Biennale Architettura: ecco cosa vedere senza pretese da “archistar”

di Maurizio Cerruti*

Se siete architetti di grido o urbanisti di fama internazionale non leggete questo articolo. Non è per le archistar. Ma se siete semplici persone incuriosite dalla Biennale Architettura 2018 – a Venezia dal 26 maggio al 25 novembre – o magari dal suo titolo “Freespace” (spazio libero) tanto pubblicizzato dai media di mezzo mondo, allora può esservi utile questa breve guida all’evento più rilevante a livello internazionale sull’arte del costruire e del pianificare i territori. Continua a leggere “Biennale Architettura: ecco cosa vedere senza pretese da “archistar””

Biennale “zona franca” della cultura: da Cocteau a Ruzante

di Leopoldo Pietragnoli

Come la musica, anche il teatro aveva avuto nel Festival della Biennale il momento più alto dell’essere Venezia vetrina internazionale. Ma, come per la musica, anche nel teatro Venezia aveva innescato quel circuito virtuoso tra l’essere vetrina della cultura internazionale e insieme laboratorio della produzione cittadina per cui aveva ricoperto l’indiscusso ruolo di capitale della cultura. Continua a leggere “Biennale “zona franca” della cultura: da Cocteau a Ruzante”

Cibic è l’artista scelto dal Caffè Florian in occasione di Biennale Architettura 2018

Sarà il visionario architetto e designer di Schio (VC) Aldo Cibic, con il progetto (IN)Complete, il protagonista di Unica, la mostra/installazione che il Caffè Florian presenta in occasione della Biennale Architettura 2018. Dal 25 maggio all’8 settembre 2018 lo storico Caffè, ai cui tavoli fu decisa l’istituzione della prima Mostra Internazionale d’Arte della Biennale alla fine del XIX secolo, e in particolare la “Sala Cinese”, diventa il luogo di incontro reale e virtuale per partecipare a un’ inchiesta sulla vita e il design.

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La nostra storia. Bartok, Messiaen e Pizzetti per quel Festival del ’46

di Leopoldo Pietragnoli *

Forse fu nella musica e nel teatro che «l’ultima Venezia» espresse al meglio, prima della «ventata squassante» del Sessantotto, quel circuito virtuoso tra l’essere vetrina della cultura internazionale e insieme laboratorio della produzione cittadina per cui aveva ricoperto l’indiscusso ruolo di capitale della cultura.

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“Freespace”: spazio libero, spazio di tutti / Biennale Architettura dal 26 maggio 2018

di Maurizio Cerruti*

“Freespace”: spazio libero, ma anche spazio di tutti, pubblico, aperto e – perché no? – generosamente gratuito. E’ una bella sfida quella che la Biennale Architettura di Venezia lancia nell’edizione 2018 – dal 26 maggio al 25 novembre – ai 71 studi di architetti e urbanisti di fama mondiale selezionati quest’anno per dare i loro contributi di idee.
Si tratta di riempire di contenuti spazi vuoti, anche se solo teoricamente; di ideare luoghi d’incontro; di reinventare, riscoprire, riutilizzare, riprogettare l’esistente al servizio delle persone e – come sottolineano le due direttrici, Yvonne Farrell e Shelley McNamara, irlandesi – del “cliente numero uno”, la Terra.
DONARE SPAZI. “Freespace è generosità di spirito e senso di umanità – proclama il manifesto della rassegna firmato nel 2017 da Farrell e McNamara – chiede all’architettura di offrire in dono spazi liberi… e di enfatizzare i doni della natura come la luce del Sole e della Luna, l’aria, la forza di gravità, i materiali”.
Le due celebri progettiste di scuole e università, tra cui anche la nuova Bocconi di Milano, citano gli emozionanti chiaroscuri del Palazzo Ducale di Venezia e l’atmosfera magica del Palazzo Fortuny, la casa-museo veneziana dell’omonimo artista spagnolo. “Freespace – proseguono – è libertà di immaginare lo spazio libero di tempo e memoria, legando ieri, oggi e domani; l’arcaico e il contemporaneo”.
Nulla, però, di astratto, fantastico, irreale. Spazio, invece, a esempi e proposte – realizzate o realizzabili – che vadano all’essenzialità dell’architettura.
TUTTO E’ PUBBLICO. “L’architettura crea strutture che diventano spazio pubblico anche quando sono realizzate a uso privato” aggiunge il presidente della Biennale Paolo Baratta nel presentare la Mostra alla stampa internazionale con le due curatrici collegate in videoconferenza da Dublino dove le ha bloccate l’ondata di maltempo. Questa rassegna è alla 16ma edizione, ma di fatto esisteva già dal 1975 (con Vittorio Gregotti) come sezione della Mostra internazionale d’Arte, e successivamente (con Aldo Rossi) inserita nel Settore Teatro. Una rassegna che si è ormai conquistata uno spazio di primissimo piano a
livello mondiale, accanto ai due pilastri storici della Biennale di Venezia: Mostra d’Arte e Mostra del Cinema. “Non siamo come le Expo, noi non andiamo a cercare i Paesi per farli venire”, sottolinea Baratta con orgoglio ricordando i 65 Stati partecipanti con propri padiglioni, i previsti dieci incontri-dibattiti fra architetti e urbanisti di fama internazionale, e la presenza su invito alle “Sessioni Biennale” di professori
e studenti di un centinaio di università di architetturadi tutto il mondo.
ARRIVA IL VATICANO. Fra le novità 2018 ci sono sette nuovi Stati partecipanti: il Vaticano con un padiglione nell’isola di San Giorgio, e inoltre Arabia Saudita, Pakistan, Libano, Guatemala, Antigua & Barbuda, Mongolia. C’è pure l’utilizzo, per un Progetto speciale, di Forte Marghera, una grande fortificazione ottocentesca fuori Mestre al bordo della laguna: anche questo un enorme spazio libero da  “rigenerare, rivisitare e trasformare” secondo le idee guida di “Freespace”. Come nelle passate edizioni, numerosi eventi collaterali a cura di enti e istituzioni internazionali faranno da cornice alla
Mostra, utilizzando palazzi, sedi di musei e altre strutture sparse per Venezia come contenitori in maggioranza ad ingresso libero.
LE CURATRICI. Yvonne Farrell e Shelley McNamara, irlandesi, si sono laureate all’University College di Dublino, dove insegnano dal 1976. Lavorano in tandem e nel 1978 hanno fondato Grafton Architects. La loro specialità sono edifici pubblici, in particolare scuole e università, dal Trinity College a Dublino all’Università di Limerick. Sempre a Dublino hanno partecipato al progetto di riqualificazione dello storico quartiere Temple Bar. In Italia hanno firmato l’ampliamento della Bocconi a Milano.
Innumerevoli i premi e riconoscimenti internazionali ricevuti, tra cui il Leone d’argento della Biennale Architettura 2012.

thumbnail_Architettura 2018 curatrici e Baratta

(Le curatrici dell’edizione 2018, Yvonne Farrell e Sheley McNamara con Paolo Baratta, presidente della Biennale di Venezia)

INFORMAZIONI UTILI. “Freespace”, 16ma Mostra internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, dal 26 maggio al 25 novembre 2018. Aperta tutti i giorni escluso il lunedì. ORARI: dalle 10 alle 18 (biglietteria fino alle 17,30). Solo Arsenale: venerdì e sabato chiusura ritardata alle 20 fino al 29 settembre. SEDI: Giardini di Castello (linee Actv 1, 2, 4.1, 5.1 e 6) e Arsenale (ingresso da Campo della Tana, linee Actv 1 e 4.1). BIGLIETTI: tariffa intera 30 euro, previste tariffe speciali e riduzioni.
Informazioni: www.labiennale.org, promozione@labiennale.org, tel. 041 5218828.


thumbnail_M Cerruti (3)*Giornalista

Venezia anni 50-60. L’abolizione dei premi primo contraccolpo sulla Biennale di Arti visive

di Leopoldo Pietragnoli°

Concludendo gli articoli sul Sessantotto veneziano, si annotava come quell’anno abbia segnato un «gomito storico» nella vita della città. Perché, per più di vent’anni, Venezia era stata capitale della cultura, e questo per un circuito virtuoso tra l’essere vetrina della cultura internazionale e insieme laboratorio della produzione cittadina, a sua volta in circuito virtuoso tra le elitarie esperienze dell’avanguardia e le forme più popolari di divulgazione: era una città internazionale e stra-paesana insieme, che sapeva parlare tutte le lingue e il proprio dialetto.

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