina*

Caro Sciliar,

stavolta hai dovuto stare a casa e ti sei perso un incontro speciale.. Questa Pasqua siamo stati in Sicilia, alle pendici del più grande vulcano d’Europa, l’Etna. Volevamo fotografare i variopinti fiori che ammantano i prati in primavera, nel breve periodo che costringe le piante erbacee ad accelerare il loro ciclo vitale, sì da produrre i semi e assicurarsi una discendenza per la primavera successiva, prima dell’arrivo della calura che tutto avvizzisce e secca. Continua a leggere “Alle pendici dell’Etna, spiaggia chiara, il bianco scoglio calcareo, il nero basalto e un incontro speciale”

Operazione spiaggia pulita: in 80 a Rosolina per togliere plastica e sporcizia

di Carlotta Fassina*

Sciliar ti sei divertito? Saranno stati oltre ottanta, in una domenica di sole, i partecipanti alla pulizia della spiaggia nel tratto di Rosolina ricadente nel Parco del Delta del Po. Sea Sheperd, Lipu, Apae ed Sos Anfibi e persone spontaneamente accorse per fare qualcosa contro la sporcizia diffusa, hanno riempito decine e decine di sacchi appositamente predisposti per l’occasione dal Comune di Rosolina, che passerà poi alla raccolta nel punto di accumulo.

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E sai una cosa? Era bellissimo vedere all’opera soprattutto giovani tra i 20 e i 35 anni.  In effetti, l’attività richiedeva un certo impegno perché d’immondizia ce n’era tanta e molto diversificata. Era un continuo alzarsi ed abbassarsi per raccoglierla. Formidabili i bambini e i ragazzini che tentavano in ogni modo di trascinare nella sabbia le pesanti boe spiaggiate,  residui sempre più diffusi e ingombranti della mitilicoltura in mare.

Se dovessi elencare in ordine di abbondanza quello che abbiamo insacchettato, direi che il primato spetterebbe a bottiglie e bottigliette di plastica, bastoncini dei cotton fioc  e dei lecca lecca, retine per la mitilicoltura e ingombranti cassette in polistirolo per la conservazione del pesce. Queste ultime in particolare e le bottiglie dominavano le zone delle dune naturali. Le cassette, intere o frammentate, si accumulavano a ridosso dei cespugli contro cui le spingeva il vento, le bottiglie invece erano soprattutto in vicinanza dei sentieri e passaggi. Il polistirolo è veramente un’insidia perché tende a sminuzzarsi in quella specie di palline che vengono portate ovunque. Chissà se i pescatori si rendono conto dell’impatto ambientale di questi contenitori “perduti”. Probabilmente qualcosa nella normativa dovrebbe cambiare.

Non avevamo la pretesa di pulire tutto, sarebbe stato davvero impossibile. Certamente volevamo dare il nostro contributo e far capire che l’unico mare che ci piace è quello pulito, l’unica gente che si merita il mare è quella che non lascia traccia del suo passaggio.

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Purtroppo non ci ha fatto piacere neppure vedere semidecomposta l’ennesima testuggine marina (Caretta caretta). Lo spiaggiamento di questi meravigliosi e rari rettili è in aumento nell’Alto Adriatico e pare ricondursi soprattutto all’uso delle reti a strascico dei pescherecci. Nelle loro maglie le testuggini restano intrappolate, si feriscono e possono morire per traumi e infezioni conseguenti (dati Arpae 2013). Un’altra causa nota è proprio la plastica che le tartarughe ingoiano al posto delle meduse.

Però, nonostante tutto, devo dirti che quelle persone così solidali a una causa davvero importante mi hanno fatto veramente piacere e lo ha fatto anche a diversi gitanti che si sono fermati a parlare con noi.

E se da queste esperienze di responsabilità civile, che speriamo siano sempre più condivise, venisse fuori davvero una forza dirompente capace di contrastare le cattive consuetudini e l’abuso della plastica? Una rivoluzione!


carlotta fassina*Scienze Naturali

Lassù dove osano i falchi pellegrini

di Carlotta Fassina*

Una parete rocciosa a strapiombo è quasi una barriera insormontabile, Sciliar, per noi che, senza la tecnologia, saremmo condannati a muoverci sulla sottile pellicola che avvolge la Terra; ma per un’aquila, un falco, una rondine montana rappresenta una casa sicura da molti predatori. Idealmente bella quando immaginiamo scenari di sole e panorami tersi al di sotto di essa, molto più severa nella realtà fatta anche di giornate di vento e pioggia battente su corpi di piume che resistono alle intemperie per proteggere il loro bene più grande: uova e pulcini. Una falesia non è inespugnabile per i malintenzionati, visto che ancora oggi perdura il prelievo illegale di uova di specie ormai rare presenti al Sud, come l’Aquila di Bonelli e il Lanario, e dello stesso Falco pellegrino, una vera minaccia alla loro conservazione. La ragione di un tanto ignobile furto è l’elevato valore sul mercato, specie mediorientale, dei pulli nati in cattività e quindi imprintati sull’uomo.

Nelle nostre zone, forse più del prelievo delle uova e del bracconaggio, è il disturbo durante la cova a rappresentare l’elemento di maggior criticità, sia esso provocato da attività molto rumorose e reiterate nei pressi del nido (concerti a tutto volume, gruppi numerosi in transito sopra la parete, lavori in cava ecc.), sia dagli amanti del parapendio e dagli scalatori troppo intrepidi che non riconoscono nelle urla e nei sorvoli minacciosi dei pellegrini la loro angoscia di genitori. E quando il nido non è percepito come sicuro viene abbandonato. Da qui l’origine delle ordinanze di limitazione alle arrampicate, come quella già in vigore per la monumentale falesia naturale in trachite di Rocca Pendice, entro il Parco Regionale dei Colli Euganei. Ma sfidare la gravità e la fatica per raggiungere le altezze non è un po’ sentirsi parte di questo mondo di creature d’aria, di roccia e di vento? Il rispetto non dovrebbe allora scaturire dall’anima come elemento connaturato in questa elevazione?

Non è così scontato volare, anche gli uccelli che devono confrontarsi per la prima volta con quest’avventura ne hanno paura. Non a caso i genitori di Falco pellegrino vincono spesso l’incertezza dei loro figli offrendo cibo a distanza dal nido, per indurli a uscirne. Ogni slancio verso una realtà inesplorata comporta esitazione e timore, utili strumenti per soppesare le proprie forze e le possibilità di successo. I giovani falchi sono strutturati per un volo potente, intervallato da picchiate e rapide riprese di quota, e ciò nonostante si preparano per tempo al battesimo dell’aria esercitando le ali sul posto, su davanzali di pietra che si affacciano sul vuoto. Abbandonata la limitante condizione terrestre, impareranno dai genitori e attraverso il gioco in aria tutte le manovre che serviranno a cacciare le loro prede e a governare le raffiche di vento.

Cosa vedranno quegli occhi gialli incredibilmente acuti? Certamente anche noi, che siamo qui a goderci il sole e i suoi riflessi sulla roccia illuminata e tra il fogliame del bosco. Finché i pellegrini se ne stanno immobili e così distanti serve molta pazienza e un buon cannocchiale per vederli. In questi giorni è importante capire se e dove hanno deciso di porre il loro nido, in modo da organizzare poi i monitoraggi dei volontari e chiedere la sorveglianza del personale del Parco…Sciliar sei un irriducibile, ti avevo forse detto di rotolarti nell’erba?


carlotta fassina*Scienze Naturali