Olimpiadi 2026, Cortina candidata. Zaia: “Dimostrata la correttezza del nostro percorso”

“Senza polemiche, mentre più di qualcuno già ipotizzava la sua esclusione (e in questo
qualcuno, per essere chiari e non destare infingimenti, non metto il Coni), Cortina è
stata inserita dal Cio tra le città che hanno formalizzato la manifestazione d’interesse a
ospitare le Olimpiadi invernali del 2026”.
Inizia con queste parole, il commento del Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia,
alla comunicazione ufficiale del Comitato Olimpico Internazionale riguardo alle
candidature per le Olimpiadi della neve 2026.
“Una dimostrazione – aggiunge Zaia – che, a dispetto di qualcuno, la candidatura è
stata presentata entro i termini regolamentari e sarà presa in considerazione secondo le
modalità previste dal Cio. Lo ripeto – aggiunge – questa non è una candidatura
‘contro’ qualcuno, ma semplicemente l’opportunità di proporre al Comitato Olimpico
Internazionale una candidatura alternativa, all’insegna della neve e dello scenario
delle Dolomiti Patrimonio dell’Unesco”.
“Cominciamo ora la fase del dialogo – conclude il Governatore del Veneto – che,
anche se non ve ne sarebbe bisogno, ci motiva e ci sprona ancor di più”.


 

Basterà la neve caduta questo inverno a recuperare il deficit dei ghiacciai ?

di Franco Secchieri*

Mi hanno chiesto se le abbondanti nevicate di questo inverno 2017 – 2018 possono rimediare alla grave situazione in cui si sono venuti a trovare i ghiacciai alpini negli ultimi anni, con sensibili riduzioni come ad esempio il caso Marmolada, uno dei più emblematici e rappresentativi di questo fenomeno. Continua a leggere “Basterà la neve caduta questo inverno a recuperare il deficit dei ghiacciai ?”

Patto delle Dolomiti tra Federalberghi di Veneto, Friuli VG, Trento e Bolzano. Zaia: “Grazie per sostenere la candidatura alle Olimpiadi 2026

Il Veneto assieme al Friuli Venezia Giulia e alle province autonome di Trento e Bolzano daranno vita al più grande comprensorio sciistico del mondo. Ne sono convinti i presidenti delle rispettive Federalberghi, che ieri si sono riuniti a Roma per costituire un gruppo di lavoro che dallo scenario delle Dolomiti guardi a un progetto di politica unitaria con programmi comuni di valorizzazione e promozione di uno tra i più suggestivi paesaggi promossi dall’Unesco a patrimonio dell’umanità. Continua a leggere “Patto delle Dolomiti tra Federalberghi di Veneto, Friuli VG, Trento e Bolzano. Zaia: “Grazie per sostenere la candidatura alle Olimpiadi 2026”

I magnifici 8 alla conquista della seconda vetta d’Africa: “Un’esperienza che ci ha arricchiti”

di Franco Soave*

L’esperienza dell’Africa e dell’alta quota del Monte Kenya è stata senza dubbio affascinante. Faticosa, certo, ma soprattutto qualcosa che rimarrà nella mente e nel cuore degli otto amici del Cai di Mestre che hanno partecipato a “Kenya Expedition 2017”, viaggio-spedizione con l’obiettivo di salire la seconda vetta dell’Africa. La meta erano le tre cime del Kenya, Lenana (4985 metri),  Nelion (5188) e Batian (5199), seguendo la via aperta nel 1929 da Eric Shipton, alpinista ed esploratore britannico. Continua a leggere “I magnifici 8 alla conquista della seconda vetta d’Africa: “Un’esperienza che ci ha arricchiti””

L’ultimo volo di “The bird”: addio a Bridwell leggenda dell’alpinismo

di Franco Soave*

“The Bird” ha piegato le ali per l’ultima volta. Non volerà mai più. Jim “The Bird” Bridwell, leggenda dell’alpinismo americano e mondiale, è morto venerdì scorso in un letto di ospedale a Palm Spring, in California. Aveva 73 anni. Da mesi era malato, colpito da una forma di epatite che aveva contratto in passato, probabilmente durante un viaggio-spedizione nel Borneo. Per aiutare la famiglia a sostenere le spese mediche, due mesi fa era stata organizzata anche una raccolta fondi alla quale la comunità alpinistica aveva risposto immediatamente e con grande partecipazione. Purtroppo, è stato tutto inutile. Bridwell è spirato venerdì alle 11 circa e poco dopo la notizia è stata diffusa dal figlio Layton con un post su Facebook.

James Bridwell era nato in Texas, a San Antonio, il 29 luglio 1944. Il padre, Donald, era pilota di aerei durante la seconda guerra mondiale; la madre, Miriam Boxwell, era casalinga con una grande passione per la pittura. Jim si avvicinò al mondo dell’arrampicata da adolescente e la moglie Peggy ricorda come la passione fece breccia grazie all’osservazione degli uccelli: “Ha iniziato ad arrampicare perché era affascinato dai rapaci, si arrampicava per osservare il loro habitat e il modo di volare”, ha raccontato Peggy a Neil Genzlinger del New York Times; forse per questo Bridwell era soprannominato “The Bird”.

La storia alpinistica di Bridwell ha origine nel luogo mito dell’arrampicata statunitense, quella Yosemite Valley californiana che tra la fine degli anni Cinquanta e i primi Sessanta del secolo scorso vide nascere e svilupparsi l’idea di arrampicata pulita e libera (clean climbing e free climbing, appunto), anche se i concetti fondamentali erano vecchi di decenni, avevano il volto e le parole di un inglese e di un austriaco, rispettivamente Frederick Mummery e Paul Preuss. Fu una vera e propria rivoluzione che investì la cultura e la società, non solo il modo di affrontare le grandi pareti delle montagne. Perché i protagonisti erano i ribelli, gli hippie, i sognatori, i contestatori dei canoni classici nel mondo come nell’alpinismo. Il primo grande attore della new age fu un fabbro di origine svizzera che emigrò negli Stati Uniti nei primi anni del Novecento, John Salathé. Questi iniziò l’esplorazione alpinistica di Yosemite grazie anche all’invenzione di chiodi da roccia che sul granito americano si dimostrarono molto più affidabili di quelli utilizzati sulle Alpi. Ma i primi veri fuoriclasse furono Royal Robbins e Warren Harding, due forti personalità spesso in antitesi sui mezzi utilizzati per la progressione in parete, i quali tra gli anni Sessanta e Settanta concentrarono attorno a sé una pattuglia di fortissimi climber quali Ray Jardine (ingegnere aerospaziale), Yvon Chouinard ( creatore del marchio Patagonia), Chuch Pratt, Tom Frost, Ron Kauk, solo per citare qualche nome.

Il palcoscenico dove andavano in scena le fantastiche rappresentazioni di questa “banda di matti

erano le formidabili pareti di due montagne-simbolo di Yosemite, El Capitan e l’Half Dome, vere “big wall”, grandi pareti, lavagne di granito alte mille metri, solcate da piccole fessure, senza interruzioni orizzontali, nelle quali la progressione era possibile solo con una eccezionale preparazione fisica e mentale. A poco a poco lungo le pareti fiorirono numerose vie estreme, mentre si fece sempre più strada la clean climbing. In pratica, si sale cercando di utilizzare sempre meno mezzi artificiali, l’arrampicata dunque da libera diventa pulita.

E questo fu il momento di Jim Bridwell. Fisico possente, lunghi capelli alle spalle e due baffoni spioventi, “The Bird” raccontò che la prima salita in Yosemite avvenne in occasione del suo diciottesimo compleanno nel 1962, e che per arrampicare “ho dovuto prendere in prestito le scarpe di un cameriere”, un paio di stivali da lavoro. Da allora Bridwell non si è più fermato, ha aperto oltre cento vie soltanto nella Yosemite Valley, e fu tra i primi a praticare tecniche di allenamento prima di affrontare le grandi pareti. Ha dell’incredibile la prima salita in giornata della via The Nose, sul Capitan, nel 1975 assieme a John Long e Billy Westbay: soltanto 15 ore quando i primi salitori nel 1958 impiegarono 47 giorni e la media, ancora oggi, è di circa quattro giorni. Per molti anni Jim Bridwell rappresentò l’essenza della capacità alpinistica negli Usa ma non si limitò alle “big wall” della California. La sua impronta rimane anche in Patagonia, dove durante il periodo natalizio del 1978 assieme a Steve Brewer in un giorno e mezzo salì il Cerro Torre, per la prima volta compreso l’immenso fungo di ghiaccio sommitale. Fondamentale fu la sua esperienza nella costruzione di nuovi materiali, nell’innovazione delle tecniche di arrampicata e nell’organizzazione del primo team di soccorso in Yosemite, lo Yosemite National Park’s Search and Rescue Team (Yosar). Fu impegnato pure come consulente nell’industria del cinema, e in questa veste collaborò alle riprese di Cliffhanger, film con Silvester Stallone girato anche tra le Dolomiti. “The Bird” compì imprese memorabili in Alaska, partecipò a spedizioni in mezzo mondo, attraversò il Borneo, riuscì a circumnavigare l’Everest ma non amava particolarmente l’ambiente himalayano: “Non c’è niente di peggio – disse un giorno all’alpinista svizzero Romain Vogler – che marciare nella neve con un grosso sacco sulle spalle. Fa freddo ed è noioso”.

Nella foto Billy Westbay, Jim Bridwell (al centro) e John Long dopo la prima ascensione in giornata del Nose (El Capitan), sullo sfondo, nel 1975.  Foto tratte da Wikipedia, file concessi in licenza da Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0.


SOAVE*Giornalista

Fiocchi e valanghe : ma la neve è un bene o un male ?

di Franco Secchieri*

Neve, bene o male? In questo momento la risposta immediata quanto scontata sarebbe a favore del male, quanto meno ascoltando le nefaste notizie dei telegiornali di questi giorni che mostrano strade interrotte dalle valanghe, file di auto bloccate dalla neve, paesi al freddo per mancanza di corrente e, soprattutto, la morte bianca che incombe sulle vallate alpine.

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I giganti di ghiaccio e il loro nome tra tradizione e leggenda

di Franco Secchieri*

L’inverno è finalmente arrivato sulle montagne, con la sua coltre di neve che sembra conferire al paesaggio una maggiore uniformità rispetto all’estate, quando solo le cime ammantate di ghiaccio spiccano per la loro imponenza. Non così per le Dolomiti, le cui forme sembrano esaltarsi ancora di più in questo bianco scenario. Anche i loro sempre più ridotti ghiacciai riposano, osservando, forse assonnati, il vociante assalto degli sciatori lungo la miriade di piste che si snodano tra straordinarie visioni. Continua a leggere “I giganti di ghiaccio e il loro nome tra tradizione e leggenda”

Buonanotte ghiacciai: arriva la neve e i giganti bianchi vanno in letargo

di Franco Secchieri* – Arriva la neve e i ghiacciai vanno in letargo. Con la prima neve di Ottobre, l’inverno è definitivamente arrivato sui ghiacciai e per loro è cominciato il lungo sonno in attesa del sole primaverile, quando il manto nevoso invernale ricomincerà a sciogliersi. Allora sarà arrivato il momento di andare a verificare le condizioni di innevamento su alcuni ghiacciai scelti come campione significativo per le diverse aree montuose. Continua a leggere “Buonanotte ghiacciai: arriva la neve e i giganti bianchi vanno in letargo”

Parliamo di montagne, ma del tutto particolari : i vulcani

di Franco Secchieri*

Non dei vulcani in generale, ma di alcuni che danno origine ad ambienti certamente affascinanti e significativi per l’immagine della potenza delle forze della natura che essi rappresentano. Per fare questo ci spostiamo su un arcipelago sicuramente noto, quello delle Canarie (Spagna), formato da sette isole, tutte unite oltre che geograficamente, anche per i caratteri geo morfologici che le rendono sicuramente uniche. Continua a leggere “Parliamo di montagne, ma del tutto particolari : i vulcani”

Allocco “sorvegliato speciale” nella foresta del Cansiglio

Nella stazione di inanellamento sul monte Pizzoc, ai margini del famoso “serenissimo” Bosco del Cansiglio (BL-TV), è stato catturato, inanellato, liberato un rarissimo esemplare di Allocco degli Urali (Strix uralensis) (nella foto di Andrea Favaretto) Continua a leggere “Allocco “sorvegliato speciale” nella foresta del Cansiglio”