Inge Morath la vita e la fotografia a Casa dei Carraresi di Treviso

Casa dei Carraresi di Treviso accoglie, dopo il successo della mostra su Elliott Erwitt ed i suoi cani, la prima grande retrospettiva italiana di Inge Morath, la prima donna ad essere inserita nel cenacolo, all’epoca tutto maschile, della celebre agenzia fotografica Magnum Photos.
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Grande festa per Venturini, l’atleta che ha sfidato il freddo della Jacuzia

Una grande festa degli amici di Paolo Venturini, dei padovani e dei veneti che vogliono rendere omaggio all’atleta padovano del Gruppo Sportivo Fiamme Oro e Sovrintendente della Polizia di Stato che ha saputo sfidare i limiti umani correndo per 39 km nel posto più freddo del mondo, la Jacuzia, nel mese più freddo dell’anno, a meno 52 gradi . Continua a leggere “Grande festa per Venturini, l’atleta che ha sfidato il freddo della Jacuzia”

Donne regine dell’anima per il ballo da sogno del Carnevale 2019

Una donna regina nell’anima sarà regina a Il Ballo del Doge 2019. Come? Grazie a un foto contest Instagram partito l’8 dicembre scorso e che si concluderà il 3 febbraio 2019, un mese prima del meraviglioso appuntamento sul Canal Grande, che per questa ventiseiesima edizione si svolgerà sabato 2 marzo 2019 alle ore 20.30 a Palazzo Pisani Moretta sul Canal Grande. Continua a leggere “Donne regine dell’anima per il ballo da sogno del Carnevale 2019”

Guggenheim, dal gesto alla forma nella Collezione Schulhof e a Ca’ Pesaro le visioni di Soccol

di Maurizio Cerruti*

Il 2019 è un anno di importanti ricorrenze – 1949, 1979 – per la Fondazione Guggenheim di Venezia. La prima: nell’autunno di 70 anni fa Peggy Guggenheim organizza la sua prima mostra di scultura contemporanea (Arp, Brancusi, Calder, Giacometti, Moore, Marini…) nel giardino di Ca’ Venier dei Leoni, il settecentesco palazzo incompiuto sul Canal Grande che la collezionista e filantropa americana aveva comprato l’anno precedente. La seconda: il 23 dicembre di 40 anni fa Peggy muore dopo aver lasciato un segno incancellabile nella storia dell’Arte del 20mo secolo e nella vita culturale veneziana.

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SECONDO DOPOGUERRA. Le iniziative di quest’anno speciale si aprono dunque con la mostra (dal 26 gennaio al 18 marzo) “Dal gesto alla forma” che per la prima volta presenta quasi al completo l’ottantina di opere d’arte europee e americane del secondo dopoguerra, lasciate nel 2012 da Hannelore Schulhof alla Fondazione Salomon Guggenheim di New York e ospitate nel museo di Peggy. Come spiega Karole Vail, direttrice del museo veneziano e curatrice della mostra insieme a Gražina Subelyte, questa esposizione offre l’occasione rara di potersi confrontare con la raccolta dei coniugi Schulhof, per molti aspetti complementare alla collezione di Peggy, e permette di seguire i passaggi tra i movimenti e gli stili dalla fine degli anni 40 agli anni 80 del Novecento: in particolare l’immaginario astratto con la ricerca sul colore, sulla forma, sullo spazio e le loro interrelazioni.

ARTISTI VIVENTI. Il destino di Hannelore ebrea berlinese (1922-2012) e di Rudolph Schulhof (1912-1999) boemo, è segnato dalla tragedia della Germania sotto il nazismo. Dopo lo scoppio della guerra, dal primo rifugio a Bruxelles, dove si sposano, la giovane coppia nel 1940 ripara a New York. Cominciano a collezionare opere d’arte e nel dopoguerra la loro grande villa sulla costa atlantica si riempie di capolavori. Dopo un iniziale interesse per gli impressionisti e i post-impressionisti – dalle quotazioni, però, sempre più irraggiungibili – su suggerimento del famoso mercante d’arte Justin Thannhauser, gli Schulhof scoprono il vasto e promettente campo delle correnti non figurative contemporanee, americane ed europee. Acquistano lavori di artisti viventi già affermati o giovani promesse, con cui spesso fanno amicizia. La collezione cresce rapidamente fino a superare le 300 opere in totale.

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LA DOGARESSA PEGGY. L’incontro con “la dogaressa dell’arte” Peggy Guggenheim avviene casualmente nei primi anni ’50 a Venezia. Gli Schulhof, arrivati per vedere la Biennale Arte, approfittano delle aperture al pubblico della casa di Peggy per visitare la sua celebre collezione. La padrona di casa li sente discutere fra loro con competenza davanti ai quadri e, incuriosita, li avvicina. Nasce così una duratura amicizia che va oltre il comune interesse per l’arte d’avanguardia.

MILANO E VENEZIA. Il percorso della mostra parte dall’espressionismo astratto e dall’informale, per poi passare al minimalismo ed arrivare all’astrazione post-pittorica e all’arte concettuale. L’allestimento, nell’edificio affacciato sul giardino dietro la casa-museo di Peggy e destinato appunto alle mostre temporanee, riflette l’evolversi di un’astrazione sempre più minimale e raffinata, mettendo confronto stili, tematiche e affinità. Predominano ovviamente gli americani, ma c’è anche una consistente la presenza di italiani – Afro Basaldella, Alberto Burri, Lucio Fontana, Giuseppe Capogrossi – che gli Schulhof “scoprono” soprattutto grazie alla Galleria del Naviglio fondata a Milano nel 1946 dal gallerista veneziano Carlo Cardazzo (1908-1963). INFO. “Dal gesto alla forma. Arte europea e americana del dopoguerra nella Collezione Schulhof” fino al 18 marzo 2019, ore 10-18 (chiuso il martedì). Visitabile con il biglietto d’ingresso del museo Guggenheim (Dorsoduro 701-704, fermate del vaporetto Accademia o Salute). Intero 15 euro, per ridotti (13 e 9 euro) e gratuiti: www.guggenheim-venice.it o tel. 041 2405 411, 041 2405 440/419. Fra le varie iniziative speciali, ogni giorno alle 15.30 visite guidate gratuite alla mostra previo acquisto del biglietto d’ingresso al museo.

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SOCCOL A CA’ PESARO. E’ dedicata al pittore veneziano Giovanni Soccol – e alle sue silenziose e magiche visioni notturne, la mostra “Metamorfosi” con cui la Galleria internazionale d’Arte Moderna di Venezia (Santa Croce 2076, fermata vaporetto linea 1 a San Stae) ha inaugurato la stagione 2019 (fino al 22 aprile). Una dozzina di grandi tele dell’artista dei paesaggi interiori deserti e dell’universo delle emozioni, riempiono due saloni del museo dedicati alle esposizioni temporanee: sei “Labirinti” e altrettanti “Teatri”, ed una grande “Marea” del 2011.

INFO VISITE. “Giovanni Soccol, metamorfosi della realtà in mito” a Ca’ Pesaro dal 26 gennaio al 22 aprile 2019, ore 10-17, chiuso i lunedì. Intero 10 euro per i musei di Ca’ Pesaro (Galleria int.le d’Arte Moderna comprese le mostre temporanee, e Museo d’Arte Orientale all’ultimo piano del palazzo). Riduzioni, gratuiti, scuole, famiglie e altre info: capesaro.visitmuve.it, tel. 848082000.

Foto: Jean Dubuffet, Andy Warhol, Giuseppe Capogrossi e Frank Stella esposti al Guggenheim di Venezia nella mostra “Dal gesto alla forma” dedicata ai capolavori della collezione Schulhof


thumbnail_M-Cerruti-3*Giornalista

Il Trionfo del colore. Da Tiepolo a Canaletto e Guardi

15049 visitatori in 52 giorni, questo il bilancio della prima metà di mostra per “Il Trionfo del colore. Da Tiepolo a Canaletto e Guardi”, prodotta da MondoMostre e promossa dal Comune di Vicenza insieme con il Museo delle Belle Arti A.S. Pushkin di Mosca Intesa Sanpaolo, nella doppia veste di sponsor e partner culturale, in virtù della sua sede museale vicentina e nell’ambito del Progetto Cultura della Banca. Continua a leggere “Il Trionfo del colore. Da Tiepolo a Canaletto e Guardi”

Model Expo Italy, a Verona la fiera leader del Modellismo: da Lego ai supereroi

Sempre più spazio a creatività, divertimento e collezionismo nella 15ª edizione di Model Expo Italy, in programma a Veronafiere sabato 2 e domenica 3 marzo. La manifestazione numero uno in Italia con 7 padiglioni per 70mila metri quadrati e 400 aziende espositrici si prepara ad accogliere gli appassionati di aeromodellismo, automodellismo, ferromodellismo, modellismo statico, navimodellismo, cosplay e giochi. Continua a leggere “Model Expo Italy, a Verona la fiera leader del Modellismo: da Lego ai supereroi”

Altopiano, assalto dei turisti. Unica assente la neve, anche se le piste hanno funzionato

Pienone ad Asiago per le feste di Natale. Il centro dell’Altopiano si è riempito di turisti che ha accolto con bancarelle legate alla tradizione, luminarie e tanta festa. Tutto esaurito per il Cenone di Capodanno in malghe, trattorie e agriturismi del territorio. Come sempre la località turistica vicentina riesce a catalizzare, grazie ad iniziative e proposte culturali o di svago moltissimi turisti.

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Cominciamo bene l’anno: grandi fotografi a Mestre e museo nuovo ad Abano

di Maurizio Cerruti*
Cominciamo bene l’anno con una sana abbuffata di cultura, che non alza il colesterolo e non fa ingrassare. Cosa vedere? In questo avvio del 2019 in Veneto suggeriamo  innanzi tutto due musei aperti da poche settimane, quelli di Mestre e di Abano Terme: si tratta di località che certo non hanno alle spalle una tradizione di città d’arte e proprio per questo credo che meritino di essere considerate, e non altro per incoraggiamento. E poiché non c’è due senza tre, agli appassionati di cose preziose segnaliamo anche il rinnovato e riaperto Museo del Gioiello a Vicenza.

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“I Mulini della Val Frenzela”, da parte delle “Guide Altopiano di Asiago e dei 7 Comuni”

A pochi passi dal centro di Gallio si trova il punto di partenza di questo splendido percorso, che ci condurrà in una delle località più caratteristiche dell’intero Altopiano. La valle dei Mulini (Val Frenzela) è infatti una delle poche valli dell’Altopiano in cui scorre l‘acqua in superficie. Testo redatto da Asiago.it, per saperne di più su questa ed altre notizie o sull’Altopiano visitate il Portale Asiago.it

Ci sarà la possibilità di visitare antichi siti in cui si conciavano le pelli, antichi mulini, e una natura che in questa zona è particolarmente rigogliosa. Continua a leggere ““I Mulini della Val Frenzela”, da parte delle “Guide Altopiano di Asiago e dei 7 Comuni””

Capolavori dalla Russia: Mestre e Venezia unite nel segno dell’Ermitage

di Maurizio Cerruti*
Due mostre “che più diverse non si può”, una a Mestre e una a Venezia, sotto il segno della collaborazione fra i Musei Civici di Venezia e il Museo Ermitage di San Pietroburgo. Due mostre importanti per  contenuto che in comune hanno soprattutto le date di apertura il 18-19 dicembre 1018 e di chiusura il 24 marzo 2019. La mostra veneziana dal curioso titolo “Futuruins” (sottotitolo: l’estetica delle rovine) è  allestita nel luogo più magico del circuito museale del Comune: Palazzo Fortuny (già Ca’ Pesaro degli Orfei) a San Beneto, in un campiello un po’ “sconto” e appartato, quieta oasi a pochi passi  dagli affollati percorsi pedonali fra Rialto e l’Accademia.

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